Sulla mappa, sono piccoli e inoffensivi puntini rossi, quasi dei pidocchi ora concentrati in una zona, ora più radi e isolati. Che punteggiano una vasta area, grande migliaia di metri quadrati: dalla via vecchia per Acquaviva fino alla zona industriale di via Grumo, a ridosso del Consorzio “Cosvim”, passando dalla via per Bari e quella per Bitetto.
Nella realtà, se il progetto dovesse andare in porto, si tratta di uno dei più grandi parchi eolici della provincia di Bari che sorgerà proprio nelle campagne di Cassano.
CassanoWeb ha avuto modo di visionarlo e ve lo racconta.
Il Parco Eolico cassanese sarà composto da 33 torri ognuna di 100 metri d’altezza, con un rotore del diametro complessivo (da pala a pala) di 92 metri, capaci di sviluppare 2 MegaWatt di energia elettrica all’anno, per una produzione complessiva di 155 GigaWatt per ogni anno.
Il Progetto è stato presentato dalla “Enel Green Power” e predisposto da una società di Livorno, la “Sintecnica”. Prevede la creazione di un vastissimo campo eolico con torri che svettano sull’orizzonte: arrivando a Cassano, da Bari o Acquaviva o Bitetto, sarà impossibile non vederle. Non solo per la maestosità di ognuna di esse ma anche per il numero e la disposizione a ventaglio.
Il Parco Eolico, infatti, si estenderà dalla vecchia strada che conduce a Collone ed Acquaviva, (a poche centinaia di metri dalle abitazioni) attraversando la via per Bari (Via Sannicandro), giungendo a Via Bitetto e alla Cava Grande fino a via Grumo, lambendo la Zona Industriale: le ultime torri sono previste in Via della Scaletta, nei pressi delle aziende del “Cosvim”.
Si tratta, insomma, di un investimento di milioni di euro in grado, però, di trasformare per sempre – con il forte impatto visivo – il paesaggio cassanese e la visione che da qui si ha di tutta la Terra di Bari.
Al momento la situazione è questa: la “Enel Green Power” ha presentato tutti gli elaborati presso la Provincia di Bari – Servizio Ambiente per la procedura di verifica della assoggettabilità a VIA (Valutazione di Impatto Ambientale); la documentazione – per conoscenza – è stata depositata presso il Comune di Cassano. Che tuttavia rischia di essere completamente estromesso da ogni decisione, perlomeno sostanziale.
Se, infatti, per la concessione della VIA occorre il parere della Provincia e per l’autorizzazione definitiva serve quella della Regione, la voce in capitolo da parte delle amministrazioni locali è quasi nulla.
Proprio ieri, fra l’altro, la Corte Costituzionale ha bocciato una serie di norme in base alle quali la Regione Puglia subordinava l’installazione di nuovi impianti all’approvazione da parte dei comuni di un Piano di realizzazione degli impianti eolici (Prie).
Le Regioni, cioè, non possono indicare i luoghi in cui non è possibile costruire gli impianti eolici perchè il loro “corretto inserimento” deve avvenire secondo linee guida nazionali.
A fare ricorso alla Consulta era stato il Tar della Puglia, nell’ambito di una controversia tra la società Farpower Srl e la Regione che aveva negato l’autorizzazione alla realizzazione di un parco eolico. La Corte, con la sentenza n. 344/2010, ha rilevato innanzitutto che il tema dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili riguarda “la competenza esclusiva dello Stato in materia ambientale”; motivo per cui le Regioni non possono “adottare una propria disciplina in ordine ai siti non inidonei all’installazione degli impianti eolici prima dell’approvazione delle linee guida nazionali”. Inoltre, nel prevedere limiti, condizioni e adempimenti al cui rispetto è subordinato il rilascio dell’autorizzazione, le norme regionali violano i principi fondamentali fissati dal legislatore in materia di produzione, trasporto e produzione nazionale dell’energia. “La norma statale, infatti, inspirata a canoni di semplificazione – si legge nella sentenza -, è finalizzata a rendere più rapida la costruzione degli impianti di produzione di energia alternativa e non contempla alcuna delle condizioni o degli adempimenti” previsti dallo strumento di pianificazione regionale Prie.
Sulla bocciatura da parte della Corte Costituzionale del Regolamento regionale, il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, anche in qualità di ex Assessore regionale all’ambiente ha affermato che “il regolamento 16 ha sin qui garantito la tutela del territorio e del paesaggio, pur sapendo che si trattava di una sorta di forzatura nei confronti del governo nazionale, che dal 2003 si era impegnato ad approvare linee guida arrivate solo a settembre 2010. In questo arco temporale di vacanza legislativa nazionale, il Regolamento 16 ha fatto da argine al tentativo di invadere la nostra regione col proliferare ingovernato di impianti eolici. Ora per la Puglia non cambia niente, anche perché mi risulta che linee guida regionali sono già pronte, saranno recepite dalla Giunta fin dalla prossima settimana e sono già state portate all’attenzione del partenariato istituzionale economico e sociale. Il Consiglio regionale, le commissioni, faranno la loro parte per consentire un percorso sollecito al provvedimento”.
Il progetto, dunque, è arrivato in un brutto momento per il territorio cassanese: sapremo farcene carico?
Per saperne di più sull'impatto dell'eolico sul territorio: www.viadalvento.org
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Commenti
In realtà si tratta di PORCO EOLICO, composto da ben 33 PALLE EOLICHE.
SE L' IMPIANTO NON ROVINERA' IL PAESAGGIO OK;; ALTRIMENTI SONO CONTRARIO .
LE PALE DEVONO AVERE UNA DISTANZA MINIMA DI 500METRI DALLE ABITAZIONI E DALLA PUNTATA DI REPORT SI PUO' VEDERE COME E' FACILE VARIARE QUESTI LIMITI MINIMI A DANNO DELLE ABITAZIONI CON UN RUMORE CONTINUO "TIPO AEREO".
TENIAMO OCCHI APERTI SU QUANDO INIZIERANNO I LAVORI PERCHE' A COSA FATTA CON I TEMPI DELLA GIUSTIZIA ITALIANA CI VORRANNO ANNI PER RISOLVERE I PROBLEMI.
7)Malaffare.
Non è detto che questo potrà essere il caso di Cassano. Non è detto che la mafia avrà un ruolo. Certo è che gli enormi incentivi a favore dell'eolico fanno passare in secondo piano considerazioni quali: utilità sociale, rispetto dell'ambiente e della qualità della vita.
Per maggiori dettagli www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-56b9b197-40cb-4d37-90d6-58cdd84209a7.html
'forse dai cassanesi??...HO QUALCHE SERIO DUBBIO...!!!
1)I proprietari dei terreni. Chi sono?
2)L'Enel.
3)La società “Sintecnica” di Livorno.
Chi ci perde?
1)La gente di Cassano che non avrà nessuno sconto in bolletta.
2)Chi abiterà vicino alle torri eoliche. Avrà rumore, ombre moleste e le loro case saranno svalutate. Chi vuole vivere vicino a una centrale eolica?
3)Il Turismo. Che bella accoglienza per i turisti saranno 33 pale eoliche gigantesche.
4)Gli Italiani tutti. Gli incentivi per le energie alternative li pagheremmo tutti con gli aumenti in bolletta.
5)Il lavoro. Chi costruirà le centrali arriverà da fuori. La centrali eoliche hanno bisogno di pochissima manutenzione - danno pochissimo lavoro.
6)L'mbiente.
Lottate contro il colonialismo eolico finche siete in tempo!
Articolo interessante: L’inesistente rivoluzione energetica in Puglia www.butta.org/?p=5330
di certo questi "enormi ventilatori" come qualke ignorante li ha kiamati,servono e sono un passo in avanti per evitare catastrofi nucleari...dato ke per quelle dovremmo protestare e non per il paesaggio ke potrebbe essere deturpato...ma ke paesaggio???nn daranno fastidio a nex, ne' tanto meno al paesaggio...perche' comunque verranno poste in luoghi extraurbani...e dove nn vi siano vincoli paesaggistici!