Bilancio 2014: la presentazione ai cittadini

Pignatale piccola

Poche previsioni e molte certezze nel Bilancio 2014 presentato ieri sera in piazza Moro dall’amministrazione Lionetti, alla prima assoluta con il principale atto politico-contabile dal suo insediamento.

A fine settembre è infatti ridicolo parlare di previsioni di spesa e di programmazione ma i continui tagli, rimaneggiamenti, leggi di spesa che arrivano da Roma hanno obbligato gli enti locali, negli ultimi anni, ad andare contro ogni logica.

Assente il sindaco Vito Lionetti, convalescente dopo un piccolo intervento chirurgico, sul palco c’è la maggioranza espressa dalla lista “Rinascita”, dinanzi ad una platea di un centinaio di persone, mano a mano andate via anche per le basse temperature.

Prima il capogruppo Simeone Paparella poi il vicesindaco Davide Del Re introducono la serata parlando di “Bilancio condizionato dalle scelte della passata amministrazione e del governo nazionale e dunque non completamente nostro, con tagli che arrivano a 800mila euro. Ma il faro della nostra lista era l’equità e lo sarà sempre ovvero chi più ha, più paghi”.

Il vicesindaco parla anche di scelte obbligate come il ritiro dal contenzioso con la Regione Puglia per quel che riguarda il progetto “Lame”: “il finanziamento di 4 milioni di euro era di fatto perso e ora stiamo disperatamente tentando di recuperarlo per mettere in scurezza la città dal punto di vista idraulico”.

Del Re parla poi di progetti e iniziative - quali il fotovoltaico presso la Scuola Elementare di via Convento e i Rappresentanti di Quartiere - che in questi primi 100 giorni di governo stanno caratterizzando l’amministrazione, impegnata anche nella riorganizzazione della macchina amministrativa e il miglioramento di alcuni servizi quale quello della nettezza urbana.

Tocca quindi all’assessore al Bilancio Davide Pignatale (nella foto) spiegare le scelte dell’amministrazione “di un Bilancio che non è ancora quello che noi vorremmo ovvero partecipato dai cittadini ed a cui si comincerà a lavorare già dal mese prossimo”.

L’assessore, poi, non nega che la rigidità del documento contabile è quasi assoluta (poche centinaia di migliaia di euro si possono effettivamente decidere come e dove spendere) fatta, cioè, di spese quali il personale, il servizio rifiuti, i mutui e le somme che lo Stato obbliga a mettere da parte.

“Abbiamo scelto di cominciare a mettere a sicuro il Comune – ha detto Pignatale – dai contenziosi che abbiamo trovato, risalenti anche alle precedenti amministrazioni quali gli Swap, la Circonvallazione, una causa con la Asl che si trascina dal 1998, l’AQP, la ditta di smaltimento rifiuti e via di seguito”.

Non sono poi mancate le stilettate nei confronti dell’amministrazione Di Medio che pur senza essere mai citata esplicitamente è salita sul banco degli “imputati”. A proposito dell’avanzo di gestione di 800mila euro ereditato, per Pignatale “di fatto non esiste: si tratta di somme bloccate per far fronte a contenziosi o a obblighi di legge e la restante parte è stata impiegata per coprire debiti fuori bilancio”.

Per quel che riguarda i “numeri”, oltre quelli già sviluppati e di cui abbiamo già parlato (leggi qui e qui) Pignatale ha spiegato la nuova tassa sui rifiuti, la Tari che assorbirà per intero il costo del servizio e che quest’anno farà entrare nelle casse del Comune circa 2.329.000 euro a cui si aggiungeranno 160mila euro provenienti dalla vendita dei prodotti della raccolta differenziata e 292mila euro quali somme residue della Tarsu per un totale di 2.781.000 euro.

A tale proposito, un cittadino presente fra il pubblico, il sig. Lorenzo Fiore ha chiesto conto di questa enormità di soldi che entrano nelle casse comunali rispetto allo scorso anno (cioè + 879mila euro) e sia Del Re che Pignatale hanno parlato di “nuova tariffazione e modulazione delle spese derivante dalla Tari”, non entrando nello specifico e probabilmente rinviando tutto al prossimo consiglio comunale di lunedì.

Sempre a proposito di rifiuti, grazie alla nuova tariffazione, ha detto l’assessore al Bilancio “le imprese della zona industriale pagheranno, all’anno, circa 1000 euro in meno, le attività commerciali e artigianali circa 62 euro in meno e per le famiglie la variazione rispetto allo scorso anno sarà minima se non nulla: in sostanza circa 4500 utenze sulle 8000 che Cassano conta, pagheranno meno rispetto all’anno scorso col sistema Tarsu”.

Anche in questo caso si tratta di affermazioni che troveranno spiegazione nel prossimo consiglio comunale perché stando alle tabelle ed ai coefficienti approvati dalla Giunta Comunale proprio in merito alla Tari, le cose non sembrano essere proprio così.

L’assessore Pignatale ha poi fatto appello a tutti i cittadini affinchè paghino le tasse e lo facciano per intero: quella sacca di evasione “che noi calcoliamo, sui rifiuti, ad esempio, di circa il 5%, potrebbe dare un gettito di circa 100mila euro che allieverebbe altre situazioni”.