Mercoledì 05 Agosto 2020
   
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IL COMUNE NEGA L’ACCESSO AGLI ATTI: CONDANNATO DAL TAR

comune_1.jpg Sembrano non finire i guai giudiziari per il Comune di Cassano e la sua Amministrazione.  

Sarà che, come diceva un famoso slogan coniato l’anno scorso dal vicesindaco Teodoro Santorosola (e presto dimenticato) “Cassano è un posto dove si vive bene e si vivrà sempre meglio”…ma forse non la pensano così alcuni cittadini cassanesi che per far valere i propri diritti devono ricorrere ai Tribunali.

 

 

 

E’ stato così per il sig. Oronzo Chiarullo, che ha dovuto ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Tar) per accedere agli atti amministrativi che riguardavano alcune sue proprietà che il Comune aveva occupato. Illegittimamente.   Per capire cosa fosse successo, Chiarullo si rivolge al Comune per chiedere non le delibere di Giunta, di cui era già in possesso, ma tutta la documentazione allegata a quelle Delibere; i documenti, insomma, su cui si fondava la decisione dell’Amministrazione Comunale.   Che hanno fatto al Comune: hanno risposto positivamente? Hanno fornito le fotocopie degli atti? Hanno collaborato con il povero sig. Chiarullo per fargli capire come era andata la vicenda?
La risposta è: no.
  Sono rimasti in silenzio. Nessun atto, nessuna fotocopia, nessun documento.   Ma il malcapitato non è stato zitto e si è rivolto, tramite il proprio avvocato, al Tar chiedendo che l’Amministrazione Comunale gli fornisse la copia dei documenti richiesti, avendone diritto come cittadino che paga le tasse nonché direttamente interessato alla vicenda. Il Tar gli ha dato ragione: in sostanza annullando il silenzio-diniego del Comune e obbligandolo, entro venti giorni, a fornire copia di tutti gli atti e documenti richiesti. E, come se non bastasse, ha condannato l’Ente e il suo sindaco, l’avvocato Giuseppe Gentile, a pagare una somma di oltre 1.000,00 euro per le spese legali sostenute dal ricorrente.   Anche perché il Comune non si è neppure presentato dinanzi al giudice amministrativo: forse già sapeva di avere torto?   La strigliata di testa all’Amministrazione Gentile da parte dei giudici del Tar, è da antologia del diritto dei cittadini.   “E' invero incontestabile – scrivono i giudici nella sentenza, che potete leggere integralmente - da un lato la consistenza e la fondatezza della pretesa del ricorrente; - dall'altro - la sua indubbia legittimazione attiva e il suo interesse differenziato e qualificato a prendere visione e ad ottenere copia degli atti richiesti. L' istanza di accesso in questione deve ritenersi dunque rituale e motivata; la stessa promana da soggetto legittimato e risulta diretta correttamente nei confronti della amministrazione competente, in persona del suo legale rappresentante pro-tempore e reca, peraltro, puntuale indicazione degli atti e documenti per i quali si richiede l’accesso. E' altrettanto evidente, per contro, come il comportamento serbato dall' Amministrazione risulti illegittimo e antigiuridico, atteso il suo palese contrasto con i principi di buona amministrazione e, in particolare, col principio di trasparenza dell' azione amministrativa, espressamente sancito dalla richiamata L. 241/90.”
Dopo la condanna da parte del Giudice di Pace di Acquaviva, di cui CassanoWeb ha dato notizia lo scorso 19 gennaio con questo articolo , arriva dunque per Gentile e la sua Amministrazione un’altra grana giudiziaria.   Ci manca solo la “Sacra Rota” e siamo al completo!  

 

 

Leggi e scarica la sentenza integrale.

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