Venerdì 25 Maggio 2012
   
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ZULLO: IL MIO DISCORSO IDEALE AL PRIMO CONGRESSO NAZIONALE DEL PDL

Al Congresso fondativo del Partito del Popolo delle Libertà in corso a Roma, anche Cassano è presente con due rappresentanti: Ignazio Zullo, consigliere regionale de “La Puglia prima di tutto”, movimento pugliese che confluisce nel PdL e dunque membro di diritto della assise nazionale e Piero Guglielmo, delegato nazionale per il Partito Repubblicano Italiano.

Pubblichiamo di seguito l’intervento del consigliere Zullo al Congresso romano.

 

 

 

 

Presidente, care amiche e amici, nel prendere la parola, non mi riesce di nascondere l’emozione che sarà tiranna ma, se l’emozione potrà tradirmi, di contro mi sorregge l’orgoglio di essere con voi a questo primo congresso che dà vita al partito del popolo italiano, al Partito del Popolo della Libertà.

 

Come si può non essere orgogliosi di esser qui, dopo aver ascoltato gli interventi degli autorevoli esponenti di A.N.- dal quale badate bene non provengo per storia politica- domenica scorsa in questo stesso luogo e dopo aver ascoltato la telefonata del Presidente Berlusconi all’On.le Giovanardi in quel di Napoli, telefonata con la quale afferma che per noi la sacralità della vita e il rispetto della dignità della persona sono valori irrinunciabili.

 

Quale rispetto della dignità della persona è nelle gogne mediatiche delle intercettazioni orchestrate tra certa stampa e certi segmenti politicizzati della Giustizia,  quale nelle nostre carceri e quale nella nostra incapacità reale di fornire alla pena il valore di certezza e il fine della riabilitazione del condannato. Grazie, Ministro Alfano per il Suo lavoro.

 

Quale rispetto della dignità della persona può esserci in una Scuola e in un’Università, ostaggi della politicizzazione sinistroide della CGIL, figlie del sei o del diciotto politico di derivazione sessantottina che appiattisce e livella i nostri figli e i nostri giovani verso il basso, che chiude le porte al merito per spalancarle al bullismo. Grazie, Ministro Gelmini per la Sua passione.

 

Quale rispetto della dignità della persona incontra il cittadino quando si confronta con l’inefficienza della P.A., con gli sprechi di danaro pubblico nei rivoli delle mille consulenze finalizzate a mantenere rendite di posizioni per nullafacenti al servizio dei partiti della sinistra. Grazie, Ministro Brunetta, Lei è sulla strada giusta, una strada di libertà.

 

Siamo in un periodo di crisi economica mondiale e le crisi si possono affrontare non con le rigidità mentali ma con l’elasticità mentale, con l’intelligenza strategica e con le competenze. Sì, ha ragione il Presidente Fini quando vorrebbe sostituire il “libero mercato con il mercato in qualche modo regolato”. Ma prima delle regole, dobbiamo valorizzare il sistema delle relazioni, il concetto di solidarietà e di sussidiarietà, il fine ultimo dell’azione economica che non può che essere il bene comune.  Siamo in buone mani, mani che in questo campo han fatto i calli. Grazie, Ministro Tremonti con Lei risaliremo la china senza abbandonare gli ultimi, i deboli, quelle persone che sono spesso invisibili ai nostri occhi e ai nostri cuori perché non serve la ricchezza di pochi ma la stabilità di tutti.

 

Il Presidente Fini domenica scorsa ha lanciato un monito: Se si ha paura vuol dire che o non valgono niente le idee o non vale niente chi ha paura“.

Non abbiamo paura caro Presidente Fini perchè valiamo noi e valgono le nostre idée e siamo pronti con fierezza a praticarle nei nostri territori.

 

Vedete cari amici, vengo dal Sud, dalla Puglia, una Regione dove con un colpo di fulmine nasce l’amore per il Sud e si vorrebbe combattere una crociata contro il Nord in nome di un sepolcro che poi sacro non è perchè si è sacri quando si combattono le battaglie giuste non le proprie. Non crediamo negli amori che sfociano dalla rabbia e dalla delusione, non crediamo nei finti innamoramenti che portano alla contrapposizione tra Nord e Sud.

Crediamo nella qualità, nella concretezza della politica, nell’accrescimento delle sensibilità e delle competenze, nel legame forte con il territorio e con gli elettori e su questi valori deve giocarsi il confronto a tutto campo che non è tra Nord e Sud ma tra Stato e Regioni in uno Stato che si trasforma e si organizza in senso federale.

De Gregori in una nota canzone parlava dei poeti come brutte creature che ogni volta che parlano è una truffa. Immaginate quante truffe con Nicki Vendola per quei pugliesi, per fortuna pochi, che ancora aspettano la “Puglia migliore”.

Non può esserci il migliore per declamazione o per slogan; il migliore è nei fatti, nelle verifiche, nelle capacità strategiche.

Caro Ministro Fitto, grazie per esserci in Puglia. Lei è la nostra stella polare nel firmamento del cambiamento della politica e noi vogliamo essere promotori di cambiamento.

 

Il cambiamento però passa dalla vera inclusività del Partito del Popolo della Libertà.

Guai se immaginassimo il Partito degli italiani come il paradiso dove c'è San Pietro che decide chi entra, chi va in Purgatorio e chi va nelle Fiamme.

 

Immagino il PdL come un’area-sistema (non uno spazio recintato) all'interno della quale debbono incontrarsi con coerenza le diverse sensibilità ed identità che per affinità ideologiche si riconoscono negli stessi valori e negli stessi princìpi per sfociare in un processo di ibridazione delle identità funzionale al raggiungimento di obbiettivi condivisi. Senza giudici e senza censori ma con grande slancio di inclusività.

 

La grande coesione dei nostri leaders deve ispirarci nelle azioni sul territorio dove il buon senso, l’intelligenza, la capacità di perseguire obbiettivi strategici devono essere più grandi e più forti dei destini dei singoli, delle rendite di posizione, degli odi, dei rancori, degli orticelli e dei personalismi.

 

Abbiamo la necessità di fare squadra, di fare sistema, di sentirci popolo di libertà e perciò dobbiamo riconoscere e riconoscerci in un unico simbolo e in un unico leader: il simbolo del Popolo della Libertà e il Presidente Berlusconi.

 

Se ci riconosciamo in Berlusconi e nel Popolo della Libertà, non può essere che nelle competizioni elettorali amministrative comunali, sulla scheda, campeggi il simbolo del PD accanto al simbolo della Sinistra e dell’UDC e viene a mancare il simbolo del PdL sol perché non si è capaci di superare personalismi e divisioni tra i AN e FI e si compete con simboli di liste civiche quasi che la fierezza dell’appartenenza al PdL che mettiamo in campo nelle elezioni politiche ed europee possa venir meno nella rinuncia alla presentazione del simbolo del PdL alle comunali.

 

Cari amici e amiche, l’orgoglio per il PdL, nei comuni, deve accompagnarci sempre perché non è un vestito della festa da indossare nei momenti felici o quando ci fa più comodo pronti ad accantonarlo per essere in liste civiche in connubi innaturali, come accade nel mio paese, Cassano delle Murge, dove governano AN e DS da ormai 10 anni, e dove ci si appresta a “perseverare” nelle elezioni amministrative comunali del prossimo giugno.

 

L’orgoglio per il PdL è quello che abbiamo dentro e che pulsa nei nostri cuori nella buona e nella cattiva sorte e deve pulsare per il nostro simbolo che deve trovare onore e spazio in tutte le schede elettorali di tutti i Comuni se veramente vogliamo il PdL come il Partito del Popolo Italiano.

 

C’è bisogno però di completare il processo di semplificazione dei Partiti e di trasferire il modello elettorale per le politiche, beninteso con la preferenza, ai Comuni e alle Province attraverso la modifica del TUEL. E’ un compito che tocca a Voi parlamentari perché non possiamo continuare ad allestire liste e listerelle di appoggio alla PdL per vincere le elezioni amministrative svilendo il grande contenitore del PdL.

 

A noi consiglieri regionali tocca omogeneizzare le nostre leggi elettorali regionali.

 

Solo così potremo godere in ogni angolo della nostra Italia e in ogni tempo del “bene più grande che i cieli abbiano mai donato agli uomini: la libertà”.

 

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