Venerdì 25 Maggio 2012
   
Text Size
banner-sondaggio

IL “MISTERO” DEL PDL CASSANESE

logo_pdl.jpg

Pasqua è il tempo dei Misteri. Intesi come qualcosa che non si conosce ma soprattutto che non si comprende, guardando e giudicando con criteri tutti e solo umani.

Fatte le debite proporzioni e sperando che nessuno si offenda, vogliamo riflettere  – a proposito di Misteri – su quanto sta accadendo al PdL cassanese.

Le polemiche che hanno fatto seguito all’incontro al Cinema “Vittoria” da parte di Alleanza Nazionale secondo cui questa testata avrebbe sbagliato i titoli, enfatizzato una riunione fra amici, calcato la mano su un normalissimo incontro fatto passare come “evento” ci hanno fatto riflettere e adesso, a bocce ferme e in attesa che dopo Pasqua riprenda appieno l’attività politica anche locale, vogliamo capire e far capire quanto è successo.

Dopo lo scioglimento di Alleanza Nazionale del 22 marzo scorso e il suo conseguente confluire nel Pdl e dopo il Congresso fondativo del Partito della Libertà la settimana successiva a Roma, tutto sembrava cosa fatta.

Ed è così, in effetti. Dappertutto. Tranne che a Cassano.

Eh sì, perché evidentemente Cassano vive una condizione “speciale”, una sorta di extraterritorialità tanto che c’è da chiedersi se il nostro paese faccia ancora parte dello Stivale o se non si sia spostato in qualche Paese in via di Sviluppo, tipo Africa o America Latina.

Quello che è normale, lecito, fluido in altri comuni, da noi diventa un affare di Stato, una operazione dai mille distinguo. Ma alla fine le domande si raccolgono in poche parole: se Cassano è in Italia vuol dire che i vertici nazionali di AN vorrebbero che anche a Cassano AN confluisca nel PdL. E, per confluire nel PdL, c’é bisogno che venga qualcuno dal cielo per mettere insieme in una fusione a freddo oppure è un riunirsi sotto gli stessi ideali perchè spinti da pulsioni derivanti dal riconoscersi nei valori e nei principi del PdL e nel percorso dei leaders?

In altre parole: perché AN e il suo presidente De Candia dicono che dovranno essere le segreterie provinciali di Bari a decidere sul PdL cassanese? Perché si parla di decisioni che attendono di essere prese da Bari? Ma non era, questo, un Popolo delle Libertà che viaggia verso il 51% dei consensi e che non ha bisogno di crismi ufficiali per radunarsi, emozionarsi, sentire?

“Il PdL siamo noi” dice in una intervista il vicesindaco Santorsola. Sì, ma noi chi? Solo AN, anzi solo una parte di AN? E il popolo di Forza Italia? E i Circoli della Libertà? E il Pri? Tutti fuori.

Il mistero si infittisce.

Perché a ben guardare, chi parla – ovvero gli organi dirigenziali di AN – dice delle cose ma poi ne fa altre. Ovvero: se sono davvero loro il PdL, perchè continuano a presentarsi con il simbolo di una lista civica? Entrino nel PdL, si presentino con quel simbolo, dichiarino in Consiglio Comunale di appartenere al PdL. O no?

Se sono loro il PdL, anzichè “confermare” la lista civica, dovrebbero avere a cuore il simbolo del PdL. O no?

I tiranni hanno sempre voluto omologare al proprio credo i sentimenti della gente, chi è per la libertà ha il dovere di consentire la libera espressione dell’animo umano e del suo sentire, da qualunque parte essa provenga e verso qualunque direzione vada.

Cassano con chi sta: con i tiranni o con la libertà?

 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI