La donna ha diritto ad una montagna di soldi se subisce pressioni psicologiche sul lavoro

Molte donne sono costrette a subire umiliazioni e violenze al lavoro. Come ci si può difendere senza perdere l’impiego?

Si sente spesso parlare di mobbing sui luoghi di lavoro. Si tratta di un insieme di comportamenti compiuti dai colleghi oppure dai datori di lavoro per vessare ed emarginare i lavoratori, per obbligarli alle dimissioni. Si sostanzia in rimproveri, offese verbali, provocazioni.

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Molti lavoratori subiscono episodi di mobbing (cassanoweb.it)

Per l’integrazione del reato, è necessario che tali comportamenti si ripetano costantemente per almeno 6 mesi e che abbiano provocato dei danni alla salute psicofisica della vittima. In molte ipotesi, il mobbing si manifesta nella forma del bossing, ossia di una forma di violenza messa in atto nei confronti di un lavoratore dai suoi superiori (come i dirigenti).

Lo scopo di tale fenomeno è quello di scoraggiare il dipendente fino a spingerlo ad andare via, senza permettere l’intervento dei sindacati. Se i comportamenti violenti provengono da colleghi, si parla di mobbing orizzontale e viene perpetuato, di solito, per evitare che un lavoratore abbia dei benefit o degli avanzamenti di carriera.

In base ai dati diffusi dall’INAIL, circa l’82% delle donne è affetta da patologie psichiche provocate dal mobbing. Il fenomeno, purtroppo, è in forte aumento e non tutte le lavoratici riescono a denunciare i responsabili, per evitare ripercussioni in ambito professionale.

Le ipotesi più diffuse sono quelle che riguardano accuse di mancanza di produttività, rifiuto di permessi o ferie, assegnazione di mansioni non corrispondenti al proprio ruolo, richiami disciplinari, rimproveri, critiche, minacce di licenziamento o trasferimento, molestie sessuali. Se non si interviene subito, le possibili conseguenze per la salute sono gravissime.

Mobbing sulle donne: gli strumenti per ottenere tutela e chiedere il risarcimento danni

Per colpa del mobbing, molte donne sono afflitte da ansia, depressione, disturbi alimentari, dipendenze da droga o alcool, disturbi del sonno, malesseri fisici.

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Il mobbing sulle donne può essere denunciato e punito (cassanoweb.it)

In molti casi, purtroppo, le lavoratrici subiscono le vessazioni in silenzio, per paura di essere licenziate, fino a quando, ormai sfinite, non decidono di rassegnare le dimissioni.

È, invece, sempre opportuno evidenziare queste situazioni presso gli sportelli anti-mobbing presenti in tutta Italia (se ricorrono i presupposti, ci si può rivolgere anche ai centri antiviolenza). In alternativa, si potrebbe raccontare la propria storia in pubblico, alla televisione, ai telegiornali oppure alla radio.

Se i comportamenti violenti integrano un reato, la vittima può anche sporgere denuncia, in ogni momento, all’autorità giudiziaria.

Le donne che subiscono mobbing, inoltre, possono presentare ricorso al Tribunale del Lavoro competente, per ottenere un risarcimento per i danni riportati. Per la causa, civile o penale, però, è necessario dimostrare, tramite idonee prove, i fatti, avvalendosi, eventualmente, della deposizione di testimoni. Possono essere presentati anche i certificati medici attestanti gli effetti fisici e psicologici del mobbing.

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