Mercoledì 26 Febbraio 2020
   
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BULLISMO, I DATI DELLA RICERCA PRESSO LA MEDIA

locandina_bullismo

 

Sono stati diffusi i primi dati della ricerca sulle vittime del bullismo promosse in diverse scuole della nostra zona e realizzata dal progetto “Dalla parte delle vittime” – ricerca e intervento sulle vittime del bullismo,  curato da C.R.I.S.I., il Centro Ricerche e Interventi sullo Stress Interpersonale presieduto da Anna Coppola De Vanna, di Bari.

Secondo la ricerca – realizzata, fra l’altro, con la somministrazione di 646 questionari - il 24,6% dei ragazzi sostiene di aver subito prepotenze a scuola almeno una volta; nel 12,4% dei casi l'autore dei soprusi è un compagno di classe e in quasi 6 casi su 100 si è arrivati a violenze fisiche. Fra le vittime del bullismo, solo l'11% ne parla a casa, con i genitori o parenti più prossimi. il campione sul quale è stata realizzata la ricerca:

La ricerca ha coinvolto cinque scuole della Provincia di Bari: la Scuola Media  “V. Ruffo” di Cassano; la Scuola Media  “F. Netti” di Santeramo; l’Istituto Statale “Don L. Milani” di Acquaviva; l’Istituto Tecnico Commerciale “D. Romanazzi”  e l’Istituto Professionale Statale “N. Tridente” di Bari ed ha coinvolto istituzioni quali il Tribunale per i Minori di Bari, l'Ufficio Scolastico Regionale, l'Ufficio della Consigliera regionale di Parità, la Uil Scuola, il Dipartimento di Scienze pedagogiche dell'Università di Bari, il Centro per la giustizia minorile.

Il progetto non si conclude con la ricerca, fanno sapere dalla cooperativa barese, ma prosegue con diversi obiettivi: prevenire il disagio degli adolescenti, potenziare la collaborazione tra le diverse agenzie per elaborare e attuare interventi a più livelli, realizzare nella scuola e nella comunità, iniziative rivolte alle famiglie e ai singoli ragazzi in difficoltà, promuovere un senso di empatia verso le vittime e sollecitare la responsabilità individuale dei bulli  e dei cosiddetti “spettatori” ovvero di quei ragazzi che assistono con indifferenza agli episodi di bullismo.

Per maggiori informazioni sul servizio è disponibile un numero verde: 800984729 ed una casella email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Commenti  

 
#1 perplessa 75 2010-01-13 12:17
mi capita spesso di ascoltare i discorsi di tante mamme preoccupate per ciò che succede fuori la scuola media, vi posso assicurare che sono fatti che fanno star male anche chi come me non ha dei figli in età scolare!
in questo paese, ma sicuramente in tanti paesi,ci sono tanti ragazzini di prima e seconda media che frequentano solo perchè è un obbligo andare a scuola, solo perchè i genitori pur di "levarseli davanti ai piedi" li costringono a frequentare le lezioni.
sono tanti i ragazzini come R.; C.; L.; A.; etc. etc.(non posso fare i nomi completi)che vanno a scuola con un coltellino in tasca e minacciano i più deboli i cui genitori hanno paura a rivolgersi alle forze dell'ordine solo perchè i su citati hanno alle spalle genitori che il più delle volte sono avanzi di galera.
Ai miei tempi di scuola media sono stata anche io vittima del bullismo , ma all'epoca sì che i dirigenti scolastici prendevano seri provvedimenti senza aver paura di ritrovarsi fuori la macchina fatta a pezzi o senza paura di essere minacciati da qualche genitore!
ora la paura è tanta, i genitori non sanno più educare,la classica sberla non esiste più, i figli fanno ciò che vogliono escono di casa e rincasano senza avere un orario.
mi chiedo se sia giusto tutto ciò!!!!!
mi chiedo dove ci porterà tutto questo permissivismo!!!!
ma soprattutto mi chiedo quanti ragazzini dovranno ancora soffrire IN SILENZIO a causa di coetanei sbandati che sanno fare i forti solo con i più deboli?
grazie per aver letto il mio sfogo.......
 

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