Piazza Merloni: urge una vera ristrutturazione

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Chissà se le pur proverbiali doti di pazienza ed umiltà di Madre Clelia Merloni, le stesse che le hanno permesso di diventare Beata al cospetto di Dio, reggerebbero – in una ipotetica reincarnazione della suora di Foligno – dinanzi allo scempio di intelligenza, logica e denaro pubblico nella piazza a lei dedicata, a Cassano delle Murge.

Nata male e finita peggio, questo ammasso di cemento, mattoni e ferro mette alla prova ogni giorno – e in particolare in quelli di mercato ortofrutticolo – anche la pazienza dei cassanesi che nonostante una sorta di ristrutturazione mal pensata e mal eseguita, devono districarsi fra buche, pavimento divelto, cemento sbalzato e terreno.

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Un “restyling” che ai tempi dell’Amministrazione Di Medio ha tenuto la piazza chiusa e inutilizzabile per mesi e mesi senza che però vi fosse un reale e visibile risultato.

Le cosiddette “aiuole” che avrebbero dovuto abbellire lo spazio e regalare un po' d’ombra agli ambulanti ed i loro clienti, nella realtà sono diventate un ricettacolo di immondizia e come facilmente si poteva prevedere sono servite a...nulla.

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Su 16 alberelli piantati, ben 8 non ci sono più, come dimostrano le foto scattate il 9 agosto dunque ieri.

Le manovre dei mezzi degli ambulanti (che inizialmente non avrebbero dovuto salire sul piazzale, proprio per evitare di sradicare le giovani piante) hanno inevitabilmente danneggiato gli alberi. Se vi si aggiungono la mancanza di irrigazione e le alte temperature di questi mesi, il risultato finale non può che essere quello che i cassanesi osservano ogni giorno.  

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All’epoca – anche per questioni elettorali, come si scoprirà dopo – gli ex Assessori ai Lavori Pubblici ovvero Angelo Giustino e al Commercio ovvero Michele Campanale non solo non si intendevano ma neppure si parlavano.

Risultato? C’è chi diceva che sulla piazza non si poteva andare con i mezzi (Giustino) e chi invece, anche per danneggiare la Giunta Di Medio di cui pure faceva parte (Campanale) diceva esattamente il contrario agli ambulanti. E alla fine furono questi ultimi a vincere e ad arrecare ulteriori danni a quello slargo che già soffriva di ogni male possibile.

 

Che dire, poi, dei locali che dovrebbero ospitare i Carabinieri Forestali come da progetto dell’ottobre 2019? Dopo quasi tre anni i lavori non sono ancora completi e gli ex “baschi verdi” sono ancora accampati presso il fu “Villaggio del Fanciullo”, senza acqua né fogna.

Assurda, poi, la vicenda di quello che era il bar della piazza: affittato ad un soggetto, pregiudicato, che non ha mai pagato l’affitto e risulta moroso nei confronti del Comune, il locale è abbandonato e nessuno sa chi ne abbia le chiavi né quando si potrà entrarvi. Invece di utilizzarlo per fini sociali o ludici, magari affidandolo a qualche associazione, si preferisce “non stuzzicare il cane che dorme”, chiedendo indietro le chiavi o facendo una azione di forza per rientrare in possesso di un bene pubblico.

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Beata Madre Clelia Merloni: pensaci tu!