Venerdì 22 Ottobre 2021
   
Text Size

Il nuovo capo della Procura che sequestrò il “Garden Village”

roberto_rossi

Un solido ricordo lega il nuovo capo della Procura della Repubblica di Bari, Roberto Rossi, alla comunità di Cassano delle Murge.

Non solo frequentazioni e amicizie risalenti al periodo in cui, da giovane studente di Giurisprudenza, era inserito nell’Azione Cattolica diocesana dunque in stretti rapporti con le parrocchie dei paesi ma soprattutto per la maxi-inchiesta che porta il nome “Garden Village”.

Da oggi, com’è noto, il dott. Rossi è il Procuratore capo di Bari, eletto dal Consiglio Superiore della Magistratura con 16 voti a favore, 5 astenuti e 4 al suo diretto concorrente, il dott. Sabelli. Eletto al Csm con Area, il gruppo delle toghe progressiste, Rossi è attualmente il reggente della procura di Bari, dove è stato sostituto, dal 2016 procuratore aggiunto, poi coordinatore della Direzione distrettuale antimafia, e dal 2020 vicario del capo dell'ufficio dopo che il procuratore Volpe lasciò per limiti di età.

Nel lontano 1997 l’allora sostituto procuratore Roberto Rossi chiese ed ottenne dal GIP del Tribunale di Bari il sequestro dell’intera area in contrada “Lagogemolo” lottizzata dall’imprenditore edile di Gravina Vincenzo Varvara. L’accusa era pesante e quasi inedita per Cassano: lottizzazione abusiva.

 

img20210909_20001686_page-0001

Il frontespizio del Decreto di sequestro del "Garden Village" firmato da Rossi

 

Nonostante vaste zone della Murgia cassanese e a ridosso della Foresta Mercadante venivano costantemente cementificate, quasi mai prima di allora la Procura barese si era interessata per scoprire eventuali reati, fors’anche perché in quelle prime, fastose ville che sorgevano sulle colline attorno a Cassano villeggiavano nomi importanti della imprenditoria, della cultura e anche della magistratura barese e nazionale e da che mondo è mondo “cane non morde cane”.

Questo giovane PM, invece, volle vederci chiaro su questo grande cantiere ancora oggi visibile dalla provincia che collega Cassano a Mercadante: 17 villette plurifamiliari immerse (all’epoca) nel verde, con servizi da villaggio turistico e a due passi dalla grande Foresta. Seppure il “turismo” della seconde case era ormai in calo sul mercato, quelle costruzioni si sarebbero facilmente vendute, pensava il costruttore, forte di una lottizzazione che il Comune di Cassano aveva approvato nel 1994.

Invece, quando ancora mancavano strade di collegamento, impianti e altri servizi e le villette erano allo stato di rustico, la Forestale mise a tutto i sigilli: 68 appartamenti in tutto, 80mila metri quadri, 10mila metri cubi fermi ad attendere l’esito di quella inchiesta. Che fece scalpore a livello regionale ma quasi subito finita nell’ombra a causa dell’altra grande inchiesta su “Punta Perotti” che portò all’abbattimento dei palazzoni sul lungomare di Bari.

Al contrario, a Cassano nessun manufatto è stato mai abbattuto.

Dopo tre gradi di giudizio ed alterne vicende processuali, infatti, la Corte di Cassazione nel 2008 dichiarò estinti per prescrizione i reati di lottizzazione abusiva, revocando gli ordini di demolizione dei manufatti ma mantenendo la confisca dei beni a favore del Comune di Cassano.

Quei villini erano stati costruiti in modo e con modalità da abuso edilizio, dunque, ma la lunghezza dei processi permise la prescrizione del reato.

Varvara si appellò alla Corte europea dei diritti dell’uomo per lamentare la lunghezza dei processi subiti e chiedere la restituzione dei beni o comunque un congruo indennizzo, avendo ragione.

Nel frammezzo si discuteva che cosa farne di quelle casette, con  progetti strampalati, richieste di finanziamento che avrebbero esposti le casse comunali a risarcimenti milionari, petizioni e la solita, atavica suddivisione fra cassanesi “buoni” e cassanesi “cattivi”.

A perdere, alla fine e come sempre, fu il nostro territorio: cementificato, distrutto, dimenticato. L’unica ricchezza che abbiamo, assieme alla nostra storia e cultura, trattata come un debito invece che come una risorsa.

 

Commenti  

 
#9 Montalbano 2021-09-17 14:32
Il professor non porta pena
 
 
#8 Poldino 2021-09-15 15:19
Lorenz ,il nostro territorio è stato violentato da quando si è vista la possibilità di lucrare. Chi ha incentivato ciò anni addietro te lo sei mai chiesto? Non certo "I baris" che hanno sborsato quattrini in primis per comprare e dopo contribuendo alla economia locale(leggasi artigiani, pseudo giardinieri, attività commerciali ed altro). Per cui ti consiglio di smetterla di farneticare e tornare tra di noi che ti vogliamo ancora bene, nonostante tutto, perchè siamo tutti fratelli.
 
 
#7 Linko 2021-09-15 05:45
Dott Rossi adesso riveda tutti i processi passati per le mani di un giudice arrestato amico delle divise
 
 
#6 tiktok 2021-09-14 12:33
no ma tranquilli che lorenz nn ha il coraggio di rispondere x il suo innato servilismo nei confronti di chi ha dato i consensi che ancora ossequia e riverisce quando li incontra nella villa di cassano dove lui staziona imperterrito senza fare null altro, insomma un assistito come tanti nella nostra bella Italia, che vengono mantenuti da coloro che lavorano. eeee la fatic si chiama chicozzz e nn mi ingozzz num ngozz ......vero lorenz?
 
 
#5 Lorenz 2021-09-14 07:09
tik tok, il tuo nick è tutto un programma e non vale la pena risponderti.
I fatto non li sapete, fate bene a stare muti.
Il nostro territorio è stato violentato dalla vecchia amministrazione, dai costruttori e da chi ha comprato e da quanto mi risulta il 50% di tutte queste case che i baris hanno acquistato, sono all'asta. Il 30% abbandonate, il 20% abitate tutto l'anno (e non sono state concepite per questo) perché Bari fa schifo e i baris vivono qui.
 
 
#4 Poldino 2021-09-13 16:28
Lorenz, continuando a perseverare mettendo in risalto la tua inferiorità mentale, questa volta , stento a crederci ,profferendo che è sempre il nostro territorio a rimetterci hai espresso un concetto molto elevato. Riguardo ai "baris" non c'è nulla da commentare, perchè come dice tiktok se ciò è avvenuto lo zampino (o manina) di chi ha dato le autorizzazioni e non ha fatto i controlli sono nostri compaesani. Ora che ci sono i finanziamenti (e mi auguro non magna magna)vedremo cosa faranno del Garden Village, infatti già hanno dato incarichi per progetti e verifiche archeologiche (chissà se erano state chieste prima).Mi auguro non ci siano lungaggini come l'apertura del nuovo centro raccolta rifiuti. Comunque consiglio di fare una capatina sull'Albo Pretorio on line del comune per rendersi conto della fine che fanno i nostri denari in questo malconcio paese.
 
 
#3 tiktok 2021-09-13 12:27
lorenz io sono qui, e aspettavo la tua risposta sui tombini chiusi da amministrazioni di cassano ma nn hai risposto. quindi sono curioso di sentire il tuo folle ragionamento che darà la colpa ai baresi. prima cosa si parla di un costruttore di gravina ( e ok a morte tutti i gravinesi diresti tu) ma hai provato a pensare che quando hanno avuto i consensi, è stata l amministrazione del comune di cassano a darla????? dai su fammi venire i brividi con la tua teoria
 
 
#2 Lorenz 2021-09-11 07:53
E "i baris" non commentano? Non ten facc!!
 
 
#1 Lorenz 2021-09-10 20:58
...a perdere come sempre è il nostro territorio.
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI

LA VOCE DEL PAESE Un Network di Idee.

l ACQUAVIVA DELLE FONTI l CASAMASSIMA l CASSANO DELLE MURGE l GIOIA DEL COLLE l NOICATTARO l POLIGNANO A MARE l PUTIGNANO l SANTERAMO IN COLLE l TURI l

Porta la Voce nel tuo paese

Copyright 2008-2017 © LA VOCE DEL PAESE. È vietata la riproduzione anche parziale. Tutti i diritti sono riservati.