Martedì 18 Febbraio 2020
   
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DEPURATORE, ZULLO SCRIVE A VENDOLA

depuratore

Riceviamo e pubblichiamo una lettera che il consigliere regionale di Cassano, Ignazio Zullo ha inviato al Governatore della Regine Puglia, Nicki Vendola e all’Assessore Regionale ai Lavori Pubblici, Fabiano Amati e all’Assessore Regionale all'Ambiente Onofrio Introna, a proposito del depuratore di Cassano che da più di dieci anni, pur essendo stato finanziato e quasi completato, non entra in funzione.


Cari signori, nel corso di un'audizione da me richiesta in V commissione, tenutasi il 21 febbraio 2008, riguardo l'impianto di depurazione di Cassano Murge vennero tirate conclusioni condensate nel seguente comunicato: “Entro diciotto mesi potrebbe essere pronto il nuovo impianto di depurazione del comune di Cassano delle Murge. Entro i primi di aprile infatti l’Acquedotto pugliese emanerà il bando per l’appalto dei lavori che con molta probabilità, si concluderà entro il mese di settembre. Quindi un anno di lavori per l’impresa che vincerà il bando. Da questa notizia positiva ha preso l’avvio l’audizione, chiesta in quinta commissione consiliare dal consigliere dell’Italia di Mezzo Ignazio Zullo, con i tecnici e i dirigenti degli uffici preposti dell’Acquedotto pugliese proprio sullo stato dell’arte dell’impiantistica di collettamento dell’impianto di fognatura delle zone extra urbane del comune di Cassano delle Murge e del nuovo impianto di depurazione.
Ma il problema del nuovo impianto sbloccato finalmente con il via alle procedure d’appalto dopo un iter travagliato e tempi lunghi (il finanziamento risale al 1995), è semmai quello, emerso nel corso delle audizioni, di verificare la bontà del recapito finale, cioè la lama Badessa, una lama antropizzata. In altre parole i 3.000 metri cubi al giorno di acqua (la portata dell’impianto di depurazione) rinveniente dalla tabella quattro, cioè depurata, andrebbero a finire, per la prima volta in Puglia, in una lama, per di più antropizzata.
Occorrerebbe dunque fare una ricognizione del territorio, verificandone la possibilità ad accogliere le acque, e valutare l’impatto e il rispetto della difesa del suolo. Ma questo non rientra naturalmente nelle competenze dell’Acquedotto pugliese, bensì in quelle di una serie plurale di soggetti tra i quali, l’Autorità di bacino, l’Ufficio parchi, i comuni interessati e l’Assessorato all’Ecologia.
E' trascorso più di un anno senza che sia stato compiuto un solo atto o una sola attività da parte di chicchessia, come se del depuratore di Cassano e della lama Badessa non ne avessimo mai parlato.

E' deprimente prendere atto di come a volte nelle sedi istituzionali si assumono impegni poi letteralmente non mantenuti, nonostante il grave danno economico ed ambientale che si sta perpetrando.
Vi invito ad attivarvi poiché la questione riveste gravità estrema, sul piano amministrativo-contabile ed ambientale oltre che sull'esemplarità del buon andamento della pubblica amministrazione regionale”.

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