Venerdì 25 Maggio 2012
   
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"GIOVANIDEE": PERCHE' IL LICEO NON RICORDA LE FOIBE?

foibe

La storia non si può nascondere, né fermare!

Nonostante le diverse iniziative in tutt’Italia, se ne parla ancora poco.

C’è ancora molto da fare per ricordare degnamente una terribile tragedia italiana della metà degli anni quaranta: le foibe. Basti pensare che ci sono insegnanti che non le conoscono, se non “ per sentito dire” o peggio ne sbagliano l’accento leggendo e pronunciando “Foìbe!”. Ma per fortuna, il grande ed instancabile lavoro dei nostri fratelli italiani del Friuli Venezia Giulia, delle varie associazioni di parenti e sopravvissuti delle foibe che per anni hanno combattuto affinché il popolo italiano conoscesse la tragedia del popolo istriano dalmata, comincia a produrre i frutti della conoscenza.

Con la Legge n. 92 del 30 marzo 2004, il Parlamento italiano ha istituito il 10 febbraio quale Giorno del ricordo; l’art. 1 recita “… al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, [...] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende…

E qui cominciano le dolenti note; basti pensare che la Regione Puglia dedica un mese intero per celebrare e mantenere viva la “memoria” della shoah, terribile tragedia del popolo ebraico, con una lunga serie di iniziative nelle scuole, nei teatri, nei cinema, con forum, dibattiti e viaggi pagati per portare gli studenti nel luogo simbolo della tragedia Hitleriana: Auschwitz. Le scuole e tutte (o quasi) le pubbliche amministrazioni a loro volta organizzano incontri, dibattiti, lavori teatrali per il giorno della memoria (27 gennaio). Tutto giusto e condivisibile, per carità!

Ma spontanea e naturale ci chiediamo: perché non si fa lo stesso per le foibe? La tragedia delle Foibe, invece, nonostante una Legge dello Stato espressamente inviti tutte le istituzioni a celebrare degnamente il 10 febbraio, incontra enormi e indicibili ostacoli.

Basta guardarsi intorno e vedere come, anche quest’anno, il Liceo di Cassano, al pari di molte altre scuole del circondario, sia muto e sordo alle grida di dolore degli italiani infoibati che meritano rispetto e riconoscimento per le torture e persecuzioni subite con l’aggravante di un oblio durato per oltre cinquant’anni; silenzio frutto di un vergognoso accordo fra i governanti degli anni cinquanta di Italia, Jugoslavia e altri paesi europei. Una voluta dimenticanza che sembra essere ancora vergognosamente attuale quando proprio le Istituzioni di ogni ordine e grado, rimangono indifferenti persino alle parole del Capo delle Stato Napolitano che, da uomo di sinistra, ha apertamente dichiarato che non è più il tempo di nascondere la verità. Neanche l’onestà intellettuale di Napolitano serve a far aprire occhi e orecchie per Governatori, Presidenti, Sindaci e amministratori? E presidi ed insegnanti ancora indifferenti, fino a quando potranno accampare la scusa che “quest’anno è ormai tardi, non facciamo in tempo ad inserire giorni” (ma ne basterebbe solo uno!) dedicati alla Storia delle Foibe?

Fortunatamente sono sempre più numerosi gli italiani che ricordano, nonostante i ricercati oblii di “intellettuali fortemente di parte” forse impauriti da verità dure e negative. Arriverà il tempo anche per chi oggi fa finta di non sapere o peggio manipola la Storia, che non si può più nascondere nè fermare.

Adesso molti ricordano!

Commenti 

 
#8 Outsider 2011-02-11 16:28
"Kosovaro" parli di strumentalizzazione?allora ti rispondo che il 27 gennaio è più strumentalizzato che mai...parli di "condivisione storica",quindi per te se non c'è sul libro di storia non vale?
Ci sono testimonianze sia da parte di italiani e jugoslavi,così per il 12 settembre barlettano che conoscono solo gli appassionati di storiografia bellica.
Cos'altro ti serve per farti apprezzare quell'evento?
Saluti.
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#7 Kosovo Polje 2011-02-11 14:19
la polemica di GIOVANIDEE (mica poi tanto giovani!) è strumentale e viene avvallata da una certa parte della giunta comunale cassanese. argomento la mia affermazione.perchè un'amministrazione locale o una minuscola quanto anonima associazione (culturale?politica?) ricordano proprio uno specifico episodio di rappresaglia e dimentica tutti gli altri? fossimo in venezia giulia avrebbe anche un senso ricordare un episodio locale piuttosto che uno distante ma vi ricordo che siamo in puglia, che la stragrande maggioranza dei nostri concittadini non sanno niente di foibe, confine orientale, sloveni, croati, istriani, dalmati, titini e via dicendo...perchè non vi preoccupate di commemorate ed onorare i nostri corregionali CIVILI barbaramente ammazzati a Barletta il 12 settembre 1943?perchè dobbiamo appropriarci di un pezzo di storia ancora molto dibattuto su cui non esiste un'interpretazione condivisa da tutti gli storiografi?
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#6 IRREDENTISTI 2011-02-11 12:36
la vendetta è un sentimento....non si puo' pensare di fare le vittime dopo che si è stati carnefici!!!
GIOVANIDEE, MA VECCHI SENTIMENTI.
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#5 Ex liceale non di sn 2011-02-11 09:50
per "VERGOGNA!"...è per questo che ho riportato le parole del Presidente della Repubblica!
Vedo molte persone che, credendo di "fare politica", si fregiano con i "propri martiri"...non hanno capito nulla!!!
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#4 VERGOGNA! 2011-02-10 23:26
IN QUESTO MODO IO PENSO CHE NON STATE RISPETTANDO NE LE VITTIME NE VOI STESSI.SEMBRA CHE ODIO E RANCORI NON SIANO ANCORA SUPERATI...VERGOGNA!
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#3 FALSA POLITICA 2011-02-10 21:33
Sia la shoah, sia le foibe sono due vicende atroci che riguardano crimini contro l'umanita', da ricordarle per evitare che riaccadano. Evocarle per scopi conflittuali o ancor peggio per leggittimare o giustificare l'una o l'altra delle vicende, a seconda della appartenenza politica, e' squallido.
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#2 Ex liceale non di sn 2011-02-10 16:10
«Bene coltivare la memoria...L'essenziale è non restare ostaggi degli eventi laceranti del passato. L'essenziale è, secondo le parole dello stesso presidente Turk, non far nascere ancora conflitti dai ricordi» ... giusto chiedere al liceo di ricordare, ma sappiamo che spesso le ricorrenze vengono usate, anche a livello locale, per STUPIDI contrasti pseudo-politici!
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#1 Outsider 2011-02-10 14:14
Dobbiamo ancora chiederci il perchè di tutta questa "ignoranza" in merito?
Troppo scomodo far ricordare eventi spiacevoli ed orrendi come questi alla popolazione italiana e non.
Viviamo,anzi vivono,con la convinzione che il partigiano sia il solo ed unico salvatore,il solo ed unico pulito ed innocente ma dietro la figura di questo elemento si nascondo orrori ed atrocità che sono continuate anche dopo la fine del Secondo conflitto bellico.Manca la voglia di ricercare e di sapere perchè anche queste sono pagine della nostra storia.
Inutile appellarsi a chi sa solo mettere in piazza il 27 gennaio.
Oggi 10 Febbraio 2011 io ricordo i caduti italiani e non in mano ai partigiani jugoslavi.
In ultimo mi complimento per l'articolo,concordo in pieno.
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