Assegno INPS sospeso per questo motivo apparentemente banale: evita subito

Stangata per milioni di italiani: per una questione apparentemente banale si può perdere l’assegno mensile dell’Inps. 

Anche a causa di questioni apparentemente banali si possono perdere un mucchio di soldi. Ed è quello che sta accadendo a milioni di italiani che non ricevono più l’assegno mensile dell’Inps. Vediamo cosa sta succedendo.

Assegno inps sospeso
L’Inps sta sospendendo tanti assegni – Cassanoweb.it

Tanti soldi in meno ogni mese. La situazione è tragica e sta colpendo milioni di persone che non ricevono più l’indennità di accompagnamento da parte dell’Inps. L’accompagnamento è un’indennità che spetta agli invalidi gravi che non sono più del tutto autosufficienti, soprattutto negli spostamenti. Attualmente corrisponde a 531,76 euro al mese: più di 6000 euro in un anno.

L’indennità di accompagnamento non è soggetta a Irpef in quanto non fa cumulo con gli altri redditi. Si tratta di un contributo importante che aiuta molti anziani a pagare qualcuno per assisterli, anche solo qualche ora al giorno. Di punto in bianco, però, per una questione apparentemente banale, l’Inps può smettere di erogare questo contributo.

Indennità di accompagnamento: puoi perderla da un giorno all’altro

Puoi perdere da un giorno all’altro l’indennità di accompagnamento. Di punto in bianco puoi ritrovarti con oltre 500 euro in meno ogni mese. La situazione è davvero allarmante. Vediamo tutto nei dettagli.

Assegno di accompagnamento sospeso
Ecco quando puoi perdere l’assegno di accompagnamento – Cassanoweb.it

L’indennità di accompagnamento spetta solo in  casi molto particolari. Per averne diritto è necessario soddisfare i seguenti requisiti:

  • avere un’invalidità permanente al 100%;
  • non essere in grado di deambulare in modo autonomo e avere bisogno di un accompagnatore;
  • risiedere stabilmente in Italia.

L’indennità viene riconosciuta a prescindere dal reddito o dall’Isee. Ma c’è una circostanza in cui si può perdere tutto. Se l’invalido viene ricoverato in una struttura sanitaria a carico dello Stato per un periodo superiore a 29 giorni, allora l’Inps smetterà di erogare la prestazione.

Unica eccezione ammessa è la seguente: l’indennità di accompagnamento può continuare ad essere erogata anche per ricoveri lunghi se il paziente invalido, anche durante il suo ricovero presso la struttura sanitaria, ha comunque bisogno di assistenza continua da parte di un familiare o di una badante o di un’infermiera esterna alla struttura. In tal caso, l’Inps dovrà continuare ad erogare la prestazione.

Per non perdere la prestazione è necessario seguire una procedura precisa. Al termine del ricovero, la persona interessata dovrà accedere al sito dell’Inps – tramite Spid o carta d’identità elettronica o Carta Nazionale dei Servizi – e indicare la data d’inizio e di fine della degenza presso la struttura sanitaria.

Inoltre, dovrà allegare l’attestazione della struttura in cui è stato ricoverato che confermi che il paziente, anche durante il ricovero, ha necessitato di assistenza continua da parte di un familiare o di un’infermiera. Solo in questi casi l’Inps continuerà ad erogare l’indennità di accompagnamento. Diversamente, il paziente la perderà e si troverà con parecchi soldi in meno.

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