Lunedì 17 Febbraio 2020
   
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“IL PDL? SIAMO NOI, NESSUN ALTRO”. PARLA IL VICESINDACO TEODORO SANTORSOLA

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Al termine della esperienza storica di Alleanza Nazionale – quindici giorni fa – volevamo ascoltare l’opinione di Teodoro Santorsola, vicesindaco di Cassano e da sempre uomo di destra. I suoi impegni politico-istituzionali, però, gli hanno impedito finora di rispondere alle domande di CassanoWeb che solo questa mattina siamo riusciti a raccogliere.

 

Una strana coincidenza: proprio questa sera nasce ufficialmente a Cassano il PdL. Lui ci sarà o no?

 

Ecco cosa ci ha risposto.

 

 

Si è concluso a Roma l’ultimo Congresso Nazionale “Alleanza Nazionale verso il Popolo delle Libertà”: secondo lei si tratta di una fine o dell’inizio di un progetto più grande e moderno?

 

Lei parla di un processo ormai portato a conclusione, processo che dimostra tutta la modernità dell'area politica di centrodestra. La svolta di Fiuggi, fortemente voluta da Pinuccio Tatarella 14 anni fa, ha segnato un momento di transizione tra l'MSI ed un nuovo  soggetto politico che tenesse conto delle trasformazioni in atto. Il progetto di Tatarella si rivelò lungimirante.

L'Europa è ormai orientata verso un bipolarismo che sveltisca le procedure sia politiche sia amministrative, elimini i veti incrociati, impedisca la nascita di partiti che hanno origine solo dalle scissioni di correnti parlamentari, senza alcun consenso della base. Non potevamo esimerci dal trovare una via italiana a queste esigenze, nell'interesse della Nazione. Certo, all'interno dei poli restano comunque le sfaccettature,  la storia personale dei protagonisti, l'indipendenza di giudizio, le realtà locali che possono non rispecchiare ed anzi a volte contraddicono quelle nazionali. Ma questa è una grande dimostrazione di democrazia nonché di forza delle idee-guida, non certo un segnale di debolezza

 


 

 

Il reggente di AN, La Russa ha detto che il PdL sarà il “Partito degli Italiani” dando, credo, anche un valore numerico a questo slogan, ovvero che chi oggi rappresenta davvero la maggioranza e anche di più del nostro paese è il centrodestra. Moriremo berlusconiani o pidiellini?

 

Non moriremo né berlusconiani, né pidiellini. Il popolo ha già scelto  un anno fa da che parte stare, lo dicono i numeri. Ma il nuovo PdL continua a mantenere in se' due forti matrici: una che crede nello stato sovrano, l'altra fortemente liberista. Entrambe queste matrici indicano, anzi impongono il rinnovamento continuo, non certo il mantenimento ad ogni costo dello status quo ( o della poltrona, se preferisce un linguaggio più semplice). Il rinnovamento è una vita continua, e dunque non può prevedere una fine.

 

Cosa le mancherà di più del partito?

 

Il partito, inteso come collettivo di uomini e donne uniti dagli stessi principi,  continua ad esistere più forte di prima. I simboli passano, ma le idee restano. Se si riferisce alla militanza politica propria delle sezioni, credo siano ormai parte della storia della politica italiana. Erano fucine di idee, momento di confronto, luogo in cui la politica di base diventava messaggera di istanze nei confronti  del governo.

 

La sua biografia dice che da sempre ha militato nell’area della destra, prima il MSI poi AN. Quali sono oggi i suoi sentimenti di uomo e di politico nel vivere questa terza evoluzione?

 

Le ripeto: non  ho nostalgie. Provo solo i sentimenti di qualunque uomo politico che, restando fedele alle idee per le quali ha combattuto tutta una vita, incanala i valori delle idee in un contenitore nuovo. Cambia solo quello, peraltro: il contenuto è sempre lo stesso. E poi il mio compito attuale è lavorare per il bene di Cassano. Qui le situazioni sono ben diverse rispetto al dato politico nazionale.

 

Non tutta AN seguirà la scelta del partito: proprio in Puglia è nato e sta crescendo il movimento di Adriana Poli Bortone che non ha accettato l’ingresso nel PdL. Lei che ne pensa? Come giudica la scelta dell’ex sindaco di Lecce?

 

Non conosco a fondo la vicenda leccese, ma penso che la Poli Bortone abbia agito, in questo frangente,  per le necessità del suo territorio. Non sempre, come ho detto, le strategie locali possono seguire quelle romane, pur con  ideali condivisi. Amo rispettare le idee degli altri e proprio per questo non giudico i comportamenti di alcuno.

 

Veniamo ad un piano più locale: a Cassano il PdL c’è come gruppo consiliare ma voi non lo riconoscete. Adesso che succederà? Chi rappresenterà il PdL in paese?

 

Questa apparente difficoltà è nata solo a causa di chi ama sedurre l'elettorato, svelando però un disegno di trasformismo politico che ai cassanesi non può sfuggire. Noi non possiamo riconoscere quel gruppo semplicemente perché è il frutto di una strategia da prima repubblica, un consesso di persone ideologicamente eredi solo della devastante  gestione Leporale (e chi è di Cassano ne conosce gli sfasci per i quali abbiamo pagato lacrime e sangue). Ora questi signori, dopo alterne vicende, salgono sul carro del vincitore. Troppo facile, troppo cinico. E la vicenda politica dov'è? Diciamo una volta per tutte la verità: a Cassano il vero PdL si dovrebbe identificare solo con noi, gli unici che hanno una storia politica vera, quella storia fatta di sezioni, di riunioni e di assemblee. Sarò più chiaro: a Cassano c'è una storia di AN, ma non c'è una storia di Forza Italia, quindi il vero PdL cassanese  non potrebbe far altro che identificarsi con la tradizione locale. Affermare il contrario sarebbe antistorico, ridicolo. Onestamente, ritengo che gli uomini e le donne del  centrodestra cassanese non possano far altro che guardare a noi. E questo senza alcuna forzatura di interpretazione. Questa è la storia, questi sono i fatti di Cassano e dei cassanesi.

 

Le amministrative oramai sono vicine e lei viene indicato come il candidato sindaco “in pectore” per la lista dell’Amministrazione uscente che dovrebbe essere una lista civica. Come concilierà il suo appartenere al PdL con l’impegno di una lista non politica?

 

E' semplicissimo: basta non confondere l'ideologia con gli ideali. Gli ideali fondamentali del centrodestra continuano ad essere i miei ideali. Credo in uno Stato forte ed efficiente, che favorisca le iniziative dei cittadini meritevoli, che tuteli le fasce deboli, che garantisca i diritti dell'uomo, che scoraggi ogni tentativo di malversazione. La storia di cui faccio parte, dimostra che questi sono ideali condivisi da ogni persona di buon senso e buona volontà, tanto da vedere accomunati anche soggetti di diversa estrazione ideologica. Non solo: dimostra anche che noi siamo una squadra di fortissima passione politica, ma anche di grande concretezza e di grande attenzione verso il territorio. Lo scacchiere politico nazionale è la mia antica passione, ma ora devo pensare a Cassano ed ai cassanesi. Le chiacchiere le lascio agli altri. Io, alla gente, preferisco dimostrare l'impegno con i fatti.

 

 


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