Progetto "Lame": la "Advenco" non convince la piazza

panorama di Cassano

Nessuno dei dubbi, delle incongruenze, delle perplessità che il Progetto “Lame” ha suscitato in gran parte della popolazione cassanese è stato sciolto ieri sera, nel corso dell’incontro voluto dall’amministrazione comunale in piazza Moro con i tecnici della società nocese “Advenco”, progettista dell’opera che prevede la realizzazione di due vasche di accumulo e l’allargamento a valle del canale tombato.

L’amministratore della “Advenco”, l’ing. Conforti e suo fratello Paolo non hanno saputo affatto controbattere alle domande stringenti e puntuali del Comitato cittadino “Lamafutura” e a quelle di altri cittadini:

1)da dove nasce l'idea di realizzare i vasconi? quanta acqua intercetterà il vascone che si vorrebbe costruire a monte, nei pressi del curvone di via Santeramo?

2) Dove andrebbero a finire le acque provenienti dal bacino n. 4 e dal bacino delle cave, visto che il progetto non pe prende affatto in considerazione?

3) È vero o no che solo il 20% dell’acqua piovana che scorrerà dalle Murge di via Santeramo sarà contenuta nel vascone?

4) Come è possibile che il progetto dica in una parte una cosa per affermare il contrario in altra parte tanto da configurare come “falso” l’intero progetto?

5) L’impresa che vincerà l’appalto, quale progetto eseguirà, dato che vi sono incongruenze fra gli elaborati?

6) Dove finirà l'acqua accumulata nei vasconi? Evaporerà? Finirà in falda? E che succederà alla già precaria situazione idrogeologica di gran parte dell'abitato: si innalzerà il livello dell'acqua di falda finendo per far allagare case, piazze e strade del centro storico?

7) di quanto diminuirà il rischio idraulico nell'abitato?

Queste e tante altre le obiezioni sollevate dalla piazza a cui l’”Advenco” ha balbettato risposte senza senso o del tutto scontate (“Cassano si trova in una posizione per cui raccoglie l’acqua dalle colline circostanti”!!!!!!): per una società che ha vinto una gara pubblica di progettazione, pagata oltre 70mila euro e con il carattere “internazionale” che vanta di avere, una davvero pessima figura.

Ma d’altra parte già alle seplici sei domande del settimanale “La voce del paese” (leggi l’articolo), l’Advenco aveva preferito non rispondere, segno di una debolezza che lancia molte ombre su un opera “inutile, dannosa e pericolosa” come il Comitato va affermando da oltre un mese.

L'impressione che si è avuta è che i due amministratori nocesi e il loro staff di 50 professionisti abbiano realizzato un progetto sulla carta ma senza alcuna conoscenza del territorio cassanese, delle sue peculiarità e della sua storia.

E’ stato il sindaco Maria Pia Di Medio a calmare gli animi e ad aprire alle richieste della piazza: “fatemi avere entro brevissimo una qualche “carta” che dimostri la validità delle obiezioni e io la porterò prima all’Autorità di Bacino (ente principale per la concessione dei permessi, NdR) quindi, in una conferenza di servizi a tutti gli altri enti, dopo aver prorogato la gara d’appalto”, in scadenza il prossimo 15 luglio.

La Di Medio, che ha sempre tenuto aperta la porta del dialogo, ha tra l’altro fatto precise promesse: nessuna quercia secolare sarà abbattuta nella zona del “Costone di Bruno”; sarà fatta una manutenzione straordinaria del “Canalone”, con i soldi risparmiati dal ribasso d’asta; le opere saranno mitigate da piantumazione di alberi e piante e via di seguito.

Il sindaco ha poi messo in allerta il Comitato: "vi rendete conto che correte il rischio di essere manipolati da chi ha interessi politici?", facendo riferimento all'intervento dell'altra sera - nel corso della conferenza cittadina di "Lamafutura"- del capogruppo di "Nuova Ideadomani", Teodoro Santorsola (leggi l'articolo). Ovvero chi ha la responsabilità politica di aver costruito un vero "ecomostro" sul curvone di via Santeramo, cambiando da una sera all'altra la zonizzazione dell'area rispetto al PRG.

Non sono mancati, poi, momenti di tensione tra alcuni dei presenti, con scambi di accuse e volgarità gratuite di cui si sarebbe potuto fare a meno.

L'importante, comunque, resta il fatto che l'Amministrazione Comunale ora attende le richieste del Comitato per migliorare il progetto e rivederlo nelle sue parti essenziali, cosa che già nella prossima settimana potrebbe essere fatta e che dovrebbe procedere in parallelo con l'esposto-denuncia che "Lamafutura" ha predisposto per tutte le autorità competenti e con il ricorso al TAR Puglia perchè conceda la sospensiva alla gara d'appalto.