Martedì 22 Maggio 2012
   
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FESTE, FESTINI & SOLDINI (PUBBLICI)

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Il Comune di Cassano ha un Regolamento per tutto: dall’utilizzo della Sala consiliare a quello sui Tributi; da come e dove si può fare domanda per ottenere l’integrazione dell’affitto di casa a quello per il pagamento della Tassa sui rifiuti.

 

Solo un ambito è rimasto, da dieci anni, fuori dalla regolamentazione comunale: quello dei contributi economici (ma non solo) alle Associazioni.

 

Due anni fa circa, presentando le manifestazioni dell’Agosto cassanese, l’assessore al Turismo Silvio Missoni, ad una domanda rivolta dalla Pro Loco cassanese su quale fosse il criterio di assegnazione dei contributi comunali alle associazioni che presentavano progetti e iniziative, la risposta fu “Quello che piace alla maggioranza”.

 

Ovvero: se una iniziativa (o una associazione o chi la rappresenta, potremmo aggiungere noi) piace a “Continuare”, può essere finanziata altrimenti, niente. Attenzione: finanziata coi soldi pubblici, di noi tutti cittadini non certamente coi soldi dell’Assessore o della Giunta!

 

Se questa cosa sia giusta o meno, lo decidano i lettori.

 

Certo è che questa grande arbitrarietà nel decidere chi, come e quanto sia meritevole di un finanziamento comunale lascia spazio a tanti dubbi, domande, interrogativi e forse qualcosa in più.

 

Noi ci limitiamo a indicare alcuni fatti.

 

Si prendano, ad esempio, le ultime edizioni delle iniziative che hanno voluto festeggiare il vino e l’olio, entrambe del novembre 2008 e che l’Amministrazione, nel Bilancio di Previsione per quest’anno, ha confermato per il 2009.

 

Parliamo di “San Martino e le donne del vino” (15 novembre 2008) e “Pane & Olio in frantoio” (30 novembre 2008), costate alle casse comunali 18.590 euro (quasi 40 milioni delle vecchie lire….): la prima, infatti, è costata 9.840 euro mentre la sagra dell’olio 8.750 euro.

 

Ma chi ha avuto l’incarico da parte del Comune di spendere in soli quindici giorni gli oltre 18mila euro?

 

A proposito di Associazioni….l’Associazione “I Tipici di Puglia”, compagine vicinissima a Teodoro Santorsola alla quale ogni evento che riguarda il vino, l’olio e in passato anche l’Estate, il Natale  ecc. ecc. viene affidato: senza alcuna gara, né bando pubblico, né qualcosa che dia modo anche ad altri soggetti di partecipare e competere.

 

“I Tipici di Puglia” opera da qualche anno a Cassano. Ne è presidente una signora romana da poco trapiantata nel nostro paese, Maria Dolores Spinelli. Non è dato sapere se ha altri soci e chi siano visto che il braccio e la mente de “I Tipici” hanno solo e soltanto il volto della Spinelli.

La sede legale dell’Associazione si trova a Santeramo in Colle e fra l’altro coincide con l’abitazione della stessa presidente.

Diverse (ma non tutte) associazioni cassanesi ricevono contributi economici dal Comune per le iniziative realizzate in paese. Ma le somme elargite a “I Tipici” sono stupefacenti! Eccone solo alcune: nel 2004 per “Cassano Primitivo Festival” l’Associazione riceve 1.000 euro e per  “Pane & Olio in frantoio” ottiene 1.300 euro; nel 2005 le cifre aumentano: per il solo “Pane & Olio in frantoio” si arriva a 5.000 euro; nel 2006 “I Tipici” gestiscono anche il Natale Cassanese, ricevendo dall’Amministrazione 7.800 euro; apoteosi nel 2007, una spesa che sembra essere fuori controllo: in estate “I Tipici” organizzano Cucina tipica sotto le stelle” e ricevono 1.100 euro; poi a novembre, per la nuova manifestazione  “San Martino, le Donne e il Vino” ben 7.000 euro; e subito dopo, per l’annuale “Pane & Olio in frantoio” l’associazione riceve altri 7.000 euro.

 

Andando, poi, a spulciare le delibere di spesa e i “progetti” presentati da “I Tipici” si scoprono cose davvero bizzarre. Ad esempio: solo per le spese tipografiche di “Pane & olio” (i cui modelli sono predisposti a livello nazionale) si sono consumati quasi 3mila euro e altrettanto per il noleggio dei gazebo!

Quale sia stato il ritorno economico di questi “investimenti”, nessuno lo sa né è mai stato provato né documentato.

E la festa del Vino? A parte il fatto che si è trattato di una festa per pochi intimi e – per stessa ammissione degli organizzatori – quasi nessuno di Cassano, tranne gli amministratori comunali (si contavano 70 persone in tutto). Ma anche qui sono state fatte spese singolari (a dir poco) come, ad esempio, più di 3.500 euro per noleggiare l’allestimento della sala della conferenza al Palazzo Miani (6 poltrone, quattro tavoli e poco altro). Conveniva comprarlo, quel materiale.

E poi: che celerità nel rispondere: “I tipici” inviano la richiesta di organizzare la festa di san Martino il giorno 21 ottobre; appena sette giorni e c’è già la Delibera di Giunta che accetta progetti, stanzia somme, ecc. ecc.

E ci sono poi associazioni che devono attendere 30 giorni e anche più per degnarsi di ricevere una risposta dal palazzo. Ma questa è un’altra storia.

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