Addio alla Provincia di Bari: arriva la Città Metropolitana

palazzo della provincia di bari

 

Tra i "dubbi" sulla futura città metropolitana e la convinzione "che si sarebbero dovute riformare prima le Regioni", il presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli (a capo di un movimento che si colloca nel centrodestra), "prende atto della volontà del legislatore" e ha tenuto lunedì 23 giugno l’ultima seduta consiliare con cui l'Ente chiude dopo una storia lunga 153 anni.

Si è sciolto, dunque, il Consiglio provinciale barese, mentre restano in carica, a titolo gratuito, presidente e 12 assessori fino al prossimo 31 dicembre.

Il tempo necessario a scrivere lo Statuto per la città metropolitana che prenderà vita dal 1° gennaio 2015, insieme con il neosindaco di Bari, Antonio Decaro.

Il presidente della Provincia pur non condividendo l’idea di città metropolitana, ha assicurato che "collaborerà con Decaro" alla sua nascita. Piuttosto che chiudere le Province per risparmiare, Schittulli avrebbe "riformato prima le Regioni perchè è lì – ha detto – che si annidano gli sprechi"; ed è "da quando ci sono le Regioni - sottolinea – che è aumentato il debito pubblico".

Che cosa succede adesso?

Le competenze provinciali vengono trasferite alle Regioni e ai Comuni. Si fa eccezione per le competenze di edilizia scolastica, della pianificazione dei trasporti, della tutela dell’ambiente: funzioni che rimarranno alle Province (fino a quando queste non verranno completamente abolite con la riforma del Titolo V). 

Gli attuali dipendenti delle Province andranno dove vanno le funzioni. Chi in Regione, chi in Comune e chi resterà nella propria amministrazione, in riferimento all’attività svolta.

I dipendenti manterranno la retribuzione che avevano e anche l’anzianità di servizio.

Che cosa ci sarà al posto delle Province? 

I consigli provinciali vengono trasformati in assemblee dei sindaci. Si prevede poi l’istituzione delle Città metropolitane, a partire dal 1 gennaio del 2015. A guidare le Città metropolitane sarà un sindaco metropolitano che, a differenza dei presidenti delle nuove Province, potrà anche essere eletto, ma solo previa istituzione di un’apposita legge. In alternativa il sindaco metropolitano coinciderà con il sindaco della principale città e non percepirà indennità aggiuntive per l’ulteriore incarico. Nel nostro caso, dunque, si tratterà di Decaro, sindaco di Bari.

Ci saranno anche i consiglieri nelle Città metropolitane. Il loro numero è variabile a seconda della popolazione, da 14 a 24. Il consigliere metropolitano è un organo elettivo di secondo grado e dura in carica cinque anni. Secondo la legge anche l’incarico di consigliere metropolitano è svolto a titolo gratuito.