Concludiamo la nostra inchiesta sul commercio cassanese e la sua crisi (vera o presunta) intervistando Quirico Arganese nella sua doppia veste di dottore commercialista, con un importante studio a Cassano e leader dell’opposizione di centrosinistra in Consiglio Comunale.
La situazione del commercio cassanese, oramai è chiara a tutti. A fronte della sua lunga esperienza, qual'è il suo giudizio in merito?
Io non parlerei della situazione del commercio cassanese ma ormai di quella nazionale. I dati statistici delle Camere di commercio fotografano la realtà evidenziando nei numeri negativi la tante chiusure di attività commerciali, in particolare di quelli più piccoli, avvenute nel corso del 2010. Si tratta di fiorai, panetterie, punti vendita di elettrodomestici, abbigliamento, calzature, profumeria, erboristerie. I consumi sono cominciati a calare già da tre anni a questa parte: la riduzione degli incassi degli operatori commerciali è stata pari al 15-20% Alla riduzione degli incassi, non soltanto non vi è una riduzione dei correlati costi di gestione del negozio ma anzi questi sono aumentati in termini di imposte, fitti, utenze, costi del lavoro ed altri costi generali.
In questo modo necessariamente si entra nel tunnel della crisi che sembra non finire più.
Come giudica, allora, l'operato dell'attuale amministrazione?
Anche in qualità di politico oltre che di professionista, bisogna dare atto che la difficoltà maggiore nella realizzazione di azioni, eventi, promozione del territorio e piani di rilancio del paese consiste proprio nelle scarse risorse economiche attualmente disponibili negli enti locali e soprattutto nella scarsa propensione e mentalità dei comuni, con le amministrazioni, a supportare le attività economiche in quanto si ritiene tradizionalmente che tali azioni non rientrino nei compiti di carattere istituzionale di un Comune. Oggi tali tesi non sono più condivisibili e pertanto credo che in questo momento sia doveroso, da parte dell’amministrazione, dotarsi di strumenti e risorse umane per iniziare un nuovo percorso con le associazioni di categoria, ridefinendo tutta la politica sul commercio, per cercare di rilanciarla.
Quale crede possa essere la via migliore per migliorare l'attuale situazione?
Lo dico da tempo, anche nei consigli comunali, lo abbiamo scritto anche nella programma elettorale di Vivi Cassano e lo confermo: il futuro di Cassano dipende da come si orienteranno oggi le azioni strategiche della amministrazione e della imprenditoria locale. Sono convinto che se le azioni convergeranno nel rilancio vero del turismo, tutta l’economia locale trarrà beneficio anche la piccola imprenditoria commerciale. A Cassano serve un “Progetto Unico del Commercio” ed un collegato “Piano strategico di rilancio del settore Turismo”. Occorre avere una visione ed una forte reazione. Oggi si naviga “a vista” ed i commercianti non sanno cosa fare. Bisognerebbe dare un indirizzo di programmazione fra tutte le forze politiche, imprenditoriali, finanziarie con il coinvolgimento dell’intero paese. Volendo essere concreto dovremmo da subito attuare tre punti:
1). Costituire un “gruppo di lavoro Commercio e Artigianato” che sia in grado di definire con le imprese locali, le banche locali, con il comune, con le associazioni e con i sindacati tutte le azioni per arginare da subito la crisi in atto e pianificare le azioni strategiche di lungo periodo per lo sviluppo del futuro. 2). Interessare tutti i commercianti e artigiani per attuare almeno delle “azioni di micro marketing” per aiutare le vendite. 3) avere con gli operatori economici un confronto costante per l’attuazione delle strategie di lungo periodo.
Crede che la Consulta annunciata dall'assessore Ruggiero possa essere di aiuto?
E’ da tempo che invoco la costituzione della consulta; il nostro gruppo consiliare ha presentato anche interrogazioni al sindaco. Certamente potrà essere quello strumento, che fino ad oggi è mancato, di concertazione e di condivisione di scelte che possono avere delle ricadute sull’economia locale. Penso che la consulta dovrebbe avere anche un ruolo attivo e se lo farà potrà anche essere determinate nell’interesse dei commercianti. Per questo motivo spero che la sua composizione sia rappresentativa e soprattutto con adeguate capacità.
Un consiglio ai commercianti ed uno ai consumatori cassanesi…
In molti me lo chiedono ma in questo momento non possiamo dare consigli né tantomeno ai consumatori che sono liberi di “fare la spesa” dove lo ritengono opportuno.
Per i commercianti occorre, come al solito, applicare poche regole e tanta voglia di lavorare. Oggi fare l’imprenditore è il mestiere più difficile. Bisogna guardare avanti ma molto avanti, questo non significa nascondere i problemi ma affrontarli positivamente, occorre risvegliare il piacere del cliente a farsi una passeggiata (e qui entra in gioco l’amministrazione) a farli entrare nelle attività ed acquistare (e qui sarà la bravura del commerciante). Occorre anche ridefinire molti aspetti gestionali delle nostre imprese commerciali se vogliamo che queste siano di successo. Occorre mettersi in “rete” con gli altri commercianti e l’amministrazione, gli enti devono sostenere con incentivi le “reti” commerciali di paese al fine di permettere loro di inventarsi delle fidelity card, la promozione dei negozi in rete, l’avvio di iniziative, l’introduzione delle nuove tecnologie all’interno dei negozi, rafforzare i servizi alla clientela. Insomma il commerciante deve avere la capacità di innovarsi seppur debitamente sostenuto in questa fase dagli enti pubblici. La lamentela e lo sconforto non sono mai una risposta.
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Commenti
dopo Auchan e Baricentro è morta ancora di più .
Gli unici ad arricchirsi sono stati i costruttori edili.
..se la carne buona a poco prezzo è quella delle tanto decantate macellerie equine santermane dove, il più delle volte, la carne servita proviene dalla romania senza alcun controllo sanitario (non supposizioni,dati certi!)
...allora resto a Cassano ,grazie.
o divento vegetariano.
non solo siamo bravi a spendere fuori Cassano ma siamo bravi anche a vendere!
andate a spendere fuori,andate....
andate nei paesi limitrofi e magari andate proprio da Caferra!
purchè non compriate da Cassano ...se questo vi gratifica....
globalizzazione, libero mercato, impoverimento delle fasce del lavoro dipendente, perdita di posti di lavoro,disoccupazione....e un pò di testardaggine dei piccoli commercianti,tardivi a capire che bisognava togliere gli steccati della propria bottega e consorziarsi per competere con la medio e grande distribuzione!CAFERRA INSEGNA,mentre gli altri piangono ...e ovvio che tutto passa attraverso una evoluzione culturale che bisogna aiutare a formare e crescere...e qui magari stanno le colpe delle amministrazioni che non aiutano con convinzione e non supportano il salto di qualità ,verso chi magari è impegnato a lavorare e non ha tempo da dedicare a organizzarsi e strutturarsi.
concentrare le attività dei piccoli commercianti in aree organizzate,concentrare gli acquisti per migliorare il potere contrattuale,risparmiare sui trasporti,organizzare la distribuzione,ecc.ecc. possono sicuramente aiutare a una meglio competizione ....e tanto altro!....e anche giustificato che tutti comprano a parità di merce dove costa meno.
Quanto al vino volevo specificare che nel precedente messaggio intendevo dire che non si trattava di una bottiglia di aglianico bensì di vino presumibilmente locale in bottiglia non sigillata.
cordiali saluti.
però prima di denigrare un attività è corretto anche specificare qualità dei prodotti,quantità dei commensali e soprattutto se parliamo di ristorante(dove devi includere anche il coperto) o di macelleria;
senza cattiveria...saluti.
il vino non era certo chiuso in bottiglia ma quello che puoi reperire a 1,50 al litro.
due sono i casi: o hai le mani bucate e quando paghi non ti rendi conto di ciò che stai pagando oppure sei il titolare che vuole che gli faccia pubblicità(?)
P.S.: nel caso la seconda ipotesi sia veritiera dovresti invece ringraziarmi per non aver inserito l'indirizzo.
perchè di solito dove mangi, al discount?
Antipasti: n.1 piattino di melanzane sott'olio e n.1 piattino di cicorielle sott'olio;
Bruschette: n.10 pezzi circa;
Verdure M.: n.3 piatti del cosidetto "sgrascio";
Focaccia: circa 10 pezzi di dimensioni pari a cm.5 x cm.8 (il peso fate voi...);
Pane: n.2 cestini (quelli da tavolo, non la sporta della nonna);
Olive: n.2 ciotoline;
Patate: n.1 decina di pezzi;
Cipolle: n.10 "spnzal";
Dolci: n.20-25 cioccolatini al limoncello o alla ciliegia con liquore;
Bevande: n.2 litri di vino (?), n.2-3 lattine di aranciata, una brocca di acqua naturale;
Credo di non aver dimenticato nulla
Conto a fine serata euro 174,30: vi basta come motivo per non spendere presso alcuni commercianti di Cassano?
30 anni fa eravamo in 8.000 ed il paese era molto più vivo; dopo anni di dissennata politica edile e sociale, ci avviamo ad essere 15.000 ma il paese non lo vive più nessuno.
Smettiamola di importare gentaglia (quanta ne verrà nei tanti alveari in costruzione? ), facciamo rivivere socialmente il paese, facciamo rinascere l'orgoglio della "cassanesità". Quelli che dicono "ma io non sono di cassano, sono di ....." (ormai la maggiorparte dei residenti) se ne tornino al loro paese; se la gente di Cassano ritrova l'orgoglio di dire "IO SONO DI CASSANO", vedrete che non avrà bisogno di spendere fuori paese.
sei sicuro di non essere italiano!!!!!!!!!!!!!!????????????
torna da dove sei venuto!!!!!!!!!
Sono d'accordo con quelli che contestano gli aumenti ingiustificati del passato e mi fa ridere quel commerciante che parla di aumenti subìti; sappiamo benissimo che il ricarico lo fate in percentuale, quindi più costa il prodotto del fornitore, più guadagnate; a suo tampo vi ha fatto comodo. Adesso che non potete più ribaltare sui consumatori i costi, patite la contrazione dei consumi. Ben vi sta.