Martedì 29 Settembre 2020
   
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Donne e legge elettorale: "brutta pagina"

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“La presenza delle donne in politica e negli organismi decisionali delle amministrazioni non è necessaria ma indispensabile: essa completa il quadro “naturale” di quella che è la società, composta appunto da uomini e donne”: è lo snodo essenziale proposto da Francesca Pietroforte, Presidente del Consiglio Comunale di Acquaviva delle Fonti e neo Assessore nel Consiglio Metropolitano di Bari su cui si sono trovati d’accordo i relatori dell’incontro di ieri sera proposto dal Pd cassanese sul tema “Il Partito Democratico e le donne: vera opportunità?”, presso la Biblioteca Civica di Cassano.

Donne in politica, dunque, come naturale completamento degli individui e delle persone ma che spesso la politica stessa (o perlomeno gli uomini che la costruiscono) fa fatica a digerire: i numeri snocciolati nel corso del dibattito da Domenica Busto, referente della Conferenza donne del Pd di Cassano e moderatrice dell’incontro, sono impietosi e seppure non mancano i progressi (“nel Parlamento italiano, dal 1948 ad oggi la presenza femminile è cresciuta dal 7% al 20% di media”) si è ancora lontani dall’avere una costante e significativa presenza di donne a livelli di pubblica amministrazione e politica.

“Il Consiglio Regionale Pugliese – ha ribadito l’Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Cassano, Enza Battistaè 18° in Italia per presenza di donne fra i banchi di via Capruzzi”.

La legge che avrebbe forse permesso un avanzamento nella classifica, centro del dibattito, è stata infatti affossata da una maggioranza bi-partisan l’altra settimana.

Teresa Zaccaria, portavoce della Conferenza delle donne del Pd Bari ha ricostruito per sommi capi quel che è avvenuto in Consiglio Regionale: “Sapevamo che la legge non sarebbe passata perché non aveva i numeri – ha detto la Zaccaria – ma non in quella maniera, con una manfrina studiata “ad hoc” e con voto segreto proposto dalla destra a cui hanno dato l’appoggio quindici consiglieri del centrosinistra”.

Per la rappresentante del Pd, infatti, mentre il centrodestra si è detto da sempre, esplicitamente, contrario alla presenza obbligatoria in lista del 50% di candidati donne, il centrosinistra e molti consiglieri del Pd in particolare non hanno avuto neppure il coraggio di dirlo a viso aperto ma hanno atteso il voto segreto per farlo.

“Io sarei drastico e non ricandiderei nessuno dei consiglieri del Pd che hanno votato a favore” aveva detto nel suo discorso di saluto il Segretario cittadino del Pd, Davide Pignatale ammettendo che “in politica, poi, spesso si seguono altre strade”.

Critiche, infatti, sono state rivolte allo stesso segretario del Pd regionale e candidato a Governatore, Michele Emiliano: d’impeto, contrariato dalla votazione in aula, ha non solo proposto ma anche nominato tutte donne le capolista del Pd nelle province “quando – ha detto la Zaccaria -  avevamo concordato che la Conferenza avrebbe presentato una rosa di nomi fra cui scegliere”. Invece ha fatto tutto lui e “il partito non mancherà di far sentire la sua voce in merito, nei prossimi giorni” ha detto la Zaccaria.

Anche il Capogruppo regionale di Forza Italia, “il vostro concittadino Ignazio Zullo”, ha detto la Zaccaria è finito nel mirino delle critiche: “una maschera di Pulcinella” ha detto qualcuno fra gli intervenuti nel pubblico, “di cui non siamo, come cassanesi, orgogliosi” di questa persona, che ha cavillato e giocato coi tecnicismi che alla fine hanno fatto il gioco del centrodestra ed al quale molti consiglieri del Pd non hanno né saputo né voluto sottrarsi.

Come uscirne, dunque? Che fare dinanzi ad una legge regionale oramai approvata e che porterà ad un Consiglio quasi completamente maschile?

Cultura, conoscenza e informazione sono le tre chiavi per continuare a cambiare la società. Rosanna Di Corato, del Direttivo del Pd di Cassano ha sottolineato come “già dalla scuola sia necessario educare alle differenze di genere, parlare di una vera e proprio cultura delle differenze che deve passare attraverso i libri ma anche dai comportamenti in  famiglia con linguaggio corretto e rispettoso delle differenze”.

Una cultura che deve coinvolgere anche gli ambienti di lavoro, ha spiegato Vera Guelfi, Responsabile del Centro Ascolto mobbing della Uil: “il lavoro nero, le mansioni di cura delle persone, spesso sono l’anticamera della sopraffazione, dello stalking soprattutto nei confronti delle donne ma anche i nuovi contratti di lavoro permettono di assistere a preoccupanti situazioni di mobbing verticale (fra superiore e dipendente) e orizzontale (fra dipendenti stessi) di cui le prime vittime sono le donne; le quali non devono avere paura di coinvolgere – secondo la Guelfi – gli stessi uomini nelle battaglie che le riguardano e che puntano ad avere gli stessi diritti”.

D’altra parte, riprendendo i numerosi attestati nei confronti di Cassano da parte di Teresa Zaccaria, proprio nel nostro paese sono anni che diverse donne siedono in Consiglio Comunale e occupano posti di responsabilità in Giunta o più in generale nella pubblica amministrazione, segno di una società, quella cassanese, aperta e moderna, che guarda alle democrazie più avanzate e non  “troglodita” come il Consiglio Regionale.

La “pagina nera” della politica regionale, come l’ha definita Domenica Busto, non è, dunque, che uno dei tanti capitoli che nella vita sociale e politica le donne si trovano ad affrontare quotidianamente poiché “la vera parità, che per me è insita nel mio essere e nel mio lavoro quotidiano,  sa sarà ottenuta quando dibattiti come questo di stasera non avranno più modo di esserci perché la parità fra uomini e donne si sarà davvero ottenuta” ha detto il sindaco Vito Lionetti.

 

 

Commenti  

 
#7 mamma 2015-03-12 13:51
mmmm
 
 
#6 lucciola 2015-03-12 13:51
la parità di genere è servita alla de grandi per accaparrarsi voti alle comunali snza darne ai maschietti. furba e!
 
 
#5 U2 2015-03-11 21:03
voterete alla regione quello che vi diranno di votare
 
 
#4 cassanese70 2015-03-11 15:09
La faccenda dalla parità di genere è diventata ormai solo ed ESCLUSIVAMENTE un fatto politico. Cosa vogliono queste donne dalla politica? Chi vi impedisce di candidarvi? Avete bisogno del consenso maschile? Avete bisogno di una leggere elettorale ad hoc? Pare di si. Comunque, parlando di cultura: e la De Grandi? Grande assente. Già, c'era la Busto. Delle due, una.
 
 
#3 m.carucci-acquaviva 2015-03-11 12:29
La componente femminile è indispensabile alla politica, ma la questione non si sposta di un millimetro: la nomenklatura pugliese del PD (cioè quelli che decidono, non quelli che discutono) è contraria al principio di parità, specie quando diminuisce il numero dei consiglieri regionali.
 
 
#2 lellolabarile 2015-03-11 09:59
e a Massarosa come si comportano in Consiglio ? Giusto per sapere
 
 
#1 musica 2015-03-11 09:07
Se la cantano e se la suonano sempre tra loro!!! Ma che c.... sciat achiannn!!!
 

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