"Prometeo 2000" verso l'apertura. Cosa succederà a Cassano?

prometeo impianto

Va verso le autorizzazioni conclusive, che consentiranno all’impianto di aprire a breve, la cosiddetta “astronave dei rifiuti”, sulla statale Bari-Altamura, in territorio di Grumo Appula ed a pochi chilometri da Cassano.

Nei giorni scorsi, infatti, la Regione Puglia ha concesso alla società proprietaria dell’impianto, la “Prometeo 2000 S.r.l” (a cui la società costruttrice e prima proprietaria, la Tersan Puglia & Sud Italia s.p.a.,  cedette il ramo d’azienda) l’Autorizzazione Integrata Ambientale per far sì che l’impianto possa produrre compost dai rifiuti.

Una battaglia, quella per l’autorizzazione regionale, cominciata a metà degli anni ’90 e trascinatasi per quasi venti anni, passando attraverso poco limpide vicende giudiziarie che hanno portato anche al sequestro della struttura ed al successivo dissequestro tanto da far avanzare ai proprietari una nuova proposta alla Regione Puglia perché l’impianto venga autorizzato a produrre compost.

Di per sé, tutto naturale e dunque auspicabile, in una Regione che non riesce a “chiudere” il ciclo dei rifiuti.

Però sono le dimensioni “mostruose” dell’impianto a far dire che davvero si è davanti ad un “ecomostro”, come l’hanno ribattezzato negli anni scorsi chi si oppone alla sua messa in funzione, in particolare comitati civici di Toritto e Grumo.

Pensate che la capacità a regime dell’impianto è di 103mila tonnellate all’anno ovvero circa 280 tonnellate al giorno (calcolando anche le domeniche e le feste comandate….). Tutti i Comuni della provincia di Bari non ne producono neppure la metà di quelle tonnellate! Da qui la preoccupazione di residenti, cittadini, ambientalisti e amministrazione pubbliche della zona che si sono in gran parte costituite in un Comitato Ambientalista Indipendente “EcoNostro”. Il Comitato ha dato battaglia in tutte le sedi, sostenuto dalle amministrazione comunali di Toritto e Grumo ma senza successo: nelle ultime riunioni delle Conferenze di servizi – tavoli tecnici, cioè che riuniscono tutti gli enti che devono rilasciare le autorizzazioni – non sono state neppure ammessi!

Ma in che misura l’impianto interessa Cassano?

Guardate attentamente la foto sotto, tratta dal progetto che la stessa società ha presentato in Regione per farsi autorizzare.

Vedete quelle linee gialle che si espandono da un centro (l’impianto) verso l’esterno? Bene: sono le cosiddette “medie orarie degli odori” anche se si dovrebbero chiamare “puzza”.

Quella linee gialle, cioè, costituiscono l’espansione della puzza derivante dalla lavorazione dei rifiuti per farli diventare compost e colpiscono in pieno tutto il territorio di Cassano prospiciente la Foresta di Mercadante, lambendo il centro abitato.

Ma questo in condizioni ottimali ovvero scarsità di vento, umidità accettabile e via di seguito.

Perché se il vento aumenta e soffia verso la Murgia, la puzza arriverà fino in paese E di che puzza si tratta occorre chiederlo a quelli che vivono a Modugno, presso la “Tersan Puglia” dove l’aria è irrespirabile ma senza che ci si possa fare nulla.

 

 

 

 

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La questione è esplosa nella primavera di due anni fa, quando – durante l’Amministrazione Lionetti – si costituì il Comitato Civico che anche a Cassano tenne un incontro, organizzato dall’associazione Murgia Enjoy. L’allora assessore all’ambiente Michele Maiullaro tranquillizzò tutti riportando le parole di Michele Emiliano, governatore di Puglia secondo il quale quell’impianto non sarebbe mai stato autorizzato. Sulla vicenda, poi, il Movimento 5 Stelle e Direzione Italia presentarono interrogazioni urgenti, cogliendo l’allarme delle popolazioni locali che sfociarono in una marcia di cittadini che protestavano contro la paventata apertura di Prometeo, a cui anche Maiullaro partecipò come rappresentante del nostro Comune. Anche la sezione cassanese del Partito Democratico tenne un incontro nel quale furono ascoltate la ragioni del NO all’econostro.

Dopo quasi due anni di silenzio, ecco che la Regione dà il primo via libero. Manca davvero poco all’autorizzazione ad aprire.