Sabato 15 Agosto 2020
   
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UNA BANCA, LE SUE AZIONI E UNA FAMIGLIA CHE RIVUOLE I PROPRI SOLDI

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Può una banca truffare un socio, un cliente? Certamente no. Ma la storia che stiamo per narrarvi ha, comunque, dell'incredibile. E impone una riflessione collettiva sul ruolo oggi rivestito dal mondo del credito in una moderna società europea. Cosa sono diventate le banche? Strutture elefantiache che rispondono solo a se stesse o soggetti protagonisti dello sviluppo? Una famiglia, marito, moglie ed una figlia pensano bene di investire i risparmi di una vita di lavoro e sacrifici. La liquidazione del capofamiglia e ben due eredità. Acquistano azioni di quella banca. Soldi vincolati per 3 anni. Alla scadenza chiedono di ritirare la quota parte ma i soldi è come se fossero stati pignorati dalla banca. Dopo 5 anni, il cliente non riesce ancora a rientrare in possesso del proprio capitale investito. Sembra un brutto sogno. Ma, al risveglio, è la triste realtà. Quando parli con loro, l'ansia gliela leggi in viso. Dal racconto, emerge uno spaccato di ciò che sembra siano divenute le assemblee dei soci delle banche che, apparentemente, decidono.

La famiglia di cui parliamo ci chiede l'anonimato: possiamo solo dirvi che è di Cassano.  La chiameremo famiglia Verdi. Bruno Verdi è il capofamiglia, Bianca Verdi, la moglie, e Rosa Verdi, la figlia. L'istituto di credito è la Banca Popolare di Puglia e Basilicata. Tutto ha inizio nel settembre 2006. Bruno, dopo una vita di lavoro, va in pensione. I risparmi della sua esistenza, compreso il trattamento di fine rapporto lavorativo, vengono investiti. Si aggiungeranno, poi, ben due eredità. Le cifre che scriviamo sono fantasiose. Servono solo a rappresentare l'esempio. “Volevamo investire I nostri risparmi. Intendevo acquistare azioni dello stesso Istituto di credito”. La Banca, in quel momento, dice no. Evidentemente, non dispongono ancora di questa opzione, almeno nella misura richiesta. Ma non intendono perdere il cliente.

Per legarlo a sè, il Direttore propone a Bruno l'acquisto di titoli “pronti contro termine”: la banca vende un certo numero di titoli che sono “pronti”, immediatamente disponibili, per il cliente. L'istituto di credito, però, si impegna a riacquistarli dallo stesso cliente che beneficerà di interessi. Ciò avviene entro un “termine”, ossia una data stabilita. Il titolo, infatti, non può essere liquidato prima della data di scadenza, quindi è vincolato. “Portali qui e facciamo un pronti contro termine”, è la proposta del Direttore.  La proposta dei “pronti contro termine” non viene fatta a caso. La Banca comunica al cliente che quella soluzione è del tutto temporanea. Presto quell'Istituto di credito andrà incontro ad un aumento di capitale. E allora sì che sarà possibile acquistare azioni. Detto fatto. La data di scadenza del “pronti contro termine” è fissata al 28 dicembre 2006. Il giorno seguente, il 29 dicembre, questo pensionato può acquistare le azioni, la cosa più conveniente. Ne acquistano 2500 così ripartite: mille a ciascuno dei 2 coniugi ed altre 500 alla figlia, studentessa universitaria. Il possesso del titolo azionario ha anch'esso una durata ed una scadenza, pattuite al momento dell'acquisizione delle azioni. In questo caso, Bruno ha concordato 3 anni. Al termine, il cliente rivende il titolo alla Banca, ne ricava un interesse e rientra in possesso della quota capitale. Ma ci sono due particolari di fondamentale importanza. L'inoptato ed il dividendo.

Non è detto che tutte le azioni messe a disposizione da una banca siano acquistate dai clienti. Il socio gode del diritto a compartecipare ad un aumento di capitale della banca. E' un diritto, non un dovere. Dunque, può non esercitarlo. Un certo numero di azioni resta non richiesto. Si tratta del cosiddetto “inoptato”. Ossia, su di esso non vi è alcuna opzione da parte dei soci. Questo inoptato è a disposizione di chi intende investire. Bruno chiede l'inoptato. Del resto, così gli suggerisce anche lo stesso Direttore di filiale. In tal modo, infatti, potrà convertire in azioni I titoli “pronti contro termine” già acquisiti. In suo possesso, infatti, solo 2500 azioni che valgono 9 euro ciascuna. Per un totale, dunque, di 22.500 mila euro. Deve investire tutto il resto dei suoi risparmi. “Così potrà esercitare I suoi diritti e chiedere l'inoptato”, dice il Direttore della Banca. Bruno accetta.

 

Ogni anno, l'Istituto di credito concede al possessore di azioni un dividendo, un interesse. “Ma il valore del dividendo non sono io a stabilirlo” - ricorda Bruno. “Lo decide la Direzione dell'Istituto di credito. Questa lo suggerisce al CdA della banca, che, a sua volta, approva. L'assemblea dei soci, poi, ratifica la decisione”. E alla fine i soci che votano sono per lo più dipendenti della banca, come vedremo. “Ogni anno mi mostravano I diagrammi e mi dicevano quale dividendo spettava”, dice Bruno. Trascorre il primo anno. Viene nominato un nuovo Direttore presso la filiale dove ha acquistato le azioni. “Noi, nel frattempo - dice ancora il signor Verdi - abbiamo sempre partecipato regolarmente a tutte le Assemblee dei soci. Ogni volta, ci era assegnato il dividendo. Il valore dell'azione subiva un incremento direttamente proporzionato all'entità del dividendo”. In sostanza, se il dividendo aumenta, ad esempio, di 40 centesimi, anche la singola azione varrà 40 centesimi in più.

Ancora Bruno: “Il nuovo Direttore mi diceva: ha visto quanto valgono, oggi, I suoi risparmi?. Rispondevo: me ne renderò effettivamente conto nel momento in cui avrò in tasca questo surplus”. Frattanto, Rosa Verdi, figlia di Bruno e Bianca, consegue la laurea. I genitori coltivano progetti. Hanno bisogno di denaro liquido. Contemporaneamente, c'è un terzo, nuovo, Direttore. “L'anno scorso gli ho chiesto: Direttore, come devo fare per ritirare un pò di questi soldi?”. Il cliente chiede di ritirare, con urgenza, una quota parte del suo personale investimento. Gli altri 2, quelli di Bianca e Rosa, rimarranno depositati in banca. L'impegno iniziale era che alla scadenza del terzo anno, Verdi sarebbe rientrato in possesso della quota investita. Ed i 3 anni scadono il 29 dicembre 2009. Non è scritto da nessuna parte che se oggi acquisti azioni non puoi ritirare il capitale per un decennio.

Quindi, “mi fecero capire che se intendevo vendere le mie azioni avrei potuto farlo solo al prezzo al quale le avevo pagate”. In assemblea dei soci comunicano che accantoneranno, nel cosiddetto fondo di riserva, una somma destinata al pagamento delle azioni di chi abbia intenzione di recedere. Bruno riceve una seconda lettera. “Mi dicono che, qualora avessi voluto vendere le mie azioni, avrei dovuto piazzarle ad un prezzo inferiore a quello stabilito nel corso dell'ultima assemblea dei soci”. Manca un servizio telematico per raccogliere gli ordini e confrontarli con i prezzi di acquisto. Non esiste. Non c'è traccia, per Verdi, di un regolamento. In compenso, dopo 1 mese, giunge una terza lettera. “Per miracolo il regolamento stavolta c'è, ed è valido da luglio 2010. Guarda caso, la mia richiesta è antecedente all'entrata in vigore del regolamento, è datata aprile”.

A novembre 2010, un'assemblea straordinaria per la nomina dei nuovi consiglieri di amministrazione. Per motivi di salute, si dimette il Presidente del CdA, Raffaele D'Ecclesis, un avvocato di Gravina. Il vice-Presidente, Pasquale Caso, anch'egli avvocato, è il nuovo numero uno della Banca.  In quella occasione Bruno afferra il microfono e in assemblea racconta la sua storia. “Tutti i fedelissimi hanno tentato di fermare il mio intervento. Pensi che i tempi per ogni intervento sono rigidi, 3 minuti. In 3 minuti non si può dire tutto. Il mio intervento dava fastidio a qualcuno”. Non basta. La Banca Popolare di Puglia e Basilicata non aveva soldi per restituire il dovuto a Bruno. Tuttavia, “nel corso della riunione, sono transitati sotto i miei occhi 400mila euro. Il nuovo Presidente della Banca, pur sapendo della nostra presenza, ed essendo a conoscenza della nostra richiesta di conversione delle azioni in denaro liquido, ha proposto di elargire un bonus da 400mila euro al Presidente dimissionario, D'Ecclesis”. Verdi viene invitato successivamente ad una riunione a Gioia del Colle: “Hanno insistito affinchè io accettassi di rivendere le azioni ad un prezzo inferiore a quello stabilito. Mi invitarono a firmare un nuovo modello. Mi promisero che mi avrebbero restituito tutto quanto prima. Dissi loro che i soldi mi servivano entro il 31 dicembre. E mi risposero: 31 dicembre? No, facciamo il 31 gennaio”.  Oggi, mi dicono che le azioni posso rivenderle a patto che si trovi un nuovo acquirente. Ma siccome tutti sanno che le azioni vengono fatte pagare meno di quanto stabilito in assemblea, chi oserà acquistare le mie azioni?”. Attendono che vi sia un ulteriore aumento di capitale, previsto, forse, per la fine del 2011. “Il mio è diventato un investimento forzoso. Un anno fa chiedevo il disinvestimento per complessive 18mila azioni. Me ne hanno pagate solo 5mila. Quanti anni dovrò attendere per le altre 13mila?”.

Commenti  

 
#27 Roberto 2019-04-04 20:00
Siamo in 39.000 della bppb a essere stati truffati,spero di avere qualche info che mi aiuti a capire come o cosa fare per cercare di recuperare il maltolto. Odio la strega M.Q. che nel 2014 mi ha truffato, al 1² piano della sede di Taranto centro. Ogni suggerimento sarà utile e gradito.
 
 
#26 Betty 2019-04-03 10:49
create una class action , è passata la legge . unitevi e li denunciate , ora c'è la legge approvata oggi
 
 
#25 Roberto 2019-04-02 18:15
Nel 2014 mi hanno truffato!!! Mi fidavo e ho sbagliato, una bastarda mi ha raggirato. Hanno continuato a fingere oper anni dicendomi che la mia situazione era buona. Ho avuto dei dubbi e leggendo in rete ho appreso la grande truffa. Ringrazio quella Gran "Signora" Marialuisa della sede di Ta centro.
 
 
#24 Pilus 2018-03-12 14:20
X 23. Alla procura. Denuncia a tutti.
 
 
#23 Giuseppe calo 2018-03-12 13:15
La mia banca non riesce a vendere le mie 7500azioni.purtroppo io x motivi di salute o bisogno di contanti...a chi posso rivolgermi
 
 
#22 Offelleria 2016-12-22 00:30
La banca POPOLARE PUGLESE sta facendo uguale non sta vendendo le azioni o meglio anno un ritardo di 2anni circa in quanto seguono una logica mano mano che arrivano le richieste di arrivo...di vendita ...da premettere che la vendita è stata trattata venendo in casa mia di un loro impiegato io non volevo ma poi era un amico di famiglia e andò in porto ..ora è da un anno che ho chiesto il possesso del denaro ..niente...e pensare che in questo periodo mi sono ammalato di una cosa seria ..........spero solo che si ammalano loro con tutta la banca
 
 
#21 Marsella Tom.so V.zo 2015-04-13 09:31
Attenzione ! quando si acquista un titolo di credito questo deve essre quotato su mercati regolamentati. Borsa italiana, Mot ecc. Altrmenti per la vendita non c'é mai trasparenza. In ogni caso le famiglie che ritengono di non aver avuto la corretta consulenza nell'acq. di strumenti finanziari cosi rischiosi possono rivolgersi all'uff. reclami della Banca, all' ABF (arbitro bancario e finanziario ), all'ombdsmann bancario ed in definitiva alla magistratura. É molto semplice per un buon avvocato dimostrare la malafededella Banca.
 
 
#20 prospectus 2014-11-27 22:28
leggete qua....

https://www.moneyreport.it/report-articoli/se-detenete-o-vi-vogliono-vendere-azioni-di-banche-non-quotate-attenti-il-loro-prezzo-potrebbe-essere-unopinione/9939
 
 
#19 silvio 2014-09-22 22:08
a taranto 50, sarebbe possibile unire le nostre forze e metterci in contatto, anch io sono stato truffato dalle belle parole di un direttore come mi sembra il tuo caso
 
 
#18 milko 2014-01-25 20:40
questa banca é una vergonia ,uno schifo
cambiano sempre direttori ,dirigenti ,
il tuo referente cambia ogni anno
possedevo circa 4,800 euro di azioni,
dopo nun anno che cerco di venderle
scopro che il loro valore atttuale é sceso a 2,800.
mi domando ma questi sono strozzini LEGALIZZATI
 
 
#17 kide82 2013-09-12 16:27
anche io posseggo 1000 azioni comprate nel 1993 e messe in vendita 2 anni fa
 
 
#16 kide82 2013-09-12 16:26
ma alla fine al signore i soldi li hanno restituiti?
 
 
#15 silvio82 2013-09-10 22:32
questa cosa è sempre piu vergognosa io sono stato rovinato da un direttore che mi ha garantito che non c era nessun rischio grazie di cuore
 
 
#14 taranto50 2013-06-04 10:53
Anche questo sito è controllato dalla banca popolare puglia e basilicata perchè non avete pubblicato i miei commenti forse non volete che vengano a conoscenza tanta gente che ha queste azioni di questa banca +++MODERATO+++ e senza coscienza (fatevi dare copia delle carte che avete firmato quando avete comprate le azione e leggetele e vi rendete conto con che banca avete a che fare) copie che non vi sono state date al momento dell'acquisto e che poi vi hanno fatto firmare dicendovi che la banca avrebbe comprate una percentuale all'anno delle azione dei suoi clienti tutte bugie stò aspettando grazie
 
 
#13 taranto50 2013-06-03 15:29
Le azioni di questa banca sono una vergogna sono una truffa per i clienti fatevi dare le carte che avete firmato quando le avete comprate e vi rendete conto di cosa cè scritto (alto rischio/e che siete d'accordo) e che voi eravate d'accordo mentre quello che vi dicevano a voce erano tutte bugie gli addetti impiegati si sono comportati da truffatori facendovi firmare cose diverse da quello detto a voce noi ci siamo fidati dell'impiegato di nostra fiducia e loro ci hanno truffato con solo chiacchiere io non so se si può denunciare anche dopo aver firmato quelle carte con l'inganno di non conoscere tanti trucchi della banca popolare puglia e basilicata Auguro a tutti gli impegati di quel settero che vendono le azioni di questa banca che ci sia la giustizia divina che colpisca loro le loro famiglie e i loro figli che siano dannati grazie
 
 
#12 kilomi66 2013-05-07 10:57
Sono andato in banca per rifirmare i documenti per la vendita delle azioni, e mi hanno informato che oggi l'azione vale 6,56 euro.
 
 
#11 silvio 82 2013-05-06 21:40
a titolo di informazione qualcuno sa dirmi quanto vale oggi l' azione che non capisco cosa sia successo grazie per l attenzione
 
 
#10 antondes 2013-02-05 00:43
contatterò "gerolamo Svonarola" a proposito di azioni BPPB per gli stessi motivi appresi dalle sue note.
 
 
#9 marcotra 2012-11-10 07:50
Mi spiace contraddire Elio.
Ma la Banca Popolare di Puglia e Basilicata attua metodi +++MODERATO+++, mette in tutti i modi "legali" i bastoni fra le ruote per evitare che si vendano queste azioni. Se ci fosse un dio a questo mondo, li vorrei vedere tutti a zappare.
 
 
#8 Elios 2012-10-20 20:52
Scusatemi tutti. Prima mi rivolgo al signore che ha acquistato le 200 azioni per ottenere la riduzione del tasso del mutuo (che dura tot tempo) ...e poi ...una volta
ottenuto il mutuo stesso...vuole vendere le azioni? Non mi sembra molto corretto....A tutti gli altri è risaputo che le "azioni" (visto che la Banca è una Cooperativa) non sono assolutamente vendibili e liquidabili in qualsiasi momento perchè la Banca non è una spa...non è quotata in Borsa quindi è plausibile che questo non si possa fare. Probabilmente però qualche direttore evita di sottolineare ciò per non perdere la sottoscrizione.
Grazie
 

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