"Decreto sicurezza": cosa ne pensano il Pd e PinC

decreto sicurezza copy

Nei giorni scorsi si è aperto un dibattito, su queste pagine, sulle ricadute sul nostro territorio del cosiddetto "decreto sicurezza", con la presa di posizione della Sindaca Maria Pia Di Medio: la prima cittadina cassanese diceva, in sostanza, che il "decreto" così com'è stato scritto non va perchè non si fa altro che aumentare il numero di persone che arrivano da Paesi extraeuropei le quali invece di essere accolte e integrate si trovano dinanzi a molti altri problemi, le cui responsabilità spesso ricadono sulle comunità locali.

L'argomento ha interessato molti lettori e dunque ci siamo spinti a chiedere la loro posizione sull'argomento alle forze politiche locali: i tre gruppi di opposizione ("Prima Vera Cassano", "Siamo Cassano" e "Più Cassano"), il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e Progetto in Comune nonchè al Consigliere regionale Ignazio Zullo.

Non tutti, purtroppo, hanno risposto al nostro invito: solo il Pd cassanese e PinC ci hanno fatto pervenire le loro idee in merito. Evidentemente le altre forze politiche non sono interessate all'argomento....chissà...

Ecco, dunque, le posizioni del Pd e di Progetto in Comune.

 

PARTITO DEMOCRATICO - CIRCOLO DI CASSANO DELLE MURGE

 

 

NO AL DECRETO SALVINI: MENO DIRITTI, PIU' INSICUREZZA

Già da tempo avevamo percepito che quanto stava accadendo nei palazzi del governo, e a cascata nella società, era fortemente orientato a logiche di discriminazione, di esclusione ai limiti del razzismo. La visita dello scorso Giugno allo SPRAR di Cassano di una delegazione del nostro partito voleva mettere l’accento proprio su quei sintomi.

Il Decreto Sicurezza, che in realtà crea solo più insicurezza, è l’articolazione normativa di quella scientifica strategia di parlare alla pancia del paese, creare paure e fantasmi che inibiscano la capacità di razionalizzare ed affrontare i problemi in maniera fredda e lucida.

Che i flussi migratori siano un  problema è sotto gli occhi di tutti, ma pensare di risolvere tutto con la semplice equazione: migrante = invasore, terrorista, spacciatore, stupratore, è utile solo a chi alimenta queste paure, a chi interessa solo battere cassa dal punto di vista elettorale.

Un approccio più razionale è quello di analizzare le cause del problema e intervenire, governare il fenomeno, condividerlo nei contesti giusti e non utilizzare naufraghi, perché questo sono gli uomini, le donne e i bambini salvati in mare, come arma di ricatto nei confronti delle altre nazioni europee.

Il DL Sicurezza è un gravissimo attacco ai principi costituzionali (art.10) di solidarietà e uguaglianza prima di tutto perché è irragionevole.

Gli effetti collaterali sono evidenti, ma la cosa grave è che la maggioranza dell’opinione pubblica non riesce a vederli, ad approfondire, ad analizzare. 

Smantellare il sistema di accoglienza diffuso gestito dagli enti locali, come lo SPRAR, a favore dei centri di accoglienza straordinari gestiti dalle prefetture, i CAS, abrogare l'istituto del permesso di soggiorno per motivi umanitari, significa far venire meno progetti e percorsi di inserimento e di integrazione,  che molto spesso hanno dato buoni risultati e consentito a minori e a soggetti vulnerabili di non essere spinti ai margini della società o correre il rischio di far cadere in una condizione di irregolarità migliaia di stranieri, tra cui molti neo maggiorenni. Invece è più facile dire che si regalano 35 euro agli stranieri invece che agli italiani, che tutte le cooperative che sono impegnate nell’assistenza ai migranti si arricchiscono, semplicistico e riduttivo.

I dati veri sono altri, in nome di una sicurezza sbandierata ma finta come le promesse di Salvini e Di Maio, si prospetta un inasprimento della disciplina del soggiorno, che aumenterà la propensione all'illegalità e renderà più fragile la coesione sociale anche per le famiglie italiane.

Questi effetti deleteri sono evidenti già oggi, quanto accaduto a Castelnuovo di Porto è un esempio. Siamo proprio certi che mettere i migranti per strada è più sicuro che assisterli in un percorso di integrazione?

Siamo così convinti e abbiamo tutti gli elementi per valutare effettivamente quanto sia utile allungare i tempi di trattenimento? Il decreto aumenta il tempo massimo nel quale gli stranieri possono essere “trattenuti” (cioè obbligati a rimanere) nei Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR) da 90 a 180 giorni. Per effettuare più rapidamente i rimpatri, il decreto stabilisce anche un moderato incremento di fondi: 3,5 milioni di euro in tre anni. Calcolando che un rimpatrio costa, a seconda delle stime, tra i 4 e i 10 mila euro in media, significa che queste risorse aggiuntive permetteranno al massimo di effettuare 875 rimpatri in più nell’arco di tre anni.

Per non parlare del fatto che questa disposizione sia di dubbia legittimità perché l'istituto della revoca della cittadinanza contrasta con alcuni principi fondamentali dello Stato costituzionale contemporaneo, a partire dal principio di uguaglianza di fronte alla legge, e finisce con il consolidare e rafforzare una concezione di tipo naturale o etnico della cittadinanza.

Con il Decreto Sicurezza il numero di stranieri irregolari nel 2020 aumenterà e a dirlo è lo stesso Ministero dell’Interno.

1

In un articolo del Post.it, Alberto Sinigallia, presidente della onlus Progetto Arca, che a Milano gestisce diversi centri fra cui due CAS da un centinaio di persone racconta: «Molti casi non possono essere lasciati per strada», racconta. «Nei nostri centri ci sono ragazze, alcune anche minorenni, vittime di violenze in Libia che sono rimaste incinte e hanno deciso di tenere i figli». Il percorso che si sta cercando di fare con loro è molto delicato, spiega Sinigallia, come quello degli ospiti a cui sono state diagnosticate malattie psichiatriche. Molti di loro hanno il permesso umanitario e rischiano di finire per strada, nonostante abbiano dei problemi «che non possono essere gestiti per strada o nei dormitori comunali».

Le norme del Decreto sono irragionevoli, del tutto inutili, e non assicurano maggiore legalità e sicurezza.

Pd Cassano delle Murge

 

 

 

PROGETTO IN COMUNE

"ll tema - scrive il gruppo - è di nostro interesse ed è oggetto delle nostre discussioni da tempo, tuttavia vista la complessità dell'argomento ci   riserviamo di approfondire la discussione interna fino al momento in cui non sarà matura per essere portata all'esterno.

Nello specifico della posizione del nostro Sindaco, riteniamo che sia  utile che abbia espresso il proprio pensiero ma sarebbe ancora più   utile se lo rendesse concreto attraverso l'impegno come assessore alle  politiche sociali, scolastiche e alle attività per la salute e lo sport".