Venerdì 25 Maggio 2012
   
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ZULLO: LA VITA È UN DONO INDISPONIBILE E INSOPPRIMIBILE. LO ERA ANCHE PER ELUANA

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Sulla vicenda di Eluana Englaro, riceviamo e pubblichiamo una riflessione del consigliere regionale Ignazio Zullo.

 

Il dono della vita non appartiene a noi stessi né a un genitore ma è patrimonio dell’umanità intera ed è come tale indisponibile ed insopprimibile perchè, come nel caso di Eluana, viene meno la relazionalità fisica e cognitiva ma non la sfera delle emozioni.

Sopprimendo Eluana si è voluto tranciare il rapporto emozionale tra Lei e il mondo intero e, purtroppo per coloro che ne hanno determinato la morte, la vita è fatta anche di emozioni. Pensate se Eluana non ci fosse stata, le sue sofferenze non sarebbero mai state visibili ai nostri occhi, ai nostri cuori e alle nostre coscienze. Pensate alle emozioni che Eluana ha provato in tutti questi anni di sofferenza e, soprattutto, negli ultimi giorni di della sua vita avviata alla morte proprio da coloro che operano come “professionisti della vita”.

Sono orgoglioso di aver aderito al progetto politico del Popolo della Libertà e, con chi condivide il culto e l’amore per la vita dal concepimento alla morte naturale, voglio combattere le battaglie che attengono alle dignità e ai diritti fondamentali delle persone quotidianamente violati.

Una di queste è certamente tutto ciò che riguarda l’accanimento terapeutico che non sempre si coniuga ad un cinismo medico ma molto spesso è frutto di un Sistema Sanitario e Socio-Assistenziale incapace di rispondere ai reali bisogni che derivano dalla disabilità, dalla perdita dell’autosufficienza, dagli stati di vita terminale.

Un sistema che non riesce a comprendere che in molti casi, come nel caso di Eluana, "il più" nel senso di interventismo terapeutico, di innovazione tecnologica e di investimento economico - non coincide sempre con "il meglio" perché non sono in nome della volontà soggettiva della persona di conservare la dignità umana anche nella fase terminale della vita. Se "il più" non equivale al meglio, analogamente, "il meno" non corrisponde necessariamente al peggio: molti pazienti ricercano benefici in termini di supporto relazionale, supporto psicologico e spirituale e di inserimento sociale. E se siamo arrivati alla TAC, alla RMN, alla chirurgia robotica ecc.. ecc..nel contempo ci siamo fatti sfuggire di mano il senso umano del servizio e della cura.

E forse è questo che portava Beppino, che abbraccio idealmente accomunandomi al suo dolore, a dire “questa vita non può continuare”.

 

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