Venerdì 25 Maggio 2012
   
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OLIVICOLTURA, TROPPO OBSOLETI I NOSTRI METODI

raccolta_olive

Il mercato olivicolo, ancor prima della sua apertura, mostra già un andamento dei prezzi su un profilo basso, pari a 35,00 € al quintale, che risultano essere poco remunerativi per gli agricoltori a fronte di costi di gestioni sempre più alti (contributi, costi di gestione, ecc).

E’ bene porsi delle domande. Ma i nostri oliveti, a basso imput agronomico, sono veramente remunerativi (indipendentemente dal prezzo)? È mai possibile che una coltura che viene considerata da industria possa essere raccolta ancora a mano o con mezzi rudimentali? E l’alternanza di produzione, tipica dei nostri oliveti?

La maggior parte dei nostri impianti sono di tipo estensivo con sesti molto ampi (anche 12x12 m) che andrebbero rinfoltiti con un sesto 6 x 6 m ed in irriguo. Infatti, un impianto ex-novo con un investimento unitario inferiore a 300 piante/ettaro comporta un maggior accrescimento vegetativo ed una maggiore fase improduttiva iniziale al contrario di un impianto intensivo con un investimento unitario almeno di 400 piante/ettaro, per non parlare poi del superintensivo importato dalla Spagna. L’80% della superficie ad olivo pugliese è rappresentata dal sistema tradizionale o estensivo in asciutto, con olivi consociati con vite o altre colture, con potature difficili e pericolose, caratterizzato da un elevato fabbisogno in manodopera sommato ad un elevato costo del lavoro umano, che comporta infine una bassa redditività.

Un importante fattore da considerare è il metodo di raccolta. Di seguito viene ripirtata l’efficienza produttiva di alcuni metodi di raccolta:

Metodo raccolta

Eff.produttiva Kg/h/operaio

Brucatura

15-20 Kg/h/operaio

Pettinatrice meccanica

60-100 Kg/h/operaio

Scuotitore a ombrello rovescio

100-200 kg/h/operaio

Appare ovvio che c’è un enorme differenza tra i diversi metodi, considerando che l’olivo da olio va considerato come una coltura da industria che va raccolta meccanicamente. È risaputo, inoltre, che i costi maggiori sono da addebitare alla raccolta, pari al 70% dei costi colturali dell’olivo. Naturalmente è impensabile che un singolo agricoltore con una superficie agricola limitata possa acquistare uno scuotitore, ma nessuno vieta che più agricoltori si uniscano per poterlo acquistare.

Un altro aspetto, poco considerato e ritenuto “normale” da parte di numerosi agricolturi, è l’alternanza di produzione, cioè la successione alternata di un anno di carico ed un anno di scarica. Tale aspetto si ripercuote sui costi fissi aziendali che influenzano negativamente il bilancio aziendale. Le cause scatenanti sono gli stress ambientali (stress idrici e nutrizionali), attacchi parassitari ed i meccanismi che regolano tale fenomeno di natura ormonale e nutrizionale.

Con quanto detto pocanzi non si vuole risolvere tutte le problematiche connesse all’olivicoltura, ma si vuole riflettere sulle tecniche colturali attuali, che risultano essere molto spesso obsolete e costose. Inoltre cosa succederà quando l’integrazione al prezzo comunitario sarà cessato? Tutti i nostri oliveti saranno abbandonati, forse? La mentalità degli agricoltori dovrà cambiare verso una agricoltura tecnologica, innovativa e redditizia.

Commenti 

 
#9 pulcinella 2010-11-23 08:12
sono alibito del fatto che l' agricoltura stia ancora oggi a chiedersi se meccanizare la raccolta delle olive o, infoltire gli impianti.il sig. mezzapesa che fa il professore in questo articolo deve sapere che l'unica soluzione al problema è che le aziende devono iniziare a commercializzare i propri podotti o da soli o in associazioni sia nei mercati nazionali, sia in quelli internazionali.
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#8 angel 2010-11-05 21:11
sono pienamente d'accordo con indignata... per poi non parlare di tutti gli intermediari che ci sono di mezzo, che guadagnano senza fare relativamente nulla! a rimetterci al solito sono i contadini onesti (che mettono contributi, e che vendono a pochissimo) e i consumatori finali che nei supermercati o altro comprano a prezzi esagerati!
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#7 un altro cassanese 2010-11-05 18:53
E' vero...è inizialmente un problema di testa e di MANCANZA DI COOPERAZIONE!
Per quanto riguarda la raccolta da terra...può essere difficile da capire per molti, ma è una forma di rispetto del prodotto e delle fatiche e un'abitudine forse millenaria!
Non è una sete di guadagno, alla quale la nostra società ci ha abituati!
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#6 indignata a cassanese e contadino di noicattaro 2010-11-05 10:56
purtroppo il contadino ignorante invece che scioperare preferisce stare in campagna di testa sulla terra a raccogliere le olive cadute nonostante sappia che è una fatica persa visto il loro prezzo.questa è la realtà cassanese(lavorare col fisico ma non col cervello).
al nord è tutta un'altra storia,tutti agiscono per il bene del loro patrimonio quando si tratta di ottenere un diritto.
Hanno ragione ,siamo Terrun.
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#5 il contadino di noicattaro 2010-11-04 19:25
si lo sico pure io la stessa cosa fanno da noi questi commercianti comprano l'uva a 0.35 centesimi e la vendono a €10 i germanio olanda svizzera come dobbiamo fare la differenza è assai .... scioperiamo tutti insieme tutta la puglia facciamo vedere cosa sappiamo fare grazie e buona sofferenza
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#4 un cassanese 2010-11-04 18:41
Il discorso è lungo e complesso ed è affrettato parlare di "metodi obsoleti", perché un lettore poco addentrato nella materia attribuirebbe i demeriti ai nostri agricoltori...mentre è risaputo che le colpe sono da ricercare nella filiera, nel mercato e nei suoi "cartelli" (come giustamente fa notare indignata).
E la meccanizzazione rappresenta sì una buona soluzione, ma solo per banche, rappresentanti in giacca e cravatta e costruttori di macchine!
Continuiamo a parlarne perché è vero, purtroppo, che di questo passo non andremo molto lontani!
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#3 indignata 2010-11-04 11:55
gli unici che ci guadagnano da questa situazione sono i produttori di olio che ci pagano le olive sottocosto e la loro produzione va al nord con guadagni quadruplicati,il prodotto viene tagliato con oli scadenti e venduto come olio extra vergine di oliva pugliese,questa è l'italia!
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#2 il contadino di noicattaro 2010-11-04 03:01
possiedo 1 ettaro di terreno con la vigna piantata. Quest'anno ho speso 5000 ero "di spese vive" e ho guadagnato 6.700 euro lordo cioe il mio guadagno netto è di 1.700 euro come faccio a campare una famiglia????
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#1 il contadino di noicattaro 2010-11-04 02:57
io sono un contadino di noicattaro per caso mi trovo a leggere la vostra lamentela del paese, ma io direi tanto che noi stiamo messi malissimo abbiamo più spese di voi, per produrre uva da tavola con tanti trattamenti al mese e acqua, concime, operai assunti ogni settimana, cioè per mesi assumiamo operai e poi vendiamo l'uva a €0,35 di centesimi al kg pari alla vostra vendita al q.€35 dobbiamo scioperare tutti insiema tutta la puglia come si fa?????
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