Giovedì 24 Maggio 2012
   
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SALOTTO, FIRMATO IL DOCUMENTO

sindaci_della_Murgia

Si muove l’ex regno del mobile imbottito, quella Murgia che la crisi ha messo in ginocchio prima della bufera finanziaria. Si muove almeno sui documenti: occorrerà verificare se alle parole potranno seguire i fatti.

Stamattina, infatti, si è svolta, presso la sala consiliare del Palazzo della Provincia di Bari, l’annunciata conferenza stampa per la presentazione e la sottoscrizione del protocollo d’intesa “La strategia della diversificazione. La crisi del mobile imbottito: un’opportunità per la diversificazione produttiva”.

Hanno partecipato: Mario Stacca, Sindaco di Altamura, Maria Pia Di Medio, Sindaco di Cassano Murge, Luigi Montanaro, Sindaco di Ginosa, Giuseppe Cristella, Sindaco di Laterza , Giovanni Divella ed Aldo Dibattista, rispettivamente Sindaco di Gravina e Assessore alle Attività Produttive, l’Assessore alle Attività Produttive Nicola Rocco in rappresentanza del Sindaco di Matera, Vito Lillo e Donato Colucci, rispettivamente Sindaco di Santeramo ed Assessore alle Produttive ed Ignazio Di Mauro, Sindaco di Poggiorsini.

Per la Provincia di Bari era invece presenti il Presidente Francesco Schittulli, il consigliere Domenico Romita e gli Assessori Maria Rina, Vito Giampetruzzi ed Onofrio Resta.

Ad introdurre la conferenza stampa il Presidente Schittulli, che ha lodato e condiviso in pieno la validità dell’iniziativa, sottoscrivendo come capo dell’Amministrazione Provinciale e come Presidente per la Puglia dell’UPI (Unione Provincie Italiane), ritenendo il protocollo uno strumento valido per avviare concretamente un processo di reale e completa diversificazione produttiva sulla Murgia.

In sintesi il protocollo individua tre direttrici per la diversificazione : settore agroalimentare ed enogastronomico, settore delle energie rinnovabili e settore del turismo. Per la produzione del mobile imbottito, il protocollo mette in evidenza che questo settore che ha segnato la storia economica del nostro territorio negli ultimi 30 – 40 anni, deve puntare ad una stabilizzazione di alta qualità produttiva ed occupazionale, anche e soprattutto per affrontare e rilanciare l’aggressiva sfida concorrenziale internazionale. Un’attenzione particolare viene dedicata al settore della logistica a servizio dei settori prima citati.

A seguire due brevi interventi da parte del Sindaco di Laterza, Giuseppe Cristella, e dell’ Assessore alle Attività Produttive, Nicola Rocco che hanno proposto, trovando piena disponibilità di tutti i presenti, che il protocollo sia anche sottoscritto dalle Province di Taranto e Matera.

Giovedì 1 Ottobre, una copia del protocollo sarà consegnata nelle mani del Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano, affinchè il Capo dello Stato, possa farsi carico, moralmente, della crisi economica che insiste sul territorio murgiano.

Si attende ora la convocazione del Tavolo tecnico presso il Ministero dello Sviluppo Economico per iniziare a riempire di contenuti concreti il protocollo che, nelle intenzioni dei partecipanti, ha valenza di documento aperto a raccogliere altri validi e propositivi contributi.

 

Clicca qui per scaricare e leggere il Documento completo: “La strategia della diversificazione. La crisi del mobile imbottito: un’opportunità per la diversificazione produttiva”

Commenti 

 
#3 admin 2009-09-29 02:27
Caro Brunelli, qualcosa si muove, è vero. Ma verso il baratro più nero.
Le strategie per uscire dalla crisi sono ben altre! Le competenze economiche e strategiche di questi sindaci?
Guardiamoci in faccia. Non riescono a tenere in ordine i nostri paesini e hanno l’ardire di risolvere la crisi del tessile?
La diversificazione è una strategia superata cari amici. Aggiornatevi, studiate. Poveri noi!
Chi ha le competenze non decide, e chi decide non capisce un ***
La loro strategia è la diversificazione. Avranno trovato qualche libro anni 80-90 di Porter e via… scrivono e firmano qualcosa.
Quando l’Inghilterra, un secolo fa, vedeva la nostra sessa crisi del tessile, sriveva David Landes in un celebre passo del suo Prometeo Liberato: “… era il turno della terza generazione, dei figli dell’abbondanza annoiati dal tedio del commercio e pieni delle aspirazioni bucoliche del gentiluomo di campagna… lavoravano per gioco e giocavano per mestiere…”
Potessi parlare a questi imprenditori … loro però ascoltano i politici in attesa di manna!
Nel tempo di Basilea II, del dollaro debole, della Cina e dell’India che sforna ingegneri e top manager, del commercio globale e della rivoluzione delle comunicazioni … loro parlano di strategia della diversificazione?
C’è da piangere. Cari illustri illuminati la vostra strategia non farà altro che accelerare e ampliare le inefficienze del tessuto industriale, manderà in fumo investimenti, indurrà nelle vostre menti strategie distruttive come protezionismo e chiusura, ucciderà ogni speranza di clima culturale favorevole al cambiamento.
L’unica saggia decisione che potreste prendere è quella di chiedere, lasciare pensare altri. Non fate danni.
Ultimo consiglio… non sempre il piccolo sia anche bello, soprattutto se la sfida si gioca su ampi mercati.
Qualcosa si muove…

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#2 osservatore 2009-09-28 22:53
.......MA COSA C'ENTRA IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.....SE QUESTO E' UN PROBLEMA ESCLUSIVO DELLE SCELTE POLITICHE!

PERCHE' NON LO PORTATE AL VS PRESIDENTE DEL CONSIGLIO!

GIA' QUESTO PUO' BASTARE PER CAPIRE A COSA SERVE QUEL PROTOCOLLO.
A DISIMPEGNARVI DEL PROBLEMA"NATUZZI".
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#1 osservatore 2009-09-28 22:33
cari lavoratori non vi cullate di quel protocollo firmato dai sindaci alla presidenza delle provincia:non serve assolutamente a niente e non risolvera' nessun vostro problema,non aggiungera' neanche mezza unita' lavorativa ;ve lo scrive chi di quei protocolli e promesse ne ha visto sottoscrivere in prefettura,in provincia,in regione al ministero del lavoro!serve alle istituzioni locali solo per scrollarsi e disimpegnarsi del vero problema: costringere la natuzzi ha un piano industriale che non parli solo di eseberi strutturali e di perdite o meglio ancora di gestione industiale .
alle istituzioni voglio ricordare che le aziende non sono solo una proprieta':LA NATUZZI , COME TUTTE LE AZIENDE , SVOLGONO UNA RILEVANZA SOCIALE SUL TERRITORIO OLTRE CHE PRODUTTIVA ,PERTATANTO L’AZIENDA NON E SOLO DELLA PROPRIETA’ MA ANCHE DEI LAVORATORI .SE SI PENSA DI RISOLVERE IL PROBLEMA COSI GRANDE CON IL SOLO INTERVENTO DI TIPO “PROTOCOLLARE”,SIGNIFICA CHE NON SI STA AIUTANDO I LAVORATORI.OCCORRE ASSUMERSI IN PRIMA PERSONA L’ONERE COMUNE DI AFFRONTARE QUESTO DRAMMA IN SEDE GOVERNATIVA, COME SUCCEDE PER TUTTI I GRANDI GRUPPI NAZIONALI,E PER QUESTO TERRITORIO LA NATUZZI E’ UN GRANDE GRUPPO!!!
OCCORRE FARE INTERVENIRE IL GOVERNO PER CERCARE DI CAPIRE REALMENTE LE INTENZIONI E LE RICHIESTE DELLA “ NATUZZI” IN MODO DA PREPARARE UN PIANO FINALIZZATO PER LIMITARE AL MASSIMO L’EMORRAGIA DI POSTI DI LAVORO E IMPEGNARE LA PROPRIETA’ DELLA NATUZZI AL RISPETTO DI UN PIANO INDUSTIALE SERIO UTILIZZANDO TUTTI GLI STRUMENTI PER ALLEVIARE IL DRAMMA DEI LAVORATORI E A SALVAGUARDIA DI UNA REALTA’ INDUSTRIALE.
E IN QUESTI CASI, IN CONSIDERAZIONE DELLE SITUAZIONI DI CRISI MONDIALE , ANCHE LO STATO PUO’ FARE LA PROPRIA PARTE ,SE FATTA DA COMPETENTI .
IO CREDO CHE ANCHE LA VISIBILITA' MEDIATICA PUO'AIUTARE LA CAUSA!!
I LAVORATORI SONO AVVERTITI!! CORAGGIO ,QUELLA E' ANCHE LA VOSTRA AZIENDA!
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