Sabato 20 Agosto 2022
   
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PIRP E CONTRATTI DI QUARTIERE: CI SFUGGONO MILIONI. COLPA DI DI DI PIETRO (SECONDO SANTORSOLA...)

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PIRP e Contratti di Quartiere: cosa sono questi sconosciuti?

 

Nel corso del Consiglio Comunale del 18 febbraio sono stati al centro di un lungo dibattito fra la maggioranza di “Continuare” e la minoranza del PdL  seppure con termini spesso poco chiari anzi quasi del tutto sconosciuti ai pochi presenti al Consiglio (per chi volesse è possibile ascoltare e vedere questa parte del Consiglio nella Video gallery di CassanoWeb cliccando qui ).

 

Proviamo dunque a conoscerli più da vicino e a capire cosa c’entrano con Cassano.

 

La sigla PIRP sta per “Programmi Integrati di Riqualificazione delle Periferie”. La Regione Puglia, utilizzando fondi provenienti dall’Unione Europea e fondi propri dà ai comuni pugliesi la possibilità di intervenire massicciamente su un quartiere urbano, che solitamente sconta il fatto di essere in periferia e di riqualificarlo ovvero renderlo più vivibile, più bello, più accettabile magari dotandolo di infrastrutture (un teatro, un luogo di aggregazione giovanile, un polo sportivo) che sia attrattivo anche per chi vive nel resto della città o del paese.  I Pirp vengono promossi dai comuni, dunque e sono attivati con l'apporto collaborativo di organismi pubblici e di soggetti privati, con l'obiettivo di recuperare le periferie urbane degradate, migliorando la qualità ambientale e favorendo l'occupazione e lo sviluppo dell'imprenditoria locale.

 

Solo urbanistica? Roba da tecnici e addetti ai lavori?

 

Nient’affatto. I Pirp nascono da una idea di Angela Barbanente, assessore regionale all’Urbanistica, recentemente in visita a Cassano (potete ascoltare il suo intervento nella serie di incontri organizzata dall’Associazione “Il Faro” nella Video gallery di CassanoWeb cliccando qui ) che ha ribadito una sua idea “fissa” ovvero la realizzazione di opere strategiche – qual è appunto la riqualificazione di un quartiere – vanno condivise con la popolazione, con le associazioni, con gli operatori, con le imprese locali.  Insomma nulla  di calato dall’alto, molto di “condiviso” secondo il modello della cittadinanza attiva.

 

I fondi messi a disposizione dei PIRP dalla Regione erano oltre 82 milioni di euro da suddividersi fra i Comuni pugliesi – grandi e piccoli – chiamati a disputarseli sulla base di un Bando che la Regione Puglia pubblicò nel giugno del 2006.  La scadenza, prima fissata nel dicembre dello stesso anno, fu poi prorogata al maggio 2007.

 

I Comuni che presentarono progetti furono 127 ma Cassano non fu fra quelli. Pur avendo pagato una parcella di 10mila euro ad un rinomato studio barese di architettura per verificare la possibilità di partecipare al PIRP.

 

Perché? Cosa era successo?

 

Secondo il capogruppo del PdL Ignazio Zullo, Cassano ha perso un’ottima occasione per accedere ad una possibilità unica per riqualificare e rilanciare alcune delle zone che più abbisognano di interventi di riqualificazione. Basti pensare alla Zona Sacro Cuore.

 

Ma si tenga conto, come già detto, che mettere in moto un progetto PIRP significa anche avviare un intero sistema di economia locale che produce posti di lavoro, migliora l’ambiente, sprigiona energie positive quali, ad esempio, l’attenzione al risparmio energetico con cui le nuove realizzazioni sono chiamate a confrontarsi.

 

Tutto questo non è avvenuto e la responsabilità, secondo l’Amministrazione Gentile, è degli abitanti della ex “167”.

 

Per il sindaco Gentile, che ha spiegato la questione nella riunione del Consiglio Comunale, supportato dai consiglieri Contursi, Baldassarre e Santorsola, il Comune di Cassano ha verificato quale avrebbe potuto essere l’impatto dei PIRP su quel quartiere e lo avrebbe fatto attraverso un questionario distribuito fra gli abitanti del “Sacro Cuore”.

 

Dagli interventi in Consiglio non si è capito bene ma pare che l’amministrazione avrebbe chiesto ai residenti se volevano o meno un nuovo complesso di case popolari al che gli abitanti hanno detto un sonoro “NO”, anche perché queste case sarebbero state costruite al posto del Parco giochi comunale.

 

Dobbiamo credere sulla parola agli amministratori del Comune poiché nessuno aveva finora sentito parlare di questo questionario, né di un sondaggio effettuato fra i residenti e neppure di assemblee pubbliche, riunioni, ecc. nelle quali si chiedeva ciò.  “Abbiamo interpellato i residenti con grande apertura democratica – ha detto il sindaco Gentile in Consiglio – se volevano altre case popolari e i cittadini hanno detto no”.

 

E vorrei vedere pure che dicevano sì, avrebbe detto Totò. Nel senso che se davvero il sondaggio chiedeva questo nessuno avrebbe detto sì.

 

Fatto sta che mentre comuni come Grumo Appula, Palo del Colle, Altamura per non parlare dei piccoli Turi e Toritto (qui la graduatoria completa) hanno ricevuto milioni di euro per riqualificare le loro periferie e creare nuovi spazi verdi, strutture sportive e luoghi di aggregazione sociale, a Cassano nel quartiere “Sacro Cuore” sta per sorgere un bel…parcheggio!

 

 

Il Contratto di quartiere.

 

Idem come sopra. “Si tratta di interventi complessi – spiega la Regione Puglia che riprende la positiva esperienza realizzatasi in altre parti d’Italia  - che puntano a risanare quartieri degradati principalmente con costruzione o recupero di urbanizzazioni primarie secondarie e servizi, al fine di creare condizioni di maggiore vivibilità. Gli interventi verranno attuati con fondi pubblici e di privati incentivati ad investire. Il finanziamento pubblico complessivo, a carico per due terzi dello Stato e per un terzo della Regione, è di circa 90 milioni di euro. Ogni singolo contratto di quartiere può avere un finanziamento massimo di cinque milioni di euro”. Questa iniziativa parte addirittura prima, già nel 2003.

 

Anche in questo caso, però, Cassano non partecipa alla possibilità offerta di riqualificare, rammodernare, rilanciare l’economia, migliorare la vivibilità e il PdL in Consiglio presenta anche una interpellanza in merito.

 

Secondo il vicesindaco Teodoro Santorsola la responsabilità è dell’allora Ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro che avrebbe avviato un contenzioso con un altro ministero e poi al Tar che, chissà come, chissà perché, avrebbe poi danneggiato Cassano. Si badi: solo il nostro paese perché altri comuni a noi vicinissimi (il solito Grumo ma anche Acquaviva delle Fonti che completerà il suo Teatro, Ruvo di Puglia che costruirà, fra l’altro, un anfiteatro, ecc.) si vedono approvare progetti e ricevono fondi.

 

Non ci credete? Leggete questo lancio dell’Agenzia Ansa del 23 aprile 2007:

 

Roma - L’Accordo di programma tra Regione Puglia e Ministero delle Infrastrutture ha sbloccato circa 87 milioni di euro, da spendere in 17 Comuni, per favorire la dotazione infrastrutturale di aree degradate e a forte disagio occupazionale. Nella regione i Contratti di Quartiere II punteranno quindi soprattutto a favorire l’integrazione sociale e l’offerta abitativa. I Comuni interessati sono otto della provincia di Bari (Mola di Bari, Grumo Appula, Acquaviva delle Fonti, Noicattaro, Noci, Alberobello, Molfetta e Ruvo di Puglia), tre della provincia Barletta-Andria Trani (Barletta, Trani, Bisceglie), tre della provincia di Foggia (Lucera, Torremaggiore, Monte Sant'Angelo) e tre della Provincia di Lecce (Lecce, Galatone e Maglie)”.

 

Ma per caso, di Pietro ce l’ha con Cassano? E perché, poi?

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