Allarme INPS: sospensione pensioni e richiesta dei soldi indietro, panico col nuovo chiarimento

Pensionati d’Italia fate molta attenzione: l’INPS potrebbe richiedere indietro dei soldi o sospendere il vostro assegno: il motivo

In Italia ad oggi ci sono quasi 18 milioni di pensionati e altre centinaia di migliaia sono pronti ad aggiungersene nei prossimi mesi. Quello della previdenza sociale è stato, ed è ancora, nel nostro Paese, un tema molto caldo. A seconda dei vari governi che si succedono cambiano infatti le regole per entrare nel mondo pensionistico.

Pensioni, attenzione a questo vincolo: l'INPS potrebbe richiedere soldi indietro
Attenzione al vincolo INPS sulle pensioni – Cassanoweb.it

Ad occuparsi dei trattamenti pensionistici in Italia è l’INPS. L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale è sempre molto attento e molto attivo sia sui social che nelle varie sedi sparse in tutta Italia e, proprio in questi giorni, sta facendo presente ai pensionati che devono fare attenzione ad un adempimento ben specifico per evitare la sospensione della pensione.

Pensioni, attenzione a questo vincolo: l’INPS potrebbe richiedere soldi indietro

Lo scorso 30 gennaio l’INPS, attraverso un messaggio ufficiale, aveva reso noto ai pensionati di prestare particolare attenzione a rispettare il divieto di cumulo redditi da lavoro con la pensione anticipata o l’assegno potrebbe essere sospeso e le cifre indebite recuperate. L’incumulabilità non vale per tutti i redditi, ma solo alcuni.

Chi vìola questo adempimento potrebbe rischiare davvero molto: l‘INPS potrebbe accorgersi dopo molti mesi o dopo vari anni il mancato rispetto della normativa, o perché il pensionato non ha dichiarato i redditi percepiti o perché pour dichiarandoli non ha rispettato i paletti imposti. In questo caso tutti gli importi arretrati già percepiti verranno chiesti indietro, rischiando quindi di dover sborsare anche decine di migliaia di euro, oltre alla sospensione dell’assegno pensione.

Pensione anticipata vincolo INPS
INPS e vincolo sulle pensioni anticipate – Cassanoweb.it

Il vincolo da rispettare vale per tutti i pensionati che beneficiano di Quota 100, Quota 102 e Quota 103. Tutti questi lavoratori che hanno avuto accesso alla pensione anticipata devono tenere presente un limite ben preciso: non possono lavorare in maniera stabile, almeno fino a che non avranno raggiunto l’età per la pensione di vecchiaia: quindi 67 anni. Questo accade proprio per il principio normativo dell’incumulabilità tra le pensioni e i redditi da lavoro.

Tre sono gli aspetti principali sui paletti posti al divieto di percepire redditi da lavoro mentre si è in pensione anticipata. Il primo è quello dell’età anagrafica: non si possono cumulare i redditi almeno finché non si raggiunge l’età della pensione di vecchiaia 67 anni. Il secondo è quello reddituale: l’incumulabilità vale solo per redditi oltre i 5 mila euro lordi. Il terzo riguarda il tipo di contratto: il limite dei 5 mila euro lordi vale solo per le collaborazioni autonome occasionali.

La normativa stabilisce un’eccezione per i redditi da lavoro autonomo occasionale, purché non superino i 5mila euro di compensi lordi annui. Nel calcolo limite “si considerano tutti i redditi annuali derivanti da lavoro autonomo occasionale, anche quelli riconducibili all’attività svolta nei mesi dell’anno precedente la decorrenza della pensione e/o successivi al compimento dell’età richiesta per la pensione di vecchiaia”.

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