Prepensionamento 2024: le novità che sistemano la vita a chi vuole lasciare il lavoro

Il 2024 porterà tante novità sul fronte previdenziale. Vediamo tutte le possibilità per andare prima in pensione. 

Anche nel 2024 sarà possibile uscire dal lavoro con qualche anno di anticipo rispetto a quanto prevede la legge Fornero. Tuttavia alcune misure di prepensionamento subiranno forti cambiamenti.

andare prima in pensione
Pensione anticipata: come godersi la terza età senza preoccupazioni – cassanoweb.it

Restare a lavoro fino a 67 anni non piace quasi a nessuno. Eppure la legge Fornero – in vigore dal 2011 e non ancora cancellata – ha stabilito esattamente questo: per poter andare in pensione bisogna aver compiuto 67 anni e aver maturato almeno 20 anni di contributi. Se i contributi sono meno di 20 anni, una persona dovrà continuare a lavorare in molti casi fino oltre a 70 anni.

Fino al 2023 la legge Fornero impone anche un altro requisito: l’assegno previdenziale per poter andare in pensione deve essere pari almeno a 1,5 volte l’importo dell’Assegno sociale. Il Governo Meloni, con la legge di Bilancio 2024, ha abolito questo requisito che discrimina chi guadagna poco. L’Esecutivo, per il prossimo anno, ha riconfermato tutte le misure di prepensionamento, ma alcune subiranno cambiamenti importanti.

Come andare prima in pensione nel 2024

Il nuovo anno inizierà portando tante novità: non tutte a vantaggio di chi vorrà andare prima in pensione. Tuttavia le opzioni di prepensionamento sono state riconfermate tutte dal Governo Meloni.

Riconfermata anche per il prossimo anno la pensione anticipata ordinaria. Con questa misura un lavoratore può accedere alla pensione a qualsiasi età purché i contributi siano almeno 42 anni e 10 mesi per gli uomini oppure 41 anni e 10 mesi per le donne.

pensione anticipata contributiva
Pensioni, cosa aspettarsi nel 2024 – cassanoweb.it

Idem la pensione anticipata contributiva. Questa opzione si rivolge solo ai “contributivi puri”, cioè coloro che hanno iniziato a versare i contributi dopo il 1995. Con questa misura un lavoratore potrà accedere alla pensione a soli 64 anni e con solo 20 anni di contributi ma ad una condizione: l’importo della pensione dovrà essere pari almeno a 3 volte l’importo dell’Assegno sociale. Fino al 31 dicembre 2023, invece, basta che l’importo raggiunga 2,8 volte quello dell’assegno sociale.

Andranno avanti anche Opzione donna, Ape sociale e Quota 103 con alcune modifiche. Per quanto riguarda Opzione donna l’età pensionabile passerà da 60 anni a 61 ma gli anni di contributi resteranno 35. Stesso discorso per Ape sociale: il requisito contributivo resterà di 30 anni – o 36 per gli addetti a mansioni gravose- mentre l’età pensionabile passerà da 63 anni a 63 anni e 5 mesi.

I requisiti d’accesso per Quota 103 resteranno gli stessi: 62 anni di età e almeno 41 anni di contributi. Ma, a partire dal 2024, l’assegno previdenziale di chi sceglierà Quota 103 verrà ricalcolato interamente con il sistema contributivo e non potrà superare di 4 volte l’importo del trattamento minimo dell’Inps finché una persona non avrà compiuto 67 anni. Inoltre, dal prossimo anno, si allungheranno le finestre di uscita – cioè l’intervallo tra il raggiungimento dei requisiti e il primo assegno previdenziale- che passeranno da 3 mesi a 7 mesi per i dipendenti del privato e da 6 mesi a 9 mesi per i dipendenti del settore pubblico.

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