Attenzione ai permessi per malattia, in alcuni casi si rischia il licenziamento: sono in molti a non saperlo e ricevono una brutta sorpresa

Permessi per malattia: una sorpresa amara in agguato. Scopri quando il rischio di licenziamento è più alto e proteggi il tuo lavoro.

Quando la salute vacilla, i permessi per malattia diventano un intricato labirinto che il dipendente deve attraversare con attenzione, evitando trappole che potrebbero condurre al licenziamento. In questo scenario, la giurisprudenza recente si è concentrata sulle sfumature degli abusi legati a tali permessi, ponendo in luce le situazioni in cui l’assenza di motivi di salute si trasforma in una strada pericolosa verso la risoluzione del rapporto di lavoro.

Malattia e lavoro
Navigare tra malattia e lavoro: come evitare il rischio di licenziamento – cassanoweb.it

La guida che segue si propone di svelare quando i permessi per malattia si trasformano in un terreno minato, pronti a far esplodere il contratto di lavoro. Esamineremo attentamente i comportamenti che il dipendente deve adottare per evitare le sanzioni disciplinari.

I compiti del dipendente in caso di assenza per malattia

Il dipendente che si assenta per malattia deve:

  • Comunicare tempestivamente al datore di lavoro l’impossibilità di presentarsi al lavoro, seguendo le procedure previste dal contratto collettivo.
  • Sottoporsi prontamente a una visita medica e assicurarsi che il medico trasmetta il certificato all’Inps in modo telematico.
  • Rimanere reperibile a casa durante le fasce orarie stabili per consentire la visita fiscale dell’Inps.
  • Comunicare preventivamente al datore e all’Inps eventuali necessità urgenti che richiedono di uscire durante il periodo di reperibilità.
  • Evitare comportamenti che potrebbero compromettere il processo di guarigione. Le fasce orarie di reperibilità sono per il settore pubblico dalle ore  9-13 e 15-18, per il settore privato vanno dalle ore 10-12 e 17-19. È importante evidenziare che la reperibilità è obbligatoria anche nei giorni non lavorativi e festivi.
lavoratore dipendente e permesso per malattia
Come non compromettere il rapporto lavorativo quando si va in malattia – cassanoweb.it

Alcune situazioni sono escluse dalla reperibilità, come malattie gravi con terapie salvavita, infortuni sul lavoro, malattie con perdita di capacità lavorativa superiore al 67%, ricovero ospedaliero e presenza di giustificati motivi. Il punto cruciale è quando un’assenza di malattia può trasformarsi in licenziamento. Una recente sentenza del Tribunale di Castrovillari ha stabilito che un dipendente in malattia sorpreso a fare shopping può essere legittimamente licenziato. Questo comportamento non solo potrebbe ritardare la guarigione, ma mina anche il vincolo fiduciario con il datore di lavoro.

La Cassazione civile, sezione lavoro, ha chiarito che è illegittimo licenziare per giusta causa un dipendente che, durante l’assenza della malattia, svolga attività extra lavorative non idonee a peggiorare la patologia o ritardare la guarigione. Tuttavia, svolgere un secondo lavoro è ammissibile solo se non entra in conflitto con l’attività del datore di lavoro e non è incompatibile con lo stato di salute del dipendente. L’attenzione alla propria salute è fondamentale, e qualsiasi attività che mostri una scarsa considerazione per questo principio potrebbe giustificare il licenziamento. Per comportamenti di minore rilevanza, la sanzione potrebbe essere di natura conservativa. In ogni caso, la prudenza e il rispetto dei doveri contrattuali sono la chiave per evitare le insidie ​​legate ai permessi per malattia.

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