Martedì 18 Febbraio 2020
   
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PINUCCIO GIUSTINO: "SIG. SINDACO, LA COSTITUZIONE VA RISPETTATA"

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Da Giuseppe Giustino, ex Assessore Comunale, ora privato cittadino, riceviamo e pubblichiamo  una lettera che lo stesso ha indirizzato al sindaco uscente Giuseppe Gentile e che pubblichiamo per diritto di replica, in merito alle recenti affermazioni del sindaco pubblicate su Cassanoweb in questo articolo. 

 

 

 

 

 

 

 

Sig. Sindaco, all’interno della diatriba elettorale da Lei innescata con i Suoi avversari, ho letto una frase che, a distanza di cinque anni, ritorna ad essere utilizzata in campagna elettorale per Suoi fini di vittoria nell’incuria di quanto male possa arrecare a un cittadino come me che, per quanto condannato, ha il diritto di pretendere il rispetto dell’art. 27 della Costituzione secondo la quale le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

Lei non può permettersi di tirare in ballo ad ogni campagna elettorale un cittadino che, pur condannato, fa vita ritirata in famiglia, tutto casa e lavoro, incurante delle vostre beghe politiche. E non capisco perchè mai chiama in causa solo me, perchè, caro Sindaco, quando, riferendosi al sig. Zullo, Lei afferma “quei condannati sono molto vicini, anche per vincoli di consanguineità, a candidati addirittura di vertice della sua lista”: deve sapere che l’unico condannato che ha un consanguineo in una lista elettorale è il sottoscritto il cui consanguineo risulta essere candidato nella lista che La ricomprende con il candidato Sindaco Santorsola.


Già nel 2004, nonostante fossi ancora nella presunzione di innocenza costituzionalmente garantita, Lei ebbe modo con volantini infamanti di offendere la dignità della mia persona e del mio consanguineo allora candidato nella Lista del Suo avversario Zullo. Con quel volantino, servendosi di un fare demagogico e retorico, ammoniva gli elettori chiedendo loro di non votare Zullo perchè, se eletto Sindaco, avrebbe garantito il sottoscritto tramite Giustino Filippo, mio cugino e come tale mio consanguineo candidato nella Lista Zullo.


I fatti oggi, rendono conto che il sig. Giustino Filippo, mio consanguineo, è trasmigrato dalla Sua parte in Consiglio Comunale ricoprendo il ruolo di Assessore in Giunta accanto a Lei a seguito di Sua nomina.


Lei sa bene che la nostra vicenda non ha più alcun risvolto amministrativo e quindi, chiunque sia il Sindaco, non può in alcun modo agevolare o aggravare la nostra posizione ormai definita sul piano penale e ormai incardinata sul piano contabile presso la Corte dei Conti il cui operato è autonomo ed indipendente dall’azione amministrativa e, quindi, nulla potrà cambiare se il Sindaco si chiamerà Arganese o Dimedio o Santorsola o chicchessia.


Lei, pur sapendo tutto ciò, oggi, ritorna sui condannati e i suoi consanguinei rinnovando in me e nei miei familiari un dolore straordinariamente grande ma, quel che è peggio, è che lo fa facendosi un autogol in quanto il consanguineo chiamato in causa è candidato con Lei, nella Sua lista e sostiene il Suo candidato Sindaco.


In uno Stato di diritto ove la Costituzione garantisce la riabilitazione del condannato, non posso assistere ad un fare disumano nei miei confronti ad ogni campagna elettorale.


Nel mentre affiderò il Suo scritto a mio legale di fiducia affinchè sia tutelata la mia dignità di persona, La invito a tener fuori dal confronto elettorale persone che come me assumono il ruolo di semplici cittadini.
Il senso di maturità e di responsabilità non può difettare in uomini delle Istituzioni e la brama di potere non può prevalere nel cuore e nell’animo umano al punto da rendere la pena così disumana per quelle persone additate in ogni momento elettorale.

Con riserva di ogni azione risarcitoria.

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