Lunedì 17 Febbraio 2020
   
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Piscina a Grumo: falso il "sì" della Di Medio sulla Delibera

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Avrà uno strascico giudiziario, anche se amministrativamente ormai chiusa, la vicenda della piscina di Grumo che Michele D’Atri voleva costruire con i fondi del Piano di Zona.

Per l’ex Sindaco di Grumo Appula, infatti, il Pubblico Ministero Marcello Quercia ha chiesto al Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Bari, il rinvio a giudizio per falsità ideologica in concorso con l’allora Segretaria Comunale di Grumo, Marilena Cavallo.

Secondo il PM, cioè, la Cavallo e D’Atri, in concorso fra loro, avrebbero falsamente attestato che la Sindaca di Cassano delle Murge Maria Pia Di Medio avrebbe accettato e sottoscritto con la sua firma il verbale con il quale, il 2 agosto 2018, il Coordinamento istituzionale del Piano di Zona diede il via libera al progetto della piscina comunale, “facendo risultare un parere unanime nella votazione relativa – scrive il PM Quercia nella richiesta di rinvio a giudizio – da parte dei Comuni partecipanti alla seduta, in realtà non sussistente perché espressamente disconosciuta dalla Di Medio che esprimeva parere contrario”.

La Di Medio, cioè, non firmò quella Delibera ed anzi espresse parere contrario ed invece D’Atri e la Cavallo la fecero risultare d’accordo nel deliberare a favore della costruzione dell’impianto natatorio.

Come si ricorderà, nell’ottobre 2018 sia in Consiglio Comunale che fuori le opposizioni cassanesi attaccarono duramente la Di Medio su questa vicenda, con interrogazioni, mesi di polemiche e forti prese di posizione finanche in Consiglio Regionale dove il Consigliere Ignazio Zullo portò la questione con due interrogazioni dirette al Presidente Mario Loizzo.

E mentre D’Atri difendeva a spada tratta la sua scelta – criticata anche dal Sindaco di Acquaviva delle Fonti, Davide Carlucci che a quella seduta era assente ma che dal primo momento chiese il ritiro della Delibera – la Regione lo sconfessò, parlando di impossibilità di utilizzare quei fondi, sottratti ai servizi sociali dei sei Comuni.

La Di Medio scansò anche una “mozione di sfiducia” della minoranze (era il febbraio 2019) che però la impegnarono affinchè il progetto non fosse più realizzato,  progetto che prevedeva una spesa di 40mila euro l’anno per 20 anni (dunque 800mila euro) con il sistema del “project-financing”; progetto a cui lo stesso Comune di Grumo doveva aggiungerci altri 25mila euro l’anno (sempre per 20 anni).

Ciò che lascia perplessi, a riguardare le cronache di quei giorni, è che la Di Medio – probabilmente presa alla sprovvista dalla interrogazione delle opposizioni  – non rinnegò immediatamente la sua firma su quell’atto ma disse che del progetto “non se ne sarebbe fatto più niente” e che la Delibera “è stata accantonata”.

Ci vorrà altro tempo, però, perché quell’atto venisse effettivamente revocato (nel maggio 2019) da parte del Coordinamento istituzionale che riunisce i sei Comuni, pochi mesi prima del Commissariamento del Comune di Grumo Appula.

Tornando alla richiesta di rinvio a giudizio c’è da dire che altri due capi di imputazione riguardano solo la Cavallo la quale, secondo il PM, avrebbe commesso altre falsità ideologiche ai danni di alcuni Consiglieri comunali di Grumo: in un caso avrebbe falsamente attestato la presenza dei Consiglieri Sara Scorca e Filomena Palumbo, entrambi assenti, nella Delibera n. 1 del 22 gennaio 2019 e avrebbe anche attestato la presenza del Consigliere Franco Nitti nel verbale della Delibera n. 7 del 28 febbraio 2019 quando invece Nitti era uscito dall’aula proprio in dissenso su quella Delibera.

Ancora, l’ex Segretaria Comunale avrebbe, stando a quanto appurato dal sostituto procuratore Quercia, attestato falsamente due verbali di altrettante Delibere di Consiglio Comunale ovvero la n. 53 e n. 54 del 14 dicembre 2018 nei quali “ometteva di redigere le contestazioni sollevate sulle modalità di convocazione del Consiglio Comunale e sulle modalità di formazione della volontà consiliare sulla VAS”: questa volta a farne le spese sarebbero stati i Consiglieri Franco Nitti, Giuseppe Panzarino e Giuseppe Antonelli.

Verbali manipolati volutamente? Oppure “distrazioni” innocue da parte della Funzionaria e del Sindaco, in veste di pubblici ufficiali?

Sarà il GUP del Tribunale di Bari a deciderlo: prima udienza il prossimo 25 maggio.

 

 

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