Lunedì 28 Settembre 2020
   
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Pentassuglia a Cassano: "ecco come ridisegno la sanità"

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Fare in sette mesi quello che non si è fatto in dieci anni.

Un compito titanico per il quarto assessore alla sanità regionale della Giunta Vendola, Donato Pentassuglia (Pd) che ieri sera – assieme ad Ignazio Zullo, capogruppo in Regione di Forza Italia – è stato ospite a Cassano, per un faccia a faccia su temi della sanità, dell’associazione dei consumatori Asso-Consum guidata a livello locale dall’avvocato Massimo Sapone, moderato dal direttore del Tg3 Puglia Attilio Romita.

Dopo l’ex indagato Alberto Tedesco, il tecnico Tommaso Fiore e l’eurodeputata Elena Gentile, tocca al ragioniere di Martina Franca cercare di tirar fuori dal buco nero nel quale sprofonda ogni giorno di più la sanità locale.

 

 

Da 48 giorni al comando della poltrona più scomoda della Puglia ed a sette mesi dalle elezioni regionali, Pentassuglia ha l’ingrato compito di far capire ai pugliesi che le promesse di Vendola di dieci e cinque anni fa non si sono infrante nella narrazione senza sostanza.

La Puglia che primeggia nelle classifiche del turismo nazionale ed estero; meta ambita di cineasti e sceneggiatori; che innova nelle tecnologie e nelle imprese aerospaziali, che scommette sui giovani talenti creando strumenti che possano trattenerli dal fuggire all’estero per creare lavoro e valore nella nostra terra, si infrange dinanzi agli sprechi, ai disservizi, alle clientele e alle crisi aziendali della sanità regionale.

Scandali, corruttele, furberie che attraversano trasversalmente tutte le categorie – dalla Dirigenza delle fino al portantino dell’ultimo ambulatorio di paesi sperduti – Pentassuglia sembra averli bene inquadrati: non è da ieri che si occupa di sanità (in Consiglio siede dal 2005 ed è stato fino all’altro mese Presidente della Commissione Ambiente) e sempre con posizioni critiche e spesso non allineate con la maggioranza consiliare di centrosinistra.

Tant’è che ieri sono apparsi – e non solo per una questione di cortesia – più i punti di contatto con Zullo che quelli di divergenza: “avrei chiuso più ospedali di quanti ne sono stati chiusi finora”, ha detto l’assessore ieri sera, facendo correre un brivido per la schiena a quanti dieci anni fa avversarono il piano-Fitto, salvo poi rivederselo attuato, qualche anno dopo, ad urne elettorali oramai chiuse.

Responsabilità nella catena di comando, valutazione dei risultati, rendiconto di quello che si è chiamati a fare sono fasi imprescindibili per rimettere in sesto la sanità pugliese. “Se l’assessorato regionale programma e da le linee di indirizzo – ha spiegato Pentassuglia – ma poi i Direttori non procedono agli atti propedeutici per, ad esempio, le assunzioni (in programma ce ne sono oltre 2500 in due anni) la colpa è dei politici o della burocrazia? Se un medico di base prescrive visite specialistiche a iosa, intasando gli ambulatori, è colpa dei politici o dei medici? Se un cittadino in lista di attesa viene chiamato in anticipo ma preferisce attende due anni per un controllo, è colpa dei politici o del cittadino?”.

Non usa mezze misure Pentassuglia nel disegnare una nuova sanità che vorrebbe, dove ognuno si prende le sue responsabilità, risponde di quello che ha fatto e viene lodato o punito per il suo comportamento.

“Cosa aspettate a farlo? – ha rintuzzato Zullo – visto che ci sono dirigenti che passano da una Asl ad un’altra senza nessun problema? E che dire degli ultimi tre bilanci della Asl Bari che non sono stati convalidati dai Revisori dei Conti eppure sembra che a nessuno importi, neppure al Presidente della Conferenza dei Sindaci, Michele Emiliano, che ora ha il coraggio addirittura di pretendere il voto dei pugliesi per diventare Governatore?”.

“Questo assessore è arrivato troppo tardi – ha spiegato il capogruppo di Forza Italia alla platea – e dunque non è più tempo di annunci e slogan: occorre sincerità verso i cittadini; i continui annunci fatti da Vendola fanno vincere le campagne elettorali ma lasciano macerie sul campo. La sofferenza dei cittadini, il bisogno di certezze per i lavoratori, il conoscere, attraverso la Carta dei Servizi, qual è l’offerta delle diverse strutture sanitarie sono essenziali per rimettere in sesto la sanità assieme al controllo di gestione e alla responsabilità a tutti i livelli”.

Ma Pentassuglia non parla soltanto.

Ci sono mosse che indicano una nuova tendenza da parte dell’assessorato: la Centrale Unica per gli Acquisti, ad esempio: uno stesso prodotto non potrà avere prezzi diversi da Foggia a Brindisi; il controllo sui presidi sanitari: letti che funzionano benissimo nelle cliniche private ma che si sfasciano poco dopo negli ospedali pubblici; le autorizzazioni ai Direttori delle Asl pugliesi ad avviare l’iter per le assunzioni del personale; il colloquio con l’assessore regionale al Lavoro, Caroli con il quale si sta cercando di poter riassorbire la platea storica degli ex dipendenti delle Case di Cura di Cavallari; la ricontrattazione con le regioni del Nord Italia che ha consentito alla Puglia di ottenere 30milioni di euro in più per la sanità regionale.

Il diluvio di domande da parte del pubblico, infreddolito dal vento della Murgia ma non sconfortato dall’aver atteso quasi due ore l’assessore, impegnato a Bari, ha concluso una serata di grande interesse e ottime speranze. 

 

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