Martedì 22 Maggio 2012
   
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UNIVERSITA', "SIAMO UN PAESE POCO CORAGGIOSO" DICE PETROCELLI

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Più che il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Corrado Petrocelli – ospite l’altra sera degli incontri organizzati dall’Associazione “Il Faro” presso il Liceo Scientifico-Classico “Leonardo da Vinci” di Cassano – è sembrato un ottimo amministratore, un attento osservatore (anche critico) della propria realtà, un nostalgico futurista che sa cosa l’università potrebbe fare per il futuro di questo Paese ma non sempre gli viene consentito, un illuminato e accorto dosatore di lezioni morali ma anche grande pragmatico.

 

Nulla di accademico, almeno nel senso classico che ci si attenderebbe. Molto di visionario nella accezione di capire cosa si muove da qui a dieci anni e volerlo afferrare.

 

Introdotto dal giornalista cassanese Gianvito Cafaro e salutato dal consigliere regionale Ignazio Zullo, in un auditorium affollato, Petrocelli ha tracciato l’altra sera tratti molto seri, sferzanti e mai “divertenti” di quella che è l’Università di oggi (non solo barese) e quale potrebbe essere quella di domani. Non nascondendo nulla degli scandali e delle raccomandazione di cui la cronaca da un po’ di tempo si è occupata (“il marcio c’è, l’abbiamo debellato, spero per sempre, con validi strumenti ma per favore: non generalizzate. Se un professore o un dipendente sbaglia, non significa che a sbagliare sia l’intera Università…”); affrontando di petto la cosiddetta “fuga dei cervelli” (“abbiamo straordinari laureati, a volte con diversi master e specializzazioni e se i centri di ricerca e le imprese di tutto il mondo se li contengono significa che siamo bravi a formarli; ma è colpa nostra o del sistema imprese-Stato-enti non riconosce abbastanza i loro meriti, pagandoli adeguatamente, tanto da assumerli? Si vuole l’innovazione nelle imprese, ad esempio: ma chi la fa questa innovazione se non un laureato che ha studiato, fatto ricerche e sgobbato per anni? E questo lavoro lo si vuole pagare adeguatamente?”); parlando della carenze della edilizia scolastica e in generale del diritto allo studio che potrebbe attrarre su Bari altri studenti stranieri e con essi una attenzione maggiore da parte di paesi emergenti come la Cina.

 

Petrocelli ha poi illustrato il nuovo Campus progettato a Valenzano, una idea che se realizzata potrebbe liberare ampi spazi presso il Politecnico di Bari e consentire agli studenti di veterinaria e agraria di studiare e sperimentare direttamente sul campo tali studi grazie alla creazione di sere e laboratori. Si attendono risorse.

 

Niente sconti, però. “Chi si illude – ha detto il Rettore – che tutto può essere facile, veloce  sbrigativo sbaglia strada. L’università, lo studio, sono sacrificio, pena, passione ma certamente non divertimento. Dunque una Nazione civile che vuol dirsi tale non può non investire in ricerca e formazione, arrivando anche alla formazione permanente, quella per gli adulti. Altrimenti proseguirà il declino dell’Italia In questo non siamo un Paese coraggioso, quasi avessimo paura del futuro.”

 

 

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