Netflix, arriva “Briganti”: la serie tv girata in Puglia

“Briganti” è pronto a sbarcare su Netflix, la nuova serie tv italiana tra crime e western ma ambientata nella metà dell’800 nel Meridione.

Briganti serie Netflix
Briganti serie Netflix (Cassanoweb.it)

Dallo scorso martedì 23 aprile è approdata su Netflix la nuova serie tv italiana “Briganti”, un’opera davvero originale (specie per un paese come il nostro), che mescola azione, estetica western e crime, ma che è ambientata nel 1800, durante l’unità d’Italia, nel Meridione. “Briganti” offre uno sguardo diverso sulla storia del nostro paese.

Composta da sei episodi, prodotta da Fabula Pictures in associazione con Los Hermanos, la nuova serie tv è stata creata dai GRAMS, il collettivo di cinque autori che aveva già firmato la serie di successo “Baby”, incentrata sullo scandalo delle baby prostitute dei Parioli di Roma. Alla regia troviamo Steve Saint Leger, lo stesso della serie “Vikings”, insieme ad Antonio Le Fosse e Nicola Sorcinelli.

“Briganti”, la nuova serie targata Netflix: di cosa parla e perché rivisita la storia d’Italia

Scena della serie tv di Netflix
Scena della serie tv di Netflix (Cassanoweb.it)

Ambientata in Sud Italia, nella metà del 1800, “Briganti” è un’opera incentrata sul brigantaggio, come sottolinea il titolo stesso. Si tratta di una storia liberamente ispirata a uomini e donne realmente esistiti, che hanno vissuto ai margini della società. Michela De Rossi interpreta Filomena Pennacchio, una brigantessa campana, innamorata del brigante Giuseppe Caruso.

E poi troviamo la brigantessa calabra Maria Oliverio, famosa col soprannome di Ciccilla, interpretata da Ivana Lotito. Costretti a vivere ai margini della società, durante l’Unità d’Italia, i briganti si ritrovano a vivere di stenti e a sopravvivere in luoghi ostili. Tutti tentano di ribellarsi allo Stato, di rubare agli altri per acquisire potere, per combattere il destino dell’unità del paese.

La serie offre uno sguardo alternativo sulla storia italiana, ma uno sguardo che ha un suo senso storico, reale, riproponendo, in chiave romanzata, molteplici vicende nel nostro paese. La narrazione parte dal presupposto che, prima dell’unità, il sud fosse ricco, e che i piemontesi, nel corso degli anni, lo abbiano poi devastato e ridotto in povertà.

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I briganti si ribellano a questo senso di impotenza, cercando di cambiare il destino del Meridione. Sono personaggi di bassa estrazione, rozzi, poveri, ma carichi di rabbia, coraggiosi, a volte spietati. Si battono per il proprio popolo, contro lo Stato, contro l’Unione perseguita da Garibaldi.

Garibaldi, appunto, è un personaggio negativo, così come i suoi uomini. Un tipo di approccio particolare, originale, che non si legge sui libri di storia, anzi, che è fortemente contestato. Si contesta, dunque, l’eroe Garibaldi e tutti i suoi garibaldini, coloro che hanno combattuto per la costruzione dell’Italia di oggi.

Comunque la si interpreti, “Briganti” è una serie ricca di azione, ben girata. Le ambientazioni sono affascinanti, le scene sono girate nei borghi della Puglia e nei boschi salentini, così come sono efficaci i dialoghi. Certo, non tutto è perfetto e si riscontrano diverse pecche, ma è una serie tv che promette grandi riscontri di pubblico.

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