Raccolta differenziata: a settembre è al 60%

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Ancora conferme per la raccolta differenziata a Cassano: a settembre il “porta-a-porta” ha raggiunto il 60% secondo dati non ancora ufficiali ma attendibilissimi.

Un miglioramento, rispetto al mese di agosto (leggi l’articolo) di sei punti percentuali.

Si è, dunque, quasi alla fatidica soglia del 65% ovvero la percentuale prevista dalla legge nazionale in materia di raccolta differenziata, risultato ragguardevole che i cittadini cassanesi hanno raggiunto in appena quattro mesi con il nuovo servizio di raccolta.

Altro dato incoraggiante proveniente dagli uffici regionali è l’ulteriore calo della raccolta indifferenziata (quella parte dei rifiuti, cioè, che viene conferita nelle discariche) che passa dalle 228 tonnellate di agosto alle 185 tonnellate di settembre dunque un calo di ben 43 tonnellate in tutto il territorio cassanese.

Lo sforzo che la popolazione sta facendo comincia a far “guadagnare” qualcosa al Comune che stando ai primissimi dati relativi al conferimento del vetro, incasserà dal Consorzio di conferimento quasi 2.500 euro per le 63 tonnellate finora conferite; in corso di quantificazione quelle relative al legno e alla carta.

Certo si tratta di piccolissime cifre ma significative poiché danno finalmente il senso che anche dal punto di vista strettamente economico – oltreché ambientale – fare la differenziata è vantaggioso anche per le casse del Comune e in definitiva per quelle dei cittadini. Se l’andamento dovesse essere sempre più confermato, infatti, il risparmio in bolletta potrebbe essere presto una realtà.

Fin qui, le notizie positive che abbiamo raccolto dagli Uffici preposti. Ma non mancano quelle negative e che riguardano, ad esempio, l’indice di impurità per quel che riguarda la raccolta della plastica.

Premettendo che il Consorzio a cui il Comune di Cassano conferisce la plastica considera tale solo gli imballaggi – secondo le vigenti disposizioni legislative – stando alle ultime analisi effettuate a campione l’indice di impurità per Cassano si attesta fra il 15% e il 18%, troppo alto per aspirare ad ottenere sostanziosi “guadagni” dalla vendita della nostra plastica.

Quel che molti fanno fatica a comprendere, infatti, è che non tutta la plastica che utilizziamo in casa è riciclabile ma solo quella, appunto, considerata imballaggio.

Cosa inserire, dunque: bottiglie, barattoli, flaconi, sacchetti, buste, pellicole trasparenti, piatti.

Cosa non inserire e dunque non considerare plastica: giocattoli, secchielli, palette, ciabatte, canotti, salvagente, palloni, occhiali, biro, pennarelli e tutti gli altri oggetti che non sono imballaggi. Questi vanno messi nei contenitori della raccolta indifferenziata.

Più si terranno presenti queste semplicissime regole, migliore sarà la “purezza” della plastica riciclata, con vantaggi per la filiera e per gli incassi del Comune.