L'incendio che questa notte, in via Trieste, ha mandato in fumo una abitazione, ha messo a rischio la vita di una anziana signora. La chiamano tutti Annina nel quartiere, classe 1928. La conosco tutti e tutti conoscono la pessime condizioni in cui vive. Lo sanno i suoi familiari, anche.
Annina non si è mai sposata: ha due nipoti, una a Bologna e l'altra che vive a Cassano con la sua famiglia. Più volte la stessa ha cercato di accudirla e curarla ma senza successo. Una storia già da tempo all'attenzione dei Servizi Sociali del Comune che tuttavia possono davvero poco nei confronti della signora. Che non è povera, anzi. E proprio per il suo reddito non da indigente il Comune non può fornire l'aiuto necessario.
Annina pare lucida, consapevole. Ma non si comprende perchè raccoglie ogni tipo di rifiuto e lo porta a casa, nelle sue stanze, dove questa notte un fuoco acceso in modo imprudente ha rischiato di distruggere tutto.
Una solitudine forse voluta, forse cercata. Che dovrebbe interrogare tutti noi.
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Commenti
cortesi saluti
Annina ha sempre rifiutato l’idea di venire ad abitare con noi a causa del clima bolognese ritenuto da lei inadatto, ma in realtà per non dover abbandonare il suo paese, la sua casa e l’ambiente di comprensione umana con cui il vicinato la circondava. Motivi per cui rifiutava anche l’idea di essere ricoverata in una casa di riposo. Deceduta mia suocera e passato a sua sorella Cosimina l’obbligo morale di starle vicino, noi comunque, nel poco tempo che passavamo a Cassano, eravamo ben contenti di tenerla con noi tutta la giornata.
La cugina Rosa ci ha sempre tenuti informati della sua situazione e soprattutto sull’impossibilità di convincerla a farsi visitare per poter godere di servizi e pasti a domicilio forniti dalla pubblica assistenza. Maria si è data molto da fare per scalfire questo suo arroccamento, ma senza grande risultato. Zia Annina, colpita da poliomielite all’età di tre anni, è una persona cui la vita è stata avara di soddisfazioni. Eppure, tra immense difficoltà, è riuscita, pur diffidentissima, a impostare un’esistenza vivibile e a ritagliarsi un suo posto nella convivenza sociale.
Comunque noi pensiamo che l’incendio di mercoledì scorso abbia avuto anche il suo lato positivo: è servito a convincerla ad accettare la proposta di Rosa di trasferirsi in un’altra casa dove sarà assistita. E questo ci rende veramente felici.
NON CI DIMENTICHIAMO PERO' CHE IN GIRO C'E' TANTA GENTE SOLA E TRISTE CHE NON HA IL CORAGGIO DI CHIEDERE AIUTO, CERCHIAMO DI NON LASCIARLE SOLE!
Tuttavia mi chiedo: non ci sarebbe modo di mediare tra il suo modo di intendere l'esistenza ed una vita da essere umano?
Capisco la sua tendenza a voler essere autonoma, visto che infondo ancora ragiona bene ed è più o meno autosufficiente, ma dobbiamo aspettare che questo suo "hobby" di portarsi in casa di tutto gli sia fatale?
Che diventi preda della violenza che ogni giorno rischia di incontrarla?
Una soluzione che tenga conto di lei come persona e che al tempo stesso la faccia vivere in maniera decorosa e tranquilla è proprio così difficile da trovare?
Su una cosa sono d'accordo con Lei: interroghiamoci su questa vicenda, ma soprattutto non facciamolo solo in queste occasioni perchè oggi è andata bene ma la storia del nostro paese può ricordare altre vicende simili.
Cordiali saluti.