Domenica 23 Febbraio 2020
   
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CLIMA, IL CAMBIAMENTO PASSA DA NOI

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Si è tenuto ieri sera, presso la biblioteca comunale “Perotti”, l’incontro dibattito sul tema “From Puglia to Copenaghen”, organizzato dal circolo cassanese di Sinistra Libertà ed Ecologia. Una serata i cui intenti erano quelli di proporre nuove idee concrete su temi riguardanti il clima e l’ambiente, di sviluppare nuove prassi subito attuabili nel nostro piccolo e di fare il punto sulle politiche reali attuabili sul nostro territorio nonché quelle già messe in atto dalla Regione Puglia.

Obiettivi che sono stati fin da subito delineati dal moderatore della serata, Paolo Schino di Sinistra e Libertà. Sebbene il dibattito sul clima si stia svolgendo in questi giorni a Copenaghen, coinvolgendo tutti i governi mondiali, ci si è chiesto stasera come, prima ancora dei governi, possano intervenire i piccoli comuni per garantire uno sviluppo sostenibile della nostra economia. E difatti il leit motiv della serata è stato, appunto, il cambiamento di mentalità generale, di modelli economici, che dovrebbe guidare i governi prima, i piccoli comuni poi. Un’economia non più basata sullo sfruttamento e l’avidità (la greed economy, per dirla all’inglese maniera) bensì sulla sostenibilità, l’attenzione all’ambiente e alle generazioni future (la green economy, per l’appunto).

Quali possono essere allora le prospettive di una green economy? Ce lo ha spiegato Domenico Conserva, Consigliere Nazionale dell’Associazione Verdi, Ambeinte e Società (VAS). Egli ha chiarito che il primo passo verso un cambiamento di mentalità consiste nello sradicare e ribaltare il modello di persona in competizione col prossimo, causa di frustrazione e nevrosi. Un vecchio modello del novecento che vede la persona come consumatore sfrenato, amante del superfluo e mosso dal desiderio di autorealizzazione a tutti i costi. Focalizzandosi sulla persona invece, sui suoi bisogni anche in considerazione delle generazioni future, e guardando all’essere umano come abitante temporaneo del nostro pianeta – e non centro dell’universo – si può estirpare un vecchio concetto di avidità e sfruttamento delle risorse del pianeta. Cambiando il modo di pensare dunque, sarà molto più facile accogliere nel nostro piccolo innovazioni tecnologiche che vanno nella direzione delle energie rinnovabili.

 

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Per capire invece l’impatto che le politiche agricole attuali hanno sul sistema economico e sullo sfruttamento della terra, è intervenuto l’agronomo Nicola Catalano, il quale ha spiegato che la situazione della Puglia in generale e del nostro territorio in particolare è abbastanza critica. Questo perché è cambiato il modo di fare agricoltura: si è passati da una coltivazione estensiva ad una intensiva. Se prima una normale produzione di uva era di trecento quintali, con le forzature e l’intervento di macchinari sempre più potenti ora si può arrivare a più di ottocento quintali dallo stesso vigneto. Senza rendersi conto che ciò che si sfrutta ora apparterrà alle generazioni future domani, con gravi conseguenze in termini di frane e smottamenti (si sono ricordati i gravi episodi in questo senso che hanno colpito il territorio di Grumo, Cassano e Casamassima nel 2005). Ma in maniera molto concreta, il dott. Catalano ha proposto un modello subito attuabile per cercare di risolvere questo problema, fondato su tre cardini principali: condizionalità (concetto secondo il quali i soldi da destinare all’agricoltura debbano essere erogati non più a pioggia, ma secondo criteri concreti e sostenibili), modulazione (cioè fondi erogati soprattutto in presenza di consorzi e associazioni agricole, che comprendano tutta la filiera) e multifunzionalità (cioè legare l’agricoltura all’ambiente e alla cultura del territorio).

Intervento focalizzato sugli effetti climatici a livello soprattutto africano è stato fatto da Leonardo Palmisano, sociologo dell’Università di Bari. L’esempio del deserto del Sahara, sfruttato come discarica anche a livello nucleare da paesi più sviluppati e devastato per impiantare coltivazioni d’uva, ha messo in evidenza come politiche di globalizzazione e modelli di consumo attuali vadano in crisi. La sua totale desertificazione è inoltre causa di veri e propri fenomeni migratori, che vedono le popolazioni di quel territorio spostarsi verso Nord. Fenomeno che tenderà ad aumentare drasticamente nel corso dei prossimi decenni. Passare da una economia greed ad un’economia green è allora fondamentale per poter ottenere un equilibrio tanto desiderato. E a livello regionale ciò si sta verificando: la preservazione delle risorse presenti insieme al recupero di risorse abbandonate a se stesse (come le varie discariche di Brindisi e del territorio di Torre Guaceto) possono permettere di creare nuove tipologie di risorse, utili prima a noi e infine alle generazioni future

 

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Ha concluso il dibattito il Consigliere regionale di Sinistra e Libertà Michele Ventricelli. Egli ha illustrato come la Regione Puglia stia cercando di tornare alla politica reale attraverso l’ottimo lavoro svolto dall’assessore alle politiche ambientali Angela Barbanente. Un lavoro che ha permesso alla Puglia di dotarsi, per la prima volta, di un “piano del paesaggio”, che tra i suoi obiettivi ha avuto quello di ridare funzionalità ai parchi pugliesi, presenti ma non funzionanti.

Si cerca infatti di tutelare e valorizzare il paesaggio anche in previsione del turismo. La Puglia vive una situazione paradossale in positivo: grazie alla tutela del paesaggio il turismo ha avuto un picco nonostante la crisi; questo perché il paesaggio riveste un ruolo importante nell’esperienza turistica. Ma le iniziative della nostra regione non si fermano qui: si è detto no agli inceneritori e ai rigassificatori puntando invece sul ciclo combinato dei rifiuti. Nuovi impianti in questo senso sono allo studio, con la speranza che si incrementi anche il tasso di raccolta differenziata. Inoltre la Puglia è la prima regione per impianti di energia fotovoltaica ed eolica e nuovi studi sull’utilizzo dell’idrogeno sono in cantiere. Una regione che non sta a guardare passivamente, ma che al contrario si muove proprio verso un’economia verde e sostenibile.

Una serata dai toni interessanti e in cui la partecipazione cittadina si è fatta notare. Diversi gli interventi da parte dei cittadini cassanesi, tutti focalizzati sulla volontà di puntare di più sulla raccolta differenziata. Perché, sebbene i buoni propositi da parte dei cittadini ci siano, la comunicazione sulle tipologie di rifiuti differenziabili e sulle modalità di ritiro sono ancora poco chiare. E mancando una chiara comunicazione in questo senso non è difficile spiegarsi come Cassano si sia fermata al 7% nella differenziazione dei rifiuti, contro percentuali ben più alte degli altri comuni. L’augurio è che questa serata possa essere da stimolo per tutti coloro che hanno a cuore la propria terra e i propri cari, che in futuro prenderanno inevitabilmente il nostro posto nel grande ciclo della vita. E il circolo di Sinistra e Libertà di Cassano è a disposizione di tutti quelli che vorranno approfondire questi argomenti e ricevere informazioni più dettagliate su quello che concretamente ognuno di noi può fare nel suo piccolo.

Commenti  

 
#3 socialista 2009-12-18 15:57
e che ti aspettavi? la maggior parte dei consiglieri comunali servono solo ad alzare la mano, come vuole il padrone! vedrai alcuni di loro in cinque anni non prenderanno mai la parola in un consiglio comunale...solo il gettone di presenza!
 
 
#2 floras 2009-12-18 11:27
su 20 consiglieri comunali ho visto solo Arganese e Antelmi. Su temi così importanti mi sembra un po poco...se come dicevano i relatori devono essere le amministrazioni a dare l'esempio andiamo bene !!!
 
 
#1 Pierillo 2009-12-17 19:56
Mi dispiace non essere stato presente...; ben vengano iniziative come queste.
Grazie
 

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