Giovedì 11 Agosto 2022
   
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Manifestazione "bianca", adesioni anche da Cassano

Angela 

Numeri elevatissimi, quelli registrati dalla manifestazione “bianca” delle imprese del benessere pugliesi promossa da Confartigianato in Puglia.

Già dalle prime ore del mattino migliaia di acconciatori, barbieri ed estetisti hanno risposto in maniera massiccia alla “chiamata” dell’associazione di categoria, alzando le saracinesche dei propri saloni e aprendo le porte dei propri studi per protestare e gridare il proprio disagio con lo slogan “il nostro lavoro non è un gioco”.

Anche diverse imprese e artigiani cassanesi hanno aderito all’iniziativa, tra cui Angela Petruzzellis (in foto) dell’omonimo centro estetico.

Incredibile la diffusione dell’iniziativa che, complice la decisione di non scendere in piazza per evitare ogni rischio di assembramento, si è subito riversata sui social network, in un inarrestabile tam-tam di testimonianze, foto, video e post di pacifica ma decisa protesta.

L’intero settore conta in Puglia circa 10.000 imprese, in larghissima prevalenza artigiane.

Secondo il Centro Studi di Confartigianato Puglia, sono esattamente 9.664 le aziende attive del comparto tra «servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici» (con codice Ateco 96.02.00), «saloni di barbiere e parrucchiere» (Ateco 96.02.01), attività legate ai «servizi degli istituti di bellezza» (Ateco 96.02.02), imprese si occupano di «servizi di manicure e pedicure» (Ateco 96.02.03).

La perdurante chiusura delle attività del benessere ha determinato  in Italia, nel solo 2020, una perdita di ricavi per oltre due miliardi di euro (per la precisione, 2.104 milioni di euro). Sulla base dei dati dell’Istat, si stima nei servizi alla persona un tasso di lavoro indipendente irregolare del 28 per cento. La chiusura di acconciatori e centri di estetica nelle aree rosse apre sterminati spazi di domanda per un’offerta irregolare caratterizzata da un esercito di abusivi. Uno stato di cose che rischia di consolidarsi nell’immediato futuro, considerate le difficoltà economiche delle attività regolari. Da qui la forte protesta degli imprenditori del comparto.

“Ci aspettavamo una grande adesione ma l’entusiasmo con cui le imprese pugliesi hanno risposto all’iniziativa è stato soverchiante – commenta Silvia Palattella, presidentessa degli acconciatori di Confartigianato PugliaQuesto riscontro è il sintomo più chiaro di un disagio ormai incontenibile di fronte all’evidente ingiustizia che si sta consumando nei confronti della categoria. È dimostrato che le nostre attività sono sicure e non hanno alcun impatto rispetto alla crescita del contagio. Perché allora continuare a tenerci chiusi? Gli unici a beneficiarne sono gli abusivi: loro sì che, senza applicare alcuna norma, presidio sanitario o protocollo igienico amplificano la diffusione del virus. Senza contare il fatto che, sfuggendo ad ogni controllo, per loro non valgono tasse né tributi. Ecco perché tenerci ancora chiusi, assoggettati a questa ‘giostra’ continua dei colori non solo è ingiusto ma anche insensato: il nostro lavoro non è un gioco”.

“I colleghi e le colleghe delle imprese di estetica hanno risposto in modo massiccio all’iniziativa – continua Raffaella Semeraro, presidentessa degli estetisti di Confartigianato PugliaD’altro canto dopo un anno come quello appena trascorso fa rabbia vedere le strade piene di gente mentre noi triboliamo ogni settimana nella speranza che sia quella buona per riaprire le attività. Abbiamo anche noi famiglie e collaboratori di cui siamo responsabili e proprio per questo siamo completamente attrezzati per gestire in piena sicurezza la clientela, come facevamo già ben prima della pandemia. Con la nostra manifestazione –  conclude – abbiamo dimostrato in maniera civile e ordinata quanto sia grave la difficoltà di un comparto così numeroso in Puglia, di cui resterà ben poco se non verremo rapidamente rimessi in condizione di poter fare quello che è semplicemente il nostro lavoro”.

“Come Confartigianato ci stiamo adoperando ad ogni livello affinché venga rapidamente consentita la riapertura delle attività del benessere – conclude Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia. Ci auguriamo che, dopo la grande raccolta firme nazionale, le interlocuzioni costanti con la Regione e con i sindaci del nostro territorio e il riscontro straordinario di questa manifestazione, il Governo nazionale capisca finalmente l’errore in cui sta incorrendo, prima che sia troppo tardi”.

 

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Commenti  

 
#3 Cobi 2021-04-16 17:11
Dobbiamo imparare ad arrangiarci fra noi italiani tanto la classe politica non ci aiuterà mai .spero che ci serva il giorno che voteremo e manderemo a casa sti pagliacci Io spero di che prima o poi tutti questi politici che ci stanno portando alla rovina di noi cittadini onesti e lavoratori la pagano prima o poi. ????????????????????????
 
 
#2 Cobi 2021-04-16 17:07
Il lavoro è salute vanno a braccetto perché se non lavori non mangia ,se non mangi ti ammali quindi la fame è peggio di qualsiasi tipo di malattia che tutti quelle persone che non hanno da fare da mangiare ai propri figli , libertà di movimento e di lavorare x vivere perché non si muore solo di covid, oppure vi siete dimenticati tutte le altre malattie magari più gravi che non sto qua ad elencare
 
 
#1 Fais fais 2021-04-16 17:05
Qualcuno aiuti queste.persone, visto che oltre alle restrizioni assurde di conte e draghi ci si mettono pure le forze dell'ordine.. a multare senza pietà un povero lavoratore .
Nn ci sono parole che descrivano abbastanza ciò che si sta provando per chiunque abbia un attività,specialmente per bar e ristoranti,posso dire che nn possono tenere chiusa un attività senza dare un aiuto per mandarla avanti,non è giusto che la mattina mi fai stare aperto e il pomeriggio dopo le sei devo restare chiuso e poi vedi una marea di gente che affolla le strade e fa La fila per entrare in un negozio....nn è giusto.. Come un negozio di abbigliamento ha diritto di lavorare lo ha anche un ristorante... Che brutta fine che stiamo facendo...ma poi per mesi fai lavorare con l'asporto e mi sembra chiaro che chi ci governa nn abbia la minima idea di cosa vuol dire mandare avanti un attività in questo periodo e tutte le misure messe in campo sono un palliativo per evitare una rivolta di tutto il settore in fondo lo stato ci mantiene aperti se fallisci e colpa tua nn mia..che schifo

è ora di scendere in piazza e distruggere tutti
 

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