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Progetto "Lame": il Comitato spiega i motivi della protesta

incontro lame 26 6 2013

Due vasconi in cemento armato, con mura alte 7 metri che potranno contenere fino a 8 milioni di litri d’acqua e (considerato che potrebbero mischiarsi al terreno e diventare fango), sviluppare fino a 12milioni di chili posizionati sulla testa dei cassanesi.

Scenario da incubo, quello disegnato questa sera – nel corso del primo incontro pubblico in piazza Moro organizzato dal Comitato Cittadino “Lamafutura” – del Progetto “Lame”, l’opera che vorrebbe proteggere l’abitato dalle alluvioni, progettato dalla società nocese “Advenco”

Nella migliore delle ipotesi – hanno spiegato i tecnici sul palco: il geologo Marco Tassielli e gli ingegneri Mavellia e Pellerano – ci troveremo di fronte a enormi piscine vuote, che non si riempiranno mai, monumenti allo spreco di soldi pubblici, ennesimo stupro al paesaggio murgiano.

Uno scenario che “Lamafutura” vorrebbe rigettare per la sua inutilità, pericolosità e dannosità, sia per le abitazioni e per le persone che vivono nella zona che per tutta la cittadinanza. Ad ascoltare i tecnici, il portavoce del Comitato Paolo Racano e il giornalista del sito di informazione Cassanolive, Gianni Spina una piazza interessata a saperne di più su un progetto e sulle sue conseguenze: per Racano “è stato strategicamente voluto che la comunità non ne sapesse nulla” visto che pur dibattuto da anni, i particolari erano sfuggenti; scenario subito smentito dal leader di “Nuova Ideadomani”, Teodoro Santorsola (unico politico a prendere la parola): ha riferito che sin dal 2012, nel primo esposto, NID parlava di “inutilità delle vasche di cemento armato, sia come soluzione tecnica che come scempio del territorio”.

In Comune, dunque, in tanti  (maggioranza e opposizione) conoscevano il progetto, le devastanti soluzioni adottate ma hanno preferito scrivere lettere ed esposti o fare riunioni con i progettisti, piuttosto che chiamare a raccolta la cittadinanza e informarla con dovizia di particolari, per quel che riguardava i pro e i contro.

Salvo cavalcare la protesta – come oggi avviene – con chiari intendimenti politici ai quali non tutti i membri del Comitato sembrano sapersi sottrarre per far sì che emerga chiara che si vuol salvare Cassano da un assurdo progetto, non dare fiato ad una parte politica....

Cosa accadrà, adesso?

Nessuno vuol perdere e far perdere al paese quei 4 milioni di euro di fondi europei – hanno spiegato i componenti del Comitato – ma occorre che quei soldi vengano spesi bene, in funzione davvero della protezione dell’abitato ad esempio facendo manutenzione (dopo decenni dalla costruzione) del “Canalone” che in più parti (all’interno e all’esterno) mostra segni di cedimento. Più manutenzione dell’esistente, dunque, e soprattutto una revisione completa del progetto proposto dalla Advenco e approvato dall’Amministrazione Comunale.

Tutte proposte che il Comitato vorrebbe esporre nell’incontro di venerdì previsto in Comune, dinanzi ai tecnici-progettisti e che poi confluiranno in un esposto-denuncia alle autorità competenti e in un ricorso al TAR Puglia per cercare di sospendere prima e annullare dopo la gara d’appalto, in dirittura d’arrivo il prossimo 15 luglio.

All’incontro era stata invitata anche il sindaco Maria Pia Di Medio ma la sedia sul palco a lei riservata è rimasta vuota.

 

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