È datata 18 marzo la lettera con cui il dott. Franco Caccuri, Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’ Elia Domus s.r.l, società che gestisce la struttura di Riabilitazione Pierantonio Frangi di Acquaviva, annuncia la riapertura delle procedure di cassa integrazione in deroga.
La lettera, notificata oggi e indirizzata al Presidente della Regione Vendola, agli Assessori Fiore e Gentile, alla A.S.L. BA, all’A.I.O.P. e a tutte le sigle sindacali, mira a riportare alle cronache l’annosa questione che sta affliggendo la sanità privata.
Infatti, ricordando il percoso svolto in questi mesi, il centro Frangi chiedeva la conferma, per il 2010, dello stesso tetto di spesa del 2009, ma, avendo la Regione Puglia disatteso tale impegno e ridotto il tetto di spesa 2010 di € 1.070.000.00, aveva fatto partire la procedure di cassa integrazione in deroga.
Il 2 novembre 2010 l’Assessore alle Politiche della salute Fiore e l’Assessore al Welfare Gentile si impegnavano ad incrementare il tetto di spesa 2011 attingendo risorse alla quota per le strutture extra regione e destinarle all’attività di riabilitazione domiciliare per garantire il livello occupazionale.
Dopo tale impegno il dott. Caccuri aveva deciso di revocare le procedure di cassa integrazione in deroga riportando la situazione alla normalità e le proteste dei dipendenti in ritirata.
Dopo alcuni mesi, la Regione Puglia e la A.S.L. BA però non hanno, non solo, risolto la questione ma hanno comunicato che non sarà possibile mantenere l’impegno preso nella riunione del 2 novembre scorso.
È con questa motivazione che il dott. Caccuri annuncia la riapertura delle procedure di cassa integrazione “si determinano gravi problemi di natura economico-finanziaria, appesantite ulteriormente dalle disposizioni di recente emanazione contenute nel Regolamento Regionale n. 16 per la riabilitazione domiciliare, che influiranno pesantemente sull’organizzazione aziendale e di conseguenza sui livelli occupazionali”.
Il Regolamento Regionale, a cui ci si riferisce sopra, riguarda l’istituzione, da parte della Regione, di un Centro, chiamato UVAR Assistenza Riabilitativa, cioè un ente abilitato alla gestione e allo smistamento dei pazienti che necessitano di prestazione domiciliare.
Questo centro smista i pazienti a seconda della struttura più libera. Da una parte questa operazione abbatte le liste d’attesa per i pazienti, ma dall’altra non permette alle strutture che svolgono questo servizio attraverso i loro terapisti (come la società Elia Domus s.r.l), di riuscire a gestire numericamente le prestazioni, infatti non è calcolabile l’andamento, né la mole di lavoro che l’UVAR affiderà ad ogni struttura.
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Commenti
Inoltre l'applicazione dell'art. 5 del regolamento regionale 16/2010 relativo all'assistenza riabilitativa domiciliare, fatti salvi i ricorsi amministrativi in corso di definizione, in linea di principio dovrebbe indirizzare i pazienti dapprima alle strutture private intra-aziendali quindi a quelle extra-provinciali.
E' pertanto evidente che il testo della lettera citata contiene molte imprecisioni.
Cordiali saluti.