In pensione con pochi anni di contributi: ecco le condizioni per andarci nel 2024

Per andare in pensione sono sufficienti anche pochi anni di contributi. Scopriamo quali sono gli scivoli del sistema previdenziale italiano.

Accumulare contributi significa poter contare su una pensione dall’importo più alto e sulla varietà di scelta tra le formule di pensionamento anticipato. La contribuzione, infatti, ha un ruolo chiave nella previdenza italiana. I lavoratori accumulano contributi per ogni anno di attività svolta. La somma della contribuzione sarà determinante al momento del pensionamento sia per capire quale sarà lo scivolo di cui approfittare sia per calcolare l’importo dell’assegno pensionistico. Soprattutto per il sistema di calcolo contributivo è fondamentale accumulare il maggior numero possibile di contributi per evitare di dover vivere con un trattamento basso.

Pochi contributi per quale pensione?
In pensione con pochi anni di contributi (Cassanoweb.it)

Per tante persone, però, non è stato possibile riuscire ad avere una lunga carriera lavorativa. Ci sono lavoratori che non arrivano ai venti anni minimi di contribuzione richiesta dalla pensione di vecchiaia o dalla pensione anticipata contributiva. Fortunatamente esistono degli scivoli loro dedicati per riuscire ad ottenere un trattamento mensile anche se di importo non elevato.

Gli scivoli per la pensione con pochi anni di contributi

Iniziamo da chi ha accumulato appena cinque anni di contributi. La via di uscita è la pensione a 71 anni dedicata, però, solo ai contributivi puri, ossia coloro che hanno iniziato a maturare contributi dal 1996. Anche per ottenere l’Assegno ordinario di invalidità o la pensione di inabilità sono richiesti solo cinque anni di contributi di cui tre nell’ultimo quinquennio. Aumentiamo a dieci anni di contributi. Possono andare in pensione i non vedenti a condizione che i contributi siano stati maturati dopo l’insorgenza della cecità.

Pensione con pochi contributi
Le opzioni per la pensione con pochi contributi (Cassanoweb,it)

L’età anagrafica dovrà essere di 56 anni per uomini dipendenti e donne autonome, 61 anni per uomini autonomi e 51 anni per donne dipendenti. L’età aumenta con meno di dieci anni di contributi. Ci sono diverse casse professionali, poi, che permettono la pensione con cinque o dieci anni di contributi. Parliamo della CNPADC (età anagrafica 62 anni), della Cassa forense (70 anni di età), dell’EPAP e Cassa degli psicologici (65 anni di età), CIPAG ed ENPACL.

Un altro scivolo permette il pensionamento con tredici anni di contributi. In realtà occorrerà versare i contributi mancanti per raggiungere i 20 anni minimi della pensione di vecchiaia o della pensione contributiva. Infine ricordiamo le tre deroghe Amato per andare in pensione con quindici anni di contributi. Si rivolgono ai cittadini con anzianità contributiva al 31 dicembre 1992 e a coloro che hanno autorizzato la prosecuzione volontaria entro il 26 dicembre 1992 o hanno dieci anni di lavoro discontinuo.

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