Debiti con l’INPS non inseriti nella Rottamazione, si possono pagare a rate: la domanda da presentare

Fuori dalla sanatoria, i debiti previdenziali godono di un percorso di recupero a parte, al quale deve attenersi il contribuente. Tutte le agevolazioni

Forse è da ritenersi parte integrante di quel piano di calmierazione degli effetti inflazionistici che dal 2022 non hanno dato tregua all’economia italiana e ai redditi dei nuclei familiari: di fatto, la pace fiscale, messa in atto dopo la poderosa Rottamazione quater ha avuto lo scopo di rimpinguare le casse dell’INPS e in generale le casse dello Stato, al fine di finanziare tutte le misure necessarie per sostenere i cittadini e garantirne i servizi assistenziali.

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Inps, rottamazione cartelle – www.cassanoweb.it

Come è noto, il prelievo delle tasse e delle imposte, dirette e indirette, costituisce soltanto uno degli strumenti che ha disposizione lo Stato per riversare il denaro nel finanziamento delle prestazioni pubbliche. Si tratta, quest’ultima, di una priorità sempre più alta, in considerazione delle misure di sostegno attivate di recente e della continua necessità di prorogarle.

L’INPS prende in incarico questi debiti esclusi dalla Rottamazione

Una delle risorse più prospere deriva dalla lotta all’evasione fiscale, un profondo pozzo nero sin troppo paradigmatico per il Paese, da cui attingere e con decisa risolutezza. Parallelamente, oltre a quei cittadini che si trovano in reale difficoltà finanziaria, al punto che ogni forma di restituzione si complica, vi sono però bacini di evasori resistenti ad ogni intimazione tributaria; per gli uni e per gli altri, lo Stato giunge periodicamente ad una tregua fiscale, proponendo un piano concordato di regolazione agevolata dei pagamenti e, per lo Stato stesso, un recupero compromissorio.

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Dilazione dei debiti INPS (cassanoweb.it)

Meglio cedere ad una parte del credito che non riceverlo per nulla. Dopo la Rottamazione del governo Conte, il governo Meloni ha incluso un più ampio ventaglio di proroghe nella Legge di Bilancio 2023. Fino allo scorso giugno è stato possibile richiedere forti rateazioni e sconti su debiti (tra 2000 e 2015) fra 1.000 e 3.000 euro (con l’esclusione delle sanzioni amministrative municipali); e addirittura lo stralcio per gli importi fino a 1.000 euro.

Piani di dilazione INPS per i debiti previdenziali

Oltre alle cartelle esattoriali, nel tesoro dello Stato si possono generare anche altri tipi di debiti, contratti ancora una volta dai cittadini in genere, ma con un’attenzione ai lavoratori: si parla dei debiti previdenziali, dei contributi non versati, impedendo la futura erogazione della pensione o di un’indennità. Non è poi così peregrino che si possa saltare dei pagamenti, o che si porti avanti una condotta non così lineare.

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Dilazione dei debiti INPS (cassanoweb.it)

Ebbene, l’INPS ha pronto un piano di dilazione e di rateazione del debito. La domanda può essere presentata direttamente all’ente, oppure tramite un CAF. Se il debito è però già stato trattato dall’Agenzia delle Entrate (ufficio Riscossione), è quest’ultima che deve prendere in incarico la pratica, e non l’INPS. Quando è concessa la dilazione, sono sufficienti soltanto due rate non pagate per far saltare il piano agevolato; con l’AER, le rate “saltabili” sono cinque, ma mentre queste sono mensili, le prime sono trimestrali.

I debiti contributivi da restituire debbono includere sanzioni ed omesse ritenute (per il principio di unicità della rateazione); l’AER permette invece di rateizzare anche singole cartelle o singoli carichi debitori esigiti in esse. L’irregolarità viene comunicata inizialmente con un avviso bonario, il quale se seguito dalla regolarizzazione consente di evitare l’iscrizione a ruolo dei contributi non versati e delle sanzioni, seguita all’emissione di un avviso di addebito.

La regolarizzazione avviene per procedura telematica, tramite la compilazione di un form nel Cassetto previdenziale; si ottiene un piano di ammortamento dal numero variabile di rate: 6 rate trimestrali, per debiti sotto 2.000 euro; 20 rate trimestrali, fino a 5.000 euro; 24 rate, per le altre casistiche; estensione fino a 36 rate, in caso di calamità naturali, crisi aziendali, procedure concorsuali; dilazione fino a un massimo di 60 rate, nei casi di incertezza dell’obbligo contributivo, fatto doloso denunciato dall’Autorità giudiziaria.

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