
Sulla prossima nomina da parte del Consiglio Comunale del Difensore Civico, riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione da parte del Capogruppo consiliare di "Vivi Cassano - Pd". Quirico Arganese.
Nel prossimo Consiglio Comunale ci accingeremo a nominare il nuovo Difensore Civico ed invece di polemizzare sulla urgenza di tale nomina occorrerebbe a mio parere parlare dei criteri di nomina di un difensore civico perchè risulta chiaro che se il criterio di nomina non è quello "giusto" un difensore civico poco servirebbe alla collettività.
infatti i criteri di selezione e nomina ci devono garantire i requisiti di un difensore civico: competenza, trasparenza ed indipendenza.
La storia di questi anni, nella maggior parte dei comuni italiani, ci dice che da noi questa nobile istituzione del nord Europa è stata troppo spesso ridotta a una semplice nomina politica di parte (maggioranza che in quel momento governa una istituzione) che, purtroppo, non permette al Difensore Civico di essere veramente indipendente per svolgere il suo ruolo in favore dei cittadini. Io sono del parere che o viene rivoluzionato il modo di nominare un difensore civico o, altrimenti, non serva la sua figura istituzionale in un ente che a questo punto ne rispamia il compenso per destinarlo ad altri servizi pubblici.
Dalle altre parti questa figura istituzionale viene presa sul serio.
Per esempio, in Svezia, dove questa figura ispirata al "defensor civitatis", esiste da quattro secoli e da due sta nella Costituzione, l'ombudsman nazionale, in merito ad una relazione sulla gestione dei soccorsi dopo lo tsunami in Asia, fece dimettere importanti figure politiche nazionali.
L'Unione Europea il difensore civico comunitario lo sceglie con la massima cura con particolari bandi di concorso, richieste e requisiti rigidissimi, convocazione dei candidati, pubblico esame di ogni curriculum.
Questo dovrebbe succedere nei Paesi di sane tradizioni democratiche.
Deve o non deve, questo garante dei cittadini, essere un uomo di assoluta trasparenza ed indipendenza? qualità che gli permetteranno di svolgere il suo ruolo nel migliore dei modi ed in favore esclusivamente dei cittadini e non di una classe politica.
Infatti il Difensore Civico deve essere, oltre che competente nella materia amministrativa, un organo innanzitutto indipendente che opera a tutela e garanzia del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione, assicurando e promuovendo il pieno rispetto dei principi di imparzialità e di buon andamento. Il Difensore Civico dovrebbe cercare di venir incontro alle giuste attese dei cittadini che spesso, dinanzi a carenze della Pubblica Amministrazione, non sanno come comportarsi.
Ogni cittadino dovrebbe rivolgersi al Difensore Civico se lo stesso ha inutilmente sollecitato gli uffici pubblici su determinate questioni o servizi.
Partendo da questa premessa è lecito porsi una domanda: Come può il difensore civico essere terzo e figura di garanzia per il cittadino, agire liberamente contro la pubblica amministrazione, quando viene scelto attraverso una votazione del consiglio comunale ed in maniera particolare da una parte dello stesso ?
A mio parere il difensore civico dovrebbe essere espressione diretta dei cittadini. Sarebbe ottimale la elezione diretta del difensore civico anche se sono consapevole che costerebbe troppo alle casse comunali. Comunque soluzioni operative vi sarebbero se il nostro legislatore lo vorrebbe. Per esempio si potrebbe votare il difensore civico nello stesso momento in cui si fanno le elezioni comunali aggiungendo, magari, alla scheda per il candidato sindaco e a quella per il consiglio comunale, una scheda per il difensore civico, che dovrebbe essere rigorosamente esterno ai partiti.
Se tale soluzione è molto onerosa e complicata dovremmo però trovare soluzioni e criteri di nomina che salvaguardino, nell'interesse del cittadino, la "indipendenza e la trasparenza" del difensore civico sforzandoci di elevare i quorum necessari in consiglio comunale per la sua elezione e modificare i bandi di selezione. Dobbiamo, insomma, porre nelle condizioni il Difensore Civico di essere sempre "libero" e di non essere mai in imbarazzo quando deve tutelare un cittadino o quando deve scrivere una relazione.
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Commenti
Ci vuole veramente poco ad organizzarlo e a farlo, solamente ci dobbiamo chiedere se L'ATTUALE MAGGIORANZA avrà mai il coraggio di fare una scelta democratica come questa!
E', quindi, questa una deroga – sottolineo una deroga - di natura giurisprudenziale - e nella prassi poco seguita; mi sembra perciò, una bella forzatura sostenere che l'articolo 11 del Testo Unico lascia liberi i comuni di disciplinare la procedura elettiva; tuttavia ognuno si diverta a interpretare come crede, tanto su internet è tutto lecito.
Per chi voglia rimanere un po’ più ancorato alla realtà qui di seguito l'ultima di una serie costante di pronunce della giurisprudenza amministrativa:
< ... omissis... Da un punto di vista statistico la realtà locale presenta un sistema abbastanza differenziato che trova un comune denominatore nella prevalenza della competenza assembleare per quanto riguarda la nomina, preceduta dallo svolgimento di una apposita selezione sulla base di un bando pubblico; non mancano neppure, anche se sono abbastanza rare, procedure che prevedono una elezione diretta a suffragio universale del Difensore civico> [così TAR Roma, II, 14 gennaio 2009, n. 139].
Nulla esclude che in futuro questa funzione possa venire trasformata, avvicinando la figura oggi prevista dal legislatore alle esperienze nord-europee cui pure essa si ispira; a tale proposito mi piace sottolineare, però, che gli ordinamenti cui il dott. Arganese fa riferimento trovano nei poteri (lì assai più pregnanti) dell'Ombusdam il necessario bilanciamento di un potere amministrativo delle maggioranze di governo (sia in ambito nazionale che locale) nemmeno minimamente paragonabile al sistema italiano.
Va ricordato, inoltre, che il nostro sistema amministrativo prevede un sistema vivacissimo di controlli sull'operato dell'Amministratore da parte di organi terzi (autorità di garanzia) e che da i poteri di controllo dati alle stesse minoranze politiche sono così estesi da far impallidire qualsiasi Defensor Civitatis eletto dai nostri vicini di origine Vichinga.
Ecco spiegato il ruolo - solo apparentemente - limitato del nostro Difensore Civico; dovremmo riflettere parecchio sulla completezza del nostro sistema amministrativo prima di farci tentare dai modelli altrui, vizio questo nel quale cadono politici di calibro nazionale, ragion per cui il dott. Arganese è in buona e prestigiosa compagnia.
Saluti a tutti