Una nostra lettrice ha inviato questa lettera in redazione, chiedendo la riservatezza sul proprio nome. Non ne comprendiamo il motivo ma ritenendo estremamente interessante il contenuto della stessa, la pubblichiamo integralmente.
Spett.le Redazione, tramite questo giornale vorrei far giungere al ns. Sindaco, alla sua Giunta ed all’Amministrazione tutta, alcune riflessioni sviluppate in famiglia dopo aver letto su questo sito il programma delle manifestazioni (almeno quelle iniziali) previste per ricordare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, manifestazioni che si terranno il 16 marzo mattina mentre per il 17 (il giorno, cioè, in cui TUTTA L’ITALIA festeggerà) da noi a Cassano è previsto solo un concerto di chitarre!!!
Una frase del sindaco, in particolare, mi ha colpito e indotto a riflettere: “…invito tutti i cittadini a partecipare alle manifestazioni e a portare in strada i propri figli.” .
Caro sindaco, si da il caso che mercoledì 16 marzo sia un giorno lavorativo: io e mio marito saremo al lavoro mentre i miei due figli più piccoli saranno a scuola, a Cassano; la maggiore frequenterà, come tutti i giorni, un istituto fuori dal nostro paese. Chi dovrei portare, dunque, in strada? E da chi dovrei fare accompagnare i miei figli?
Sono profondamente rammaricata e delusa da questa vostra decisione. Ricorderà le assurde dichiarazioni del Presidente della Provincia di Bolzano che disse di non voler festeggiare il 150° della unità della nostra Patria… Ebbene, assieme a mio marito ho spiegato ai miei figli che questo politico era indegno di ricoprire una tale carica in una istituzione italiana, che rappresenta un Paese per il quale tante persone hanno dato la vita, hanno sacrificato i loro amori ed averi, hanno lasciato orfani, vedove e mariti perché credevano in una nazione unita e libera.
Avrei voluto trasmettere ancora questi sentimenti ai miei ragazzi scendendo in piazza nella mia Cassano, il giorno della Festa, del compleanno della mia Italia; avrei detto loro che non tutti gli italiani sono come quel Presidente della Provincia, che c’è ancora gente che crede in quei valori e che li manifesta pubblicamente, soprattutto oggi che in giro c’è chi li mette in dubbio.
Cosa dirò, adesso, ai miei figli? Cosa ricorderanno di questo compleanno? Un concerto di chitarre, che seppur bello, non potrà nulla avere a che fare con lo spirito di patria, di nazione, dell’Italia? Che cosa, fra venti-trent’anni, loro potranno dire ai propri figli? Che memoria avranno di questa grande giornata? Se ne ricorderanno, forse, solo perchè in tv avranno visto qualche celebrazione? Ma qui, nella loro Cassano, che cosa avranno potuto vivere?
E come si sentiranno quel giorno, in piazza, i reduci, gli ex combattenti, gli alpini, che in qualche modo sono i custodi e i prosecutori della grande stagione del Risorgimento italiano, nel vedere qualche studente e un po’ di amministratori, mentre tutto intorno il paese proseguirà la vita di sempre con i negozi aperti, le donne che fanno la spesa, il traffico delle persone che si disinteressa a tutto ciò?
Sindaco: chi ascolterà il suo discorso? A chi rivolgerà i suoi pensieri, sono sicura profondi, su quel che ci unisce e che ci fa sentire nazione? Io certo no e come me la maggior parte dei cassanesi. Perché, poi, lamentarsi di tanta apaticità, scarsa partecipazione, indifferenza se voi per primi non date il buon esempio e non sapete coinvolgere la popolazione cassanese?
Cosa potrò dire ai miei ragazzi di questa vostra iniziativa? E quel giovedì 17 marzo come ricorderò la mia Italia? Alzandomi un po’ più tardi dal letto? Facendo la solita passeggiata con mio marito? Guardando in tv quello che tanti altri comuni, invece, hanno previsto per quella giornata? Il 150° dell’Italia unita trascorrerà, purtroppo per noi cassanesi, come una qualunque domenica di festa, senza memoria. Peccato, per questa occasione sprecata. E senza che se ne conosca il motivo. D’altra parte, viviamo in un paese nel quale – al contrario di tanti altri – la memoria del Risorgimento è quasi sconosciuta: altri comuni hanno una statua, un busto di Garibaldi, di Vittorio Emanuele, di Mazzini….qui da noi c’è solo un giardino pubblico….e un bar….
Questa volta Lei avrebbe potuto invertire la rotta, cominciare a cambiare il modo di pensare dei cassanesi, far ricordare a tutti noi che siamo figli di quel sangue, di quei martiri. Invece, nulla.
Lei ha invitato tutti ad esporre il tricolore: io lo farò.
Ma per me non sarà una Festa di comunità , di paese, di convivenza con il mio vicino. Lo farò perché sono italiana, perché mi sento tale e voglio far sentire italiani anche i miei figli. Peccato, sarebbe stata una buona occasione per gridare a tutti che io sono qui….a Cassano, in Puglia, in Italia (?).
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Commenti
n.n.: se Lei fa i turni, potrà sicuramente partecipare a una tra la manifestazione del 16 mattina e quella del 17 sera...
L'Italia va festeggiata tutto l'anno
Secondo me chi ha sbagliato è ancora in tempo per correggersi e invertire la rotta: festeggiamo il 17 e diamo la possibilità (e il rispetto dovuto) anche ai cassanesi che lavorano di festeggiare l'unità d'Italia
Come mai tutte le altre città d'Italia hanno trovato un accordo con le scuole e voi no? MA JI NANU Sacc!!!
Che poveretto!!!!!!!!!!!!!!!!!!
PS: Rischio la querela pure io?
Evidentemente c'è qualcuno che pensa di reprimere il dissenso e la riflessione buttandola in caciara e accusando chi non c'entra nulla. Credo, a questo punto, di aver fatto bene a chiedere alla Redazione di mantenere l'anonimato: ci manca solo la querela e siamo tornati ai tempi di qualche anno fa...ma cosa è diventata questa Cassano?
Tornando alla lettera, io non volevo colpevolizzare nessuno: il sindaco e la sua Giunta avranno le loro buone ragioni per aver deciso di festeggiare il 16. Volevo solo condividere alcune mie riflessioni, fatte anche fra amici e in famiglia nella speranza di essere compresa. Tutto qui.
Fossi in te, poi, preparerei una lettera di dimissioni, nel caso dovessi essere un pubblico amministratore (o amministratrice): solo così la figura misera e meschina che farai, potrà essere minimamente recuperata.
grazie
La riflessione era indirizzata alla lamentela più in generale...alla difficoltà di convenire con le necessità di tutti...