Appalto pulizie, “Per crederci ancora” denuncia gravi irregolarità

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Ci sarebbero “gravi irregolarità” nella procedura di affidamento, da parte del Comune di Cassano, dell’appalto per la pulizia e il presidio di alcuni stabili comunali.

A denunciarlo è il gruppo consiliare di minoranza “Per crederci ancora” che ha inviato all’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) e alla Corte dei Conti – Procura Regionale per la Puglia, un “dossier” nel quale si evidenziano una serie di fatti e circostanze che, se confermate dagli organi di controllo, potrebbero portare ad annullare la gara – vinta dalla ditta barese “Italservice srl” – ma anche ad altre e ben più gravi conseguenze sul piano politico-amministrativo.

Nel “dossier” si fa riferimento alla gara (tecnicamente una “procedura di affidamento” dato che è il Comune che decide le ditte da invitare, formula prevista dalla legge corrente) che si è svolta a fine settembre scorso.

La somma a base d’asta, prevista dal Comune, è di 34.400 euro + iva.

E qui, si legge nella denuncia, sta la prima anomalia dato che il prezzo previsto è estremamente basso, al di sotto, cioè, dei valori di mercato e delle tariffe vigenti.  Per di più, la Italservice srl vince la gara con un ribasso del 10%. Come fa, dunque, una ditta a pagare sei lavoratori (per complessive 102 ore al mese pro capite) a fornire materiali per la pulizia, mezzi di protezione, formazione e via di seguito con 7.740 euro al mese? Senza alcun guadagno per sé, essendo comunque una società!

“E’ una anomalia economica” scrive nella denuncia il gruppo che fa capo a Maria Pia Di Medio, invitando l’Anac ad indagare i motivi dell’eccessivo ribasso su una gara che già di per sé sarebbe a perdere…

Ma vi sono altri motivi che rendono “strana” quella gara, come abbiamo avuto modo di scrivere tempo fa, alla pubblicazione degli atti di gara da parte del Comune.

L’Amministrazione Lionetti fa andare “sotto soglia” l’intero appalto ovvero fa in modo che non  vengano superati i 40mila euro fatidici perché vi sia una vera e propria gara d’appalto, senza affidamento diretto. E lo fa, stando alla denuncia, in modo artificioso ovvero separando quello che fino allo scorso settembre era unito: la pulizia/presidio degli stabili dalla piccola manutenzione (strade, uffici comunali, scuole, ecc.) per cui la ditta che fino a qualche settimana fa se ne occupava, la “Puliprofessional” impiegava l’operaio Saverio Giustino, utilizzando fra l’altro mezzi e risorse comunali. Separando le due voci, dice la Di Medio agli organi inquirenti, si rimane sotto soglia ma si apre la porta ad un affidamento diretto della manutenzione per cui il Comune ha già messo da parte ovvero 21.960 euro fino alla fine dell’anno.

“Posso dire fin d’ora a chi andrà quel servizio e quei soldi” ironizza Franco Antelmi, Consigliere comunale di minoranza che abbiamo ascoltato in merito alla vicenda.

Se un servizio era un tutt’uno e poi lo si separa, per poi ricongiungerlo, come lo si potrebbe chiamare?

La denuncia, poi, entra nel merito della procedura di affidamento, segnalando delle anomalie davvero incredibili.

Come gli inviti alle ditte che vengono spediti prima ancora che la Determinazione diventasse esecutiva oppure un possibile “falso” in atti d’ufficio come la inventata presenza dell’ex assessore Marazia alla Giunta che decide sulla gara, con una correzione che invece di risolvere, complica le cose.

O, ancora, la busta che viene aperta dall’addetta comunale dell’Ufficio Protocollo perché senza alcuna dicitura (prevista dal disciplinare) e invece riammessa: risulterà, poi, quella vincente. Il disciplinare di gara, cioè, prevedeva “pena esclusione”, che sulla busta delle ditte che partecipavano alla gara fosse scritto “Gara di appalto – servizio di pulizia e presidio” mentre invece sulla busta spedita dalla ditta che poi vincerà non c’era alcuna dicitura se non l’indirizzo del Comune di Cassano. tant’è che l’impiegata aprì la busta, pensando si trattasse di una normale lettera. Solo dopo ci si accorse che conteneva i documenti inviati per partecipare alla gara.

Stando alle norma, quella busta, dunque la ditta, avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara e invece viene ammessa e per giunta la vince!

Una serie di errori e anomalie, veri e propri “mostri giuridici” che hanno condotto in porto una gara nata male (e con estremo ritardo, dopo 19 proroghe) finita peggio.