Canile comunale: è polemica fra le ex volontarie e l'Anta

canile cassano

Durissimo scambio di accuse fra alcune ex volontarie del canile di Cassano, il dog-house gestito dall’Associazione “Anta onlus” e il Presidente di quest’ultima, il dott. Francesco Molinaro. Secondo il quale ci sarebbe stata una persona a cui l’Anta avrebbe pagato “un congruo stipendio per ben sei mesi ad una persona, nota ai volontari, senza che la stessa abbia svolto un solo giorno di lavoro”.

Una accusa gravissima quella di Molinaro che, se fosse vera e comprovata, chiamerebbe in causa anche lo stesso Presidente in quanto, quale legale rappresentante dell’Associazione, avrebbe dovuto vigilare e verificare l’effettivo svolgersi dei dipendenti dell’Anta presso il canile a fronte del compenso pattuito.

In realtà il braccio di ferro all’interno del dog-house, costruito dal Comune di Cassano con fondi regionali e un co-finanziamento comunale per un totale di 750mila euro circa, è in atto da tempo.

Subito dopo l’inizio della gestione, affidata alla sezione di Cassano-Toritto dell’Associazione Nazionale Tutela Animali, sono cominciati i primi dissapori fra Molinaro e quelle che sono di fatto ex socie ed ex volontarie, nonostante, molti anni fa, proprio loro contribuirono a fondare l’Associazione ed a porre le premesse per la realizzazione di un canile in contrada “Cerritiello”, sulla via per Sannicandro.

Stando a quanto le ex socie rimproverano alla gestione del dog-house, l’Associazione non avrebbe quasi più volontari, anche perché a questi la direzione del canile avrebbe posto molti vincoli e paletti, tali da non far più partecipare alla vita del canile quelle persone che hanno contribuito a crearlo. Orari spesso impossibili e condizioni molto restrittive hanno fatto sì che quel luogo comunitario per il benessere degli animali e di socializzazione con le persone, divenisse un centro chiuso in sè stesso, poco aperto al territorio. La conseguenza sarebbe, ad esempio, la scarsità delle adozioni effettuate e alcune fra queste senza le dovute garanzie, il cosiddetto “pre-affido”, per verificare che chi chiede un cane possa tenerlo al meglio.

Al momento, il Presidente Molinaro è coadiuvato in canile da un operaio ed un medico veterinario a cui si affianca il personale della Asl per le sterilizzazioni nonché un paio di volontari. Il Comune di Cassano contribuisce per 2,10 euro al giorno per ogni cane. E di cani lì dentro ce ne sono mediamente 120 per un incasso mensile, dunque, di circa 7.500 euro oltre ad altre voci di rimborso spese.

Di fronte a queste somme di denaro consistenti, che cosa se ne fa il canile di cibo e coperte che alcuni volontari del Nord hanno portato come aiuto ad alcuni canili del Sud, chiedono le ex volontarie, considerando il fatto che i box dove alloggiano i cani “cassanesi” sono riscaldati e dunque quegli animali patiscono meno il freddo. Non sarebbe stato più giusto dirottare quegli aiuti solo per le situazioni di vero bisogno ed emergenza?

“Abbiamo accettato quegli aiuti solo dopo esserci assicurati che i canili in difficoltà ne abbiano avuti a sufficienza”, scrive sulla sua pagina Fb il dog-house.

Una storia che di certo non finisce qua.