La nostra normalità, la faccende quotidiane, quello che per noi appare semplice e scontato, là a L’Aquila, a quattro mesi dal terremoto, è tutto molto, molto difficile.
Una realtà che né i telegiornali né il miglior reporter riuscirebbe a far percepire a chi sta a casa e guarda la tv o legge un giornale.
L’ha, invece, provata sulla propria pelle il gruppo di volontari della Parrocchia “Santa Maria Assunta” di Cassano, guidati dal parroco don Nunzio Marinelli, che da 5 al 13 agosto scorso hanno prestato servizio presso il capoluogo abruzzese in alcune tendopoli accudendo anziani e bambini, facendo i lavori più semplici, aiutando a gestire il magazzino. Soprattutto incontrando tanta gente bisognosa, stanca della precarietà, disfatta dal fare la fila per consumare un cibo.
“Davvero lì la normalità come la viviamo noi non esiste più e soprattutto non esiste da oltre quattro mesi” spiega don Nunzio a CassanoWeb. Da oltre centoventi giorni si fa la fila per la colazione, il pranzo e la cena; per i propri bisogni anche e soprattutto sempre in comune; non esiste privacy, ma tutto viene fatto assolutamente in comune, una comunanza forzata.
“Tutti si sforzano di essere gentile e buoni – dice ancora il parroco di Cassano – ma lo senti che la stanchezza li ha oramai presi, che si sentono davvero come coloro che hanno bisogno di tutto”.
Anche i ragazzi cassanesi hanno potuto sperimentare questa spossatezza dei sentimenti e comunque ne sono usciti assolutamente entusiasti: “fosse stato per loro – dice don Nunzio – saremmo già ripartiti il giorno dopo…è stata una esperienza che li ha coinvolti davvero tanto”.
Don Nunzio tornerà a L’Aquila ma da solo, per qualche giorno, in settimana; una breve visita per salutare qualche amico e qualcuno conosciuto per l’occasione e rendersi conto delle necessità che ancora ci sono. Perché, infatti, seppure si sta cominciando a metter su le case per il prossimo autunno, prefabbricati di ultima generazione, nonché si stanno cominciando ad erogare i primi contributi per coloro che con piccoli interventi potranno tornare ad abitare nelle proprie case, comunque c’è necessità di tante cose: dal materiale sanitario ai pannoloni per gli anziani, dall’olio di oliva al materiale per l’igiene intima.
I volontari sono tanti e la generosità degli italiani non manca. Ricostruire vite spezzate e riconsegnarli dignità sarà l’opera più difficile.
Visita http://picasaweb.google.it/redazionecassanoweb/ 2009/volontariaa{/gallery}
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Commenti
Ciò non toglie che altri possano, se vogliono, aggiungere riflessioni, amplificare questo o quell'aspetto, ecc.: come sempre CassanoWeb è aperto a tutti.
ma non credete che sia giusto chiedere direttamente a chi ha organizzato il tutto, e chi veramente ha dato una mano ai ragazzi ad andare a L'Aquila, e chi ha creduto nel progetto proposto dai ragazzi stessi?
credo sia giusto dare merito a chi diversamente da altra gioventù, si sia impegnato e si muova per fare qualcosa di concreto.