Venerdì 25 Maggio 2012
   
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ZULLO: “SVELATI I LORO PIANI: LA MELA AVVELENATA È NELL’INDEBITAMENTO DEL NOSTRO COMUNE”

Tanti manifesti, tante chiacchiere, una bella mela rossa avvelenata come quella della strega di Biancaneve poi contraccambiata come il frutto del sudore e della fatica del contadino per poter sopprimere le contrarietà di tanti cassanesi che non hanno più l’anello al naso ed iniziano a riflettere.

E come la strega non potè sopprimere Biancaneve con quella mela, altrettanto loro con il loro diabolico perseverare non sopprimeranno la voglia dei cassanesi di cambiare e mandarli via affinchè meditino e capiscano cos’è il sudore e la fatica del contadino.

Ricomincia lo stesso film del 2003 quando deliberatamente non rispettarono il patto di stabilità ( eppure sono “forti, onesti e gentili”) per poter apparire con asfalti e marciapiedi non per tutti ma per chi si scappella e promette di votarli.

Oggi, promettono asfalti e marciapiedi per chi passa dalla stanza del delfino dopo quattro anni di assenza totale per i cittadini e di presenza per sé e per i propri amici. E come lo fanno? Indebitando ancor di più il Comune già inguaiato con la scommessa degli SWAP.

Perché, da grandi economisti dicono: bisogna mettere in circolo moneta per aiutare l’economia ( di una ditta che si aggiudicherà i lavori ) e per questo reperiamo la moneta indebitando il Comune (con i soldi delle nostre famiglie).

E qualche buon cementista in Consiglio Comunale dice che in tempi di crisi bisogna pagare stipendi anche per non far niente –“per coprire le buche scavate nella sabbia” -purchè si consumi ben sapendo che non paga gli stipendi con i propri soldi ma con quelli della collettività di un Paese come l’Italia che ha il più alto debito pubblico in Europa.

Questi nostri “forti, onesti e gentili” ben avrebbero potuto sostenere l’economia se avessero avuto l’accortezza di presentare nel periodo intercorrente tra l’Ottobre 2003 e l’Aprile 2004 progetti per il programma comunitario “Contratto di Quartiere II", cosa che han fatto Grumo retto da un Sindaco di R.C. e Acquaviva retto da un Sindaco di F.I.. Entrambi i Comuni hanno sottoscritto nel Settembre 2008 l’accordo per finanziamenti a fondo perduto per 5 milioni di €. Eppure loro, AN e DS, avrebbero avuto più chances!

Questi nostri “forti, onesti e gentili”, nel 2007, pur avendo impegnato la spesa ( soldi nostri ) di 10 mila €. per officiare un qualificato studio di progettazione barese per presentare progetti integrati di riqualificazione delle periferie attingendo a finanziamenti europei variabili da 2 a 3 milioni di €. non hanno presentato progetti.

E sapete perché? Perché dicono che si dovevano fare case popolari e che questi programmi creavano ulteriore ghettizzazione.

Non è così anzi, il contrario!E’ immaginabile che nel 2001 i Governi nazionali, nel recepire direttive europee, pensino ai ghetti?

 

Chiunque, anche navigando su Internet, può accedere alla verità! Il Contratto di Quartiere II prevedeva l’intervento in quartieri caratterizzati da diffuso degrado delle costruzioni e dell’ambiente urbano, da carenza di servizi e da un contesto di scarsa coesione sociale e di marcato disagio abitativo promuovendo la partecipazione degli abitanti alla definizione degli obiettivi ed era finalizzato propriamente ad incrementare, anche con il supporto di investimenti privati, la dotazione infrastrutturale oltre che a promuovere misure ed interventi per favorire l’occupazione e l’integrazione sociale. Era consentito l’inserimento nel canale finanziario dell’edilizia sperimentale per consentire di sostenere sia innovazioni costruttive (bioarchitettura ed ecologia urbana, risparmio delle risorse e miglioramento della qualità ambientale) sia di finanziare una serie di attività  di ricerca e monitoraggio volte a migliorare le scelte progettuali ed a confrontarle con i soggetti che partecipano al programma (es. attivazione di laboratori per l’ascolto delle comunità locali, studio e definizione di strumenti di indirizzo e controllo della qualità spaziale del progetto, studio e realizzazione di spazi urbani esemplari per la qualità morfologica e architettonica e per innovative forme di spazio urbano per concezione e identità).

 

I PIRP, vedasi BUR n° 81 del 29/06/2006, avevano il fine della rigenerazione urbana con riguardo alla residenza e alle infrastrutture e, nella prima fase potevano interessare non solo come loro dicono la 167 ma anche il Centro Storico e i borghi extraurbani.

E ci dicono: ma come facciamo noi a migliorare le strade? Con quali soldi?

Semplice: non diano soldi a qualche signorina romana, non diano soldi per le ditte che devono curare la veste grafica del Pellicano pre-elettorale, potevano risparmiarsi i soldi del sito web e per l’addetto stampa, potrebbero raffreddare i conflitti con i cittadini attraverso un maggiore coinvolgimento e ascolto al fine di limitare la spesa per gli avvocati, potrebbero limitare il ricorso a consulenti esterni e primo fra tutti il ricorso ad un architetto cognato del capo del partito officiato per progettare la distribuzione degli spazi al I° piano del Comune come se il nostro Ufficio Tecnico non ne avesse le capacità e il tempo, nonostante l’integrazione in quell’Ufficio con un altro ingegniere.

Ma a loro cosa importa della crescita collettiva di Cassano? Loro fanno tutto per sé stessi, per gli amici e per chi promette di votarli. E i soldi? Fanno i debiti a carico di tutti i cittadini.

Ecco le ragioni della nostra profonda contrarietà a questo sistema di tirannìa. Siamo preoccupati per il futuro di Cassano. Guai se questi dovessero perseverare, sarebbe la fine. Allora sì faremmo bene a trasferirci in altro Comune dandola vinta al tiranno e alle sue schedature.

Cambiare, sì possiamo!

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